
Tra le amenità che si leggono sui giornali, qualche settimana fa mi ha colpito la proposta di istituire sulle autostrade inglesi (che sono gratuite) una corsia a pagamento in cui gli automobilisti possano andare ad una velocità superiore di alcune decine di miglia orarie rispetto ai normali limiti di velocità.
Se ormai è appurato che la velocità eccessiva è una causa rilevante degli incidenti stradali, viene da chiedersi il senso di una scelta del genere.
A casa nostra, quando viaggiamo in autostrada vediamo bene quanti siano gli automobilisti che superano (abbondantemente) i limiti... in più, se l'automobilista fosse fotografato da un autovelox potrebbe evitare di dichiarare chi era alla guida del veicolo (e la decurtazione dei punti) pagando una semplice multa da 250 a 1000 euro (art. 126bis, comma 2 del codice della strada). Piuttosto, l'utilizzo del “Tutor” in autostrada sembra abbia prodotto un minor numero di morti e feriti.
Infine, finalmente si sta lavorando a livello europeo per creare un limitatore di velocità automatico per le auto. A quale velocità? 170 km/h...
Vien da chiedersi perché questa limitazione è ad una velocità superiore di 40 km/h rispetto al limite medio che abbiamo in Europa.

Per il semplice fatto che ci passano molto in alto sopra la testa, non ci viene da pensare che gli aerei siano una buona fonte di inquinamento.
Chi abita a Peretola se n'è già accorto comunque, che rumore, gas e anche la dispersione di carburante sono insopportabili.
Viene da domandarsi come si possa gestire l'inquinamento cittadino senza tener conto delle emissioni da aeromobili. Mi domando anche come si possa ancora pensare di potenziare ulteriormente un aeroporto a soli 11 chilometri dalla facciata del Duomo.
Andiamo in bici, quindi siamo ecologisti, e va bene.
A volte capita di montare su un aereo, e di libriarci nell'aria, pensando che il nostro svolazzare sia innoquo... ma non è così.
Per non farci prendere in giro da chi dice che la bici è usata solo da qualche intellettuale radical-chic che la usa per andare da un convegno ad una mostra, è bene che certe cose si sappiano.
Siamo intelligenti, e allora cominciamo a domandarci perché un viaggio Firenze-Roma in Eurostar costa 36 euro e un volo da Pisa ad Amburgo 21 euro o addirittura uno per Birmingham solo 10 euro. C'è qualcosa che non va.
Per cominciare, il carburante aereo non è tassato. Poi, il trasporto aereo è stato anche lasciato fuori dalle fonti di emissione della CO2 del protocollo di Kyoto.
Strano per un tipo di trasporto che, a causa delle emissioni in alta quota, crea ancora più danni rispetto alle emissioni a terra, per la lunga permanenza della CO2 e per la formazione di vapore acqueo che, alla quota di volo, crea delle scie di condensazione che aumentano l'effetto riscaldante. Secondo l'IPCC (Comitato internazionale per i cambiamenti climatici) l'impatto globale sui cambiamenti climatici del trasporto aereo è da 2 a 4 volte superiore a quello della sola emissione di CO2: come dire che si viaggia per uno ma si inquina per quattro.
Attualmente il trasporto aereo è responsabile del 3,5% (qualcuno azzarda anche il 10%) del riscaldamento globale, con una crescita che lo porterà al 15% entro cinquanta anni.
E le emissioni di PM10 intorno agli aeroporti dovuti a partenze e atterraggi? chissà.
Il trasporto aereo è utilizzato soltanto da una piccolissima percentuale di persone (meno dell'1% della popolazione mondiale lo usa tutti gli anni), ma le agevolazioni di cui gode vengono fatte pagare a tutti quanti, per non parlare dei disagi di chi vive accanto agli aeroporti.
Ce n'è abbastanza, no? E' giusto eliminare le auto, sacrosanto usare bici e mezzi pubblici, ma è necessario ridurre i voli aerei e la voglia matta di andare a spasso dappertutto.
Un volo a testa ogni due anni potrebbe anche essere troppo da sopportare per il pianeta. E anche per chi abita a Peretola.

