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i pazzi siamo noi, ciclisti urbani a Firenze !? .... unofficial blog

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mercoledì, 31 maggio 2006

Paris mon amour

Il nostro ormai famoso agente all'Avana, alias inviato speciale nel mondo con occhio alle bici e ai trasporti, stavolta ci invia un reportage da Parigi. Eccolo qua!!

Parigi, e la Francia in genere, non sono noti per una particolare sensibilità ambientalista, e la gente, anche loro evidentemente latini, ha caratteristiche molto vicine alle nostre, nel bene e nel male.

Per esempio ricordo che nell'ultima mia visita di Parigi, una ventina di anni fa, mi saltarono agli occhi i marciapiedi ingombri di auto parcheggiate con almeno due ruote sopra. Ah ecco, pensai allora, non siamo solo noi italiani incivili!

La differenza sta nel fatto che mentre da noi la sosta selvaggia (e molte alte cose) sono diventate un diritto acquisito i cugini di Oltralpe fanno qualcosa per contrastarla, e ci riescono anche!

Il Comune di Parigi deve aver installato qualche milione di piolini sul margine di gran parte dei marciapiedi. In alcuni casi addirittura un cordolo molto alto che impedisce anche ai famigerati gipponi di salirci sopra.

Estasiato poi del sistema di trasporti pubblici della metropoli francese: 14 linee metrò, 5 RER (metro provinciale) con 20 diramazioni, tre linee tramviarie, valanghe di bus anche notturni molto puntuali, 4 stazioni ferroviarie collegate alla perfezione con tutto il resto ...

Uno si dice: certo qui a nessuno viene in mente di muoversi in bici, mica sono quei fanatici eco-salutisti degli olandesi o dei danesi.

E invece ecco che trovo anche molte piste ciclabili, spazi sosta, protezioni e facilitazioni ai ciclisti (per es. molte corsie preferenziali per bus E bici insieme).

E allora beccatevi qualche foto:

Pista ciclabile davanti ... al Moulin Rouge!!! Da notare l'attraversamento ciclabile che facilita le bici ad uscire dalla ciclabile per immettersi verso strade laterali o alla fermata del bus, un pò visibile a sinistra. Osservare anche i famosi piolini anti-sosta selvaggia.

Qui sopra un attraversamento ciclabile alla francese, in questo caso unidirezionale (con gemello sul lato opposto del vialone di Clichy)

Una ventina di attrezzatissimi punti di noleggio bici gestiti dalla RATP (equivalente dell'ATAF).

 Una sconsolante considerazione: ma la fuga dei cervelli (fra cui si annoverano molti ciclisti) sarà un caso?

Povera Italia, povera Firenze ...

 

 

 

 

postato da: ODYSSAEUS alle ore 11:15 | link | commenti (4)
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martedì, 30 maggio 2006

No T.A.B.



Credo sia giunto il momento di ragionare su quello che sarà la tramvia, su come procedono i lavori e sulla vivibilità delle zone vicine ai cantieri.
Credo sia giunto il momento di denunciare le cose che non vanno, giusto per riuscire a distinguere i fatti dalla demagogia.

La tramvia mi pare una bella trovata, e potrebbe portare dei discreti benefici a questa città.
Quello che mi crea dei dubbi è il vedere come si sviluppa la linea 1 (stazione SMN-Scandicci).
Quindi, sì alla tramvia, in generale, ma NO T.A.B. (Tramvia A Bischero).

Proverò, da povero ometto della strada (anzi, della pista ciclabile) a tirar fuori tutte le trovate che mi sembrano particolarmente sciocchine nel progetto della linea 1.

Cominciamo con la prima cosa sciocca?
Il percorso della linea 1 ricalca quello della linea 16 ATAF, con fermate distanti tra loro e quindi un percorso più veloce.
Il vantaggio della tramvia sul bus numero 16, nel percorso Palazzo comunale di Scandicci-Stazione è di circa 2-3 minuti, secondo gli orari ATAF.
Tutto questo migliorerà la vivibilità-viabilità cittadina?
E fare una linea tramviaria sulla linea del 16, non servirà solo a spostare gli utenti del bus sulla tramvia, invece di mettere gli automobilisti sul tram?
Sarebbe bastato poco per creare una linea protetta (busvia) per il 16, e intanto far andare il tram su un percorso tipo Scandicci-Novoli-Campi-Sesto-Calenzano-Prato… e chi prende (in auto) il ponte dell’Indiano tutti i giorni sa quanto traffico si muove in quella zona…

Pensiamoci su…
postato da: patrillo alle ore 08:15 | link | commenti (1)
categorie: varie ed eventuali
lunedì, 29 maggio 2006

Non ci hanno pensato



Corso Italia è la via principale per "sbarcare" dal percorso ciclabile di piazza V. Veneto e arrivare davanti al Teatro Comunale, al Consolato americano e poi sul lungarno.
Far andare i ciclisti direttamente sul lungarno, come prospettato dagli assessorati, significa:
1- allungare il giro dei ciclisti
2- dover percorrere un tratto di strada trafficata
3- dover percorrere la rotondina
4- spendere più soldi pubblici (cioè miei).

