
Modello Giuditta ?
No, modello Verona. E' la rastrelliera (portabiciclette) individuata dal Comune di Verona, con una apposita commissione e consigliato dalla FIAB. Bella e sicura.
Signori del Comune di Firenze, in fondo non è difficile, basta copiare quelli che fanno bene.
Medaglia al Valore al Corpo di Polizia Municipale consegnata al suo Comandante
dalla motivazione ufficiale:
"con spirito di abnegazione e sprezzo del pericolo i militi si gettavano in mezzo al fuoco incrociato di auto lanciate a folle velocità su una corsia preferenziale, chiudendo gli occhi per non farsi distrarre da pericoli più gravi.
Raggiunto un passaggio pedonale scavalcavano con ardimento un fuoristrada e due Mercedes che lo ostruivano completamente e si avvicinavano senza farsi notare ad un velocipede insidiosamente incatenato ad un cartello stradale.
Circondato il mezzo nemico chiamavano come rinforzi il plotone carristi e con essi lo rimuovevano senza indugio, rientrando poi senza danni alla base con il veicolo ardimentosamente catturato".

Maledetto Barone Rosso - ops no, mi sono sbagliato, non sono Snoopy, dunque ricomincio!
Maledetti ciclisti fiorentini, siete voi la causa del degrado di Firenze, e io amo molto il decoro (e anche le decorazioni da appuntare al mio petto). Per questo cerco di sterminarvi facendo razziare dai miei fedeli VigiliUrbani le vostre sporche bici con ogni pretesto. Per fortuna che ho il mio Ufficio Azzeccagarbugli che riesce sempre a trovare un modo, e in ogni caso mi sono dato un obbiettivo:
RIDURRE I CICLISTI DEL 30% IN 6 MESI
Tremate tremate, le persecuzioni son tornate!!
Firmato:
L'Assessore MarCioni

Ci provano anche loro
La FIAB ci copia, anche loro si sono fatti il blog. Per ora si tratta di qualcosa ad hoc: cambierà nome la FIAB ?
Auguri al neonato.
Resistenze
di Patrizio Suppa

Che c’entra la bici con il 25 aprile?
C’entra.
La bici, in quegli anni, era usata per spostarsi velocemente e per non dare nell’occhio.
Era silenziosa, e questo la rendeva utilissima per muoversi nelle città, specialmente la sera e la notte. Non consumava carburante ed era sempre pronta all’uso.
La bici era anche un mezzo per portare documenti e notizie, nascondendoli nei tubi del telaio, e le tante staffette partigiane, spesso donne, non sono state meno eroiche e importanti di chi imbracciava le armi.
Lo stesso Gino Bartali, si è scoperto negli ultimi anni, faceva da “corriere” portando documenti falsi per salvare decine di ebrei.
E oggi?
La situazione non è sanguinaria come allora.
Ma anche oggi la bici è uno strumento di resistenza.
Una resistenza più piccola, ma comunque importante.
E’ uno strumento per resistere idealmente all’idea che è utile solo ciò che consuma…
per resistere alla motorizzazione obbligatoria…
per resistere all’inquinamento forzato delle nostre città…
per resistere alla trasformazione delle strade in canali di scorrimento delle auto…
Piccole resistenze, sia chiaro.
Ma importanti anche oggi, in questa democratica, fumosa e inquinata città…
Buon 25 aprile

Relitto sarà lei
di Patrizio Suppa
Parlare di relitti mi sembra più indicato ad un porto caraibico ai tempi del Corsaro Nero che ad una città capitale della Cultura nel terzo millennio. Beh, pazienza.
Penso ai relitti, e mi viene in mente una taverna piena di marinai ubriachi, con uno che si lascia sfuggire, preso dai fumi dell'alcool, di ricordare bene dove si era incagliato e affondato un galeone spagnolo, e poi i racconti di forzieri pieni di dobloni d'oro, di gioielli e monili preziosi... una storia avvolta nel mistero, in bilico tra una spacconata e la possibilità di diventare ricchi...
No, nel 2006 i relitti non sono più circondati da quest'atmosfera piena di segreti. Sono circondati da polveri sottili, benzene e altro. E non ci sono più neanche avventurieri che si lancino alla loro ricerca...
Nel 2006 i relitti sono biciclette legate a pali e transenne perchè, è bene ricordarlo, non ci sono rastrelliere a sufficienza. E, come dice il detto, "bici non legata, bici mai ritrovata".
Nel nome del decoro, una bici rugginosa legata ad un palo è un'infamia per questa città. Una bici, lo sappiamo, funziona con due ruote, una catena e poco altro. La ruggine non la scalfisce. I cultori del bello però, forse, la giudicano con i parametri adatti ad un motorino, dimenticando che la bici mostra la sua ermetica bellezza girando da una parte all'altra della città e infischiandosene delle mode-colori-eurozero-lavaggi.
La bici, un mezzo che da sempre è a euro zero di spese per il proprietario e per la città, non è un motorino mancato. La bici è la via d'uscita dal traffico e dalla congestione. Un giorno qualcuno se ne accorgerà e penserà di aver fatto una bella scoperta...
Altro che relitto...

Si riparte
Dopo alcuni mesi di inattività di cui taccio i motivi per carità di patria, questo blog riparte. Siamo alla vigilia di Veloslow e di una clamorosa iniziativa sulla questione della sosta delle bici. Poi Bimbimbici il 7 maggio, l'Oasi di Focognano il 14 maggio... e vai col blog.
P.S. I post pubblicati nel frattempo sono qui . Gli ultimi si ripubblicano a seguire...