Guardando le pubblicità delle auto con una certa freddezza, a volte si notano particolari che risultano inquietanti. Ad esempio, la pubblicità di un gippone declama con enfasi la sicurezza di quel mezzo.
Si comincia con una domanda retorica: chi è la persona più importante da proteggere quando guidi un SUV? Bella domanda, dico io. La risposta qual'è? E' che il SUV in questione protegge conducenti, passeggeri, automobilisti, pedoni e ambiente. In questo ordine, credo, mettendo al primo posto il conducente che, di solito, è quello che paga il marchingegno.
Una serie di diavolerie elettroniche veglia sull'umanità, ma non c'è alcuna riga che spieghi come sia poco intelligente usare un'auto a quattro ruote motrici di due tonnellate in una città, nè come un sensore possa bloccare l'auto se passa con il rosso o davanti alle strisce.
Non so voi, ma non mi sento molto più sicuro.

Non dovrebbe essere possibile morire a nove anni. No.
Invece, ancora una volta, un ragazzotto in motorino ha investito un bimbo che andava in bici con madre e fratello su una pista ciclabile. Se non ho capito male, si tratta della ciclabile che ho percorso anch'io nel settembre scorso, e vi posso assicurare che su quella pista i cartelli di divieto ci sono, e in gran quantità.
Ricordate l'incidente simile avvenuto a Bormio circa sei mesi fa? Stavolta i "giustificazionisti" non dovrebbero neanche avere la scusa del buio e dei fari mancanti: l'incidente è avvenuto nel pomeriggio. Stavolta non si possono tirare in ballo i ciclisti indisciplinati a bordo di mezzi scalcagnati. No, signori, stavolta chiamate le cose con il loro nome: forse omicidio?
Si muore in bici, in questo Paese. Uno al giorno.
E si muore anche da bambini, anche su una ciclabile.

La tua sete si merita un parcheggio in zona pedonale: potrei parafrasare così un vecchio slogan pubblicitario. Tra il Duomo e il Battistero, dove qualcuno ha il coraggio di vietare il transito in bici (non scherzo), si può parcheggiare un magnifico furgone che sarà anche Euro 4, ma è senz'altro in divieto di sosta.
Chissà dov'è l'autista... la cabina è vuota, il carrello è sul cassone e le sponde sono chiuse: se n'è andato in giro, mica a scaricare.
Intanto godiamoci questo spettacolo, purtroppo non irripetibile...

Tra qualche settimana partiranno i campionati europei di calcio che si giocheranno in Svizzera e Austria. Per caso ho letto un articolo che raccontava del “ritiro” della Nazionale italiana. La sede è a Baden, in Austria. Il problema è che l'Italia giocherà le partite eliminatorie in Svizzera... a 800 km di distanza, la stessa che c'è tra Firenze e Taranto.
Va bene che l'ospitalità ricevuta è gratuita, ma come si muoverà tutto il circo pallonaro? in aereo, suppongo, avanti e indietro. Mobilità (ed emissioni) inutili, buttate nell'aere alpino.
Anche in queste sciocchezze ci sono ripercussioni sull'ambiente, ma sono problemi degli altri, no?
Ah, per chiudere: se la Nazionale dovesse andare in finale, che si giocherà a Vienna, la distanza dalla sede del ritiro sarà di una quarantina di chilometri. Potrebbero andarci in bici per riparare, almeno in piccola parte, alle emissioni causate dalle partite precedenti...