Come si vede nell'immagine di repertorio, è possibile creare una pista ciclabile unidirezionale nel senso opposto (direzione Teatro Comunale). Lo spazio c'è, basta restringere la carreggiata, senza bisogno di sacrificare alcun posto auto: lo dimostra l'enorme furgone parcheggiato in seconda fila.
Questa strada, che era a doppio senso e in cui passava il bus prima che il terreno intono al Consolato fosse dichiarato quasi off-limits (anche in barba a quanto deciso dal Consiglio Comunale, se non ricordo male), adesso è a senso unico (e lo rimarrà a lungo) e inutilmente larga.

Quindi, cari assessori competenti, chiedete a noi ciclisti dove vogliamo il percorso ciclabile.
E ne scoprirete delle belle.
postato da: patrillo alle ore 10:31 | link | commenti
categorie: dove passo
venerdì, 26 maggio 2006

Biciclette al Kantiere

Se il problema non è solo la mancanza di piste rastrelliere etc., ma anche (e forse soprattutto) la mancanza di una cultura diffusa della bicicletta, allora una serata come quella di ieri al Kantiere è una gran bella cosa.

Il Kantiere è uno spazio culturale polivalente del Quartiere 4 o meglio " uno spazio di creatività giovanile e di integrazione generazionale", nato di recente dalle ceneri del vecchio Centro giovani. E' gestito dalla coop sociale CEPISS (che segue le attività) e dalla coop sociale Ulisse (che gestisce il bar-ristorante e il noleggio bici). Il Kantiere è ospitato in una bella struttura comunale, con accesso da via del Cavallaccio (vicino al Warner Village).

Ieri sera quello che colpiva subito il visitatore erano i due tavoli di FirenzeinBici e della Ass. Città Ciclabile divisi da una panchina di legno, sulla quale - è bene dirlo subito - non sono rimaste tracce di sangue; ma tralasciamo le beghe fra i due galli nel pollaio dei ciclisti urbani fiorentini.

Bellissimo l'allestimento: molti oggetti artistici con l'uso di materiali ciclistici di recupero, fra cui uno splendido kimono di camere d'aria e diversi cerchioni intessuti di mille colori; e poi vecchie foto, foto recenti, ritagli di giornale, materiale sulla Ciclofficina Brugola Rossa e Critical Mass. Insomma uno spettacolo ! 

Poi l'aperitivo, che in realtà era un'ottimo buffet (a un prezzo onestissimo) con insalate fredde, torte salate, stuzzichini, biscotti e altro.

E poi, dulcis in fundo, lo spettacolo teatrale "Storie d'amore e di bicicletta" con tre giovani attori bravissimi.

Quello che colpisce è la bravura e la passione dei giovani del Cepiss, che fa sperare in un bel futuro per il Kantiere, in un quartiere che è piuttosto carente di centri di aggregazione e di luoghi di cultura (non una libreria, un solo piccolo cinema oltre al Warner...).

postato da: biciblogger alle ore 10:39 | link | commenti (4)
categorie: varie ed eventuali

A volte (anche troppe) ritornano



Rieccoli. Dopo una breve pausa, sono tornate le Intelligenze Superiori che lanciano segnali alla nostra civiltà. Pongono i cartelli di rimozione forzata all'interno delle aree pedonali. Le Cascine, lo sappiamo, sono un parco monumentale. Le Intelligenze Superiori, per vegliare sull'integrità del parco e la sicurezza di chi lo frequenta, mettono dei cartelli di divieto di sosta. E' una semplice area pedonale… ma non si sa mai…

Il problema, care Intelligenze Superiori, è che sarete anche Superiori, sarete anche Intelligenze, ma sarà necessario che vi applichiate un po' di più. Troppo facile dire spavaldamente che tenete alla sicurezza e alle regole della mobilità cittadina.
Care Intelligenze Superiori, scendete dalla vostra navicella spaziale. State volando troppo in alto, e state perdendo il senso della realtà. Scendete giù, sulla terra. Camminate sull'asfalto dei marciapiedi, pedalate sulle strade invase da macchine e gipponi. Vi renderete conto che il mondo reale è diverso da quello che vedete dai vostri finestrini. Il puzzo del gas di scarico che prende alla gola di chi si muove rasoterra dà un sapore diverso alla giornata rispetto al vostro arbre magique alla vaniglia dell'abitacolo della vostra navicella..