A Milano hanno creato una sorta di pedaggio con l'istituzione dell'Ecopass. Per entrare nella zona centrale della città occorre pagare questa tassa (residenti compresi), quotidianamente o come abbonamento a seconda delle emissioni dell'auto. Ad esempio, i residenti nell'area con la classe di inquinamento peggiore pagano 250 euro l'anno, che non è poco.
A me non piace un granché poter circolare liberamente con mezzi inquinanti grazie al pagamento di un lasciapassare, ma vorrei fare lo stesso un confronto con la nostra città.
Da noi c'è la ZTL, e sappiamo tutti come funziona. I blocchi delle auto sono divisi per Euro 0, 1 e così via. "Dalle nostre parti, chi inquina sta fermo" ha detto l'assessore competente, secondo quanto riportava un quotidiano cittadino.
Da noi, dico io, non mi pare si abbia chiaro chi inquina e chi no. Abbiamo una deroga per cui chi ha più di 65 anni può andare a zonzo con qualsiasi mezzo e qualsiasi carburante, dal gasolio al cherosene. Da noi non si distinguono (solo da quest'anno per gli Euro 1) le emissioni dei motori a gasolio da quelle della benzina.
Un po' mi rode, ma mi tocca ammettere che dobbiamo prendere lezioni di ambientalismo dalla giunta milanese. Per esempio, vediamo chi è esente dal pedaggio: veicoli a metano, GPL e ibridi (definiti classe 1), veicoli a benzina (e sottolineo: solo benzina) Euro 3 e 4, veicoli diesel Euro 4 ma solo con filtro antiparticolato (classe 2, con una deroga per i primi mesi anche per i diesel Euro 4 senza filtro).
Devono invece pagare in misura variabile: auto e merci benzina Euro 1 e 2 (classe 3), auto e merci benzina Euro 0, auto diesel Euro 1, 2 e 3, merci a gasolio Euro 3, autobus diesel (sì, autobus) Euro 4 e 5 (classe 4) e, infine, tutti gli altri mezzi, diesel, rimasti, compreso i merci a Euro 2 e gli autobus fino all'Euro 3.
Ricorderete come l'ARPAT dimostrò come i veicoli diesel Euro 3 emettessero più polveri di quelli a benzina Euro 0... e la risposta fu che penalizzare i diesel Euro 3 "causerebbe difficoltà davvero insormontabili ai cittadini". Inoltre sono penalizzati anche i mezzi commerciali, a meno di trasportare merci deperibili o abbiano altre deroghe.
La decisione milanese, che puzza un po' di gabella, ha un fondamento ambientale corretto distinguendo i tipi di auto e di carburante. I nostri blocchi invece potranno semplificare, ma lasciano la licenza di spargere polveri sottili (per esempio ai gipponi Euro 3 a gasolio) mentre bloccano le vecchie Uno a benzina, che ne producevano molto meno: complimenti.

Curiosa città questa. Se compri una borsa taroccata ti tocca una multa salata.
Se fai una pista ciclabile taroccata, imitazione dozzinale di una vera, ti tocca fare un comunicato stampa. E rimane provvisoria, ancora oggi, da più di un anno.
Curiosa città questa. Se denunci oggi che una pista ciclabile è troppo stretta o pericolosa, domani sarà ancora lì, senza che nessuno faccia alcunché.
E chi l'ha pensata sarà pronto a farne un'altra. Ma come, stavolta?

Aperto il nuovo parcheggio a Porta a Prato. A poche centinaia di metri dalla facciata del Duomo, ecco 363 posti auto (a pagamento, ovvio) destinati ad attrarre grandi quantità di veicoli in prossimità del centro. Così, mentre è sparita per sempre la centralina di rilevazione degli inquinanti, si incrementa il volume di traffico in una zona già densamente trafficata, viste anche le tariffe che incentivano la sosta veloce (dalle 8 alle 20 il costo è di 1 euro la prima ora e 1,50 dalla seconda) e quindi il ricambio continuo delle auto parcheggiate.
Certo, quel parcheggio è vicino alla zona espositiva della stazione Leopolda e a dove sorgerà il nuovo teatro. Ma se questo parcheggio deve servire a queste strutture, perché è aperto 24 ore e non solo quando ci sono le manifestazioni?

Non so se è uno scandalo sbirciare nella dichiarazione dei redditi altrui, però ho fatto una riflessione che va oltre. Sarà una riflessione seria? Chissà. Ancora una volta sono costretto a ringraziare le mie prof di matematica per tutti gli sforzi con cui hanno tentato di farmi imparare a far di conto...
In tutto il chiasso mediatico sulle dichiarazioni on-line, è venuto fuori che in Italia ci sono soltanto 200.000 persone che dichiarano redditi superiori ai 58.650 euro, pari a circa l'1,5% del totale.
Non so se a qualcuno è venuto in mente di incrociare i dati, ma la fetta di mercato dei gipponi, sempre in Italia, è di circa l'8%, grosso modo 170.000 auto.
Abbiamo quindi 200.000 persone che hanno un reddito annuale paragonabile al costo di un gippone e una vendita annuale di 170.000 pezzi. Non trovate che ci sia qualcosa che non va? Oltre ai gipponi, dobbiamo aggiungere i coupé, le ammiraglie e tutto il resto: come si fa a pagarli tutti?
Ci sono troppe super auto e troppo pochi soldi nelle tasche: se facessi il Ministro delle finanze incrocerei i dati del PRA con quelli delle dichiarazioni dei redditi... e nella remota possibilità che scoprissi qualcosa di anomalo, con gli incassi delle multe finanzierei treni locali e reti ciclabili...