Come nel film Matrix, la realtà è ben diversa da quella che appare. E far finta che tutto sia davvero come appare ai vostri occhi non fa che peggiorare la situazione. E il problema è, care Intelligenze Superiori, che in mezzo a quella situazione che peggiora ci siamo noi…
postato da: patrillo alle ore 06:57 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali
giovedì, 25 maggio 2006

Nuoce gravemente



Non c’è molto da ridere a leggere i dati di Legambiente sull’inquinamento cittadino dati alla stampa qualche giorno fa. Misurazioni spot le hanno chiamate, ma hanno comunque prodotto dati allarmanti.
Il rumore è superiore ai limiti di legge, di giorno e di notte.
Il benzene è superiore ai limiti di legge -14,4 invece che 10… e considerato che è stato preso in una strada “pedonale” (si fa per dire)-…
Nelle due strade pedonali (via Cavour/Martelli) sono state contate centinaia di passaggi irregolari.

Curiosamente, sul giornale ci sono dichiarazioni di assessori per ogni argomento (compresa l’inaugurazione della manifestazione sulla ginnastica sintetica), ma nessuno che abbia avuto qualcosa da dire o obiettare sui dati dell’associazione ambientalista.
Non c’era molto da obiettare, forse. Forse, per decenza o per vergogna, nessuno ha pensato che fosse il caso di aggiungere altro. E pensare che il Sindaco è il responsabile della salute pubblica… e che il benzene è un cancerogeno riconosciuto a livello internazionale…
postato da: patrillo alle ore 07:19 | link | commenti (1)
categorie: che si fa
mercoledì, 24 maggio 2006

Il nostro corrispondente speciale in una innominata città europea ci invia un reportage fotografico da questa sfortunata metropoli dove piove 10 mesi l'anno e solo il 20-25% del traffico urbano è fatto da biciclette. Sapendo dei tormentoni fiorentini a lasciare la bici e pretendere di ritrovarla ecco che il nostro agente all'Avana ci fornisce qualche foto in tema...

Il tipo ormai standard di "rastrelliera" è la famosa U rovesciata, cioè quella transenna che da noi viene chiamata "parapedonale". Una bici per lato, installabile dovunque  e facilmente, da sola o a schiere. Ma noi siamo proprio scemi?

Qui sotto un classico: quasi tutti gli alberi sono protetti da transenne come quelle che si vedono, al contempo appoggio (legittimo) per le bici.

E ancora: una lussuosa rastrelliera (privata) nel cortile di una grande azienda di telefonia, con almeno 200 posti bici

 

Solo un esempio di cosa vuol dire facilitare chi si muove in bici: ciclabile sui due lati del vialone e al centro corsia riservata alla svolta protetta dei ciclisti. Sogno o son desto?

Un saluto ai ciclisti fiorentini, ai loro fantastici Assessori e Dirigenti alla Mobilità, etc. etc.

Il Vagabondo

postato da: ODYSSAEUS alle ore 20:55 | link | commenti
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martedì, 23 maggio 2006

Eccomi qua, il mio amico MalCioni (anche lui odia le bici) mi ha fatto accedere a questo blog sovversivo col suo nicchete.

Sono l'Assessore Giona (quello nella pancia della balena) e mi è giunto all'orecchio che alcuni ciclo-sovversivi vorrebbero fare casini alla splendida manifestazione da me sponsorizzata, la Fiera del Mostro Fit Ness (da non confondere con Loch Ness, il mio mostro è molto più figo chiaro???)

Pare che qualcuno voglia diffondere volantini all'ingresso della Fiera. Si vorrebbe polemizzare sul fatto che a una fiera del benessere e dell'attività fisica nulla sia stato fatto per chi ci va in bicicletta, e che invece ci sarà una bolgia di auto parcheggiate per ogni dove, quasi sempre in modo abusivo.

Ma dove vedono la condraddizione questi terroristi? Se la gente gente andasse in bici che bisogno ci sarebbe di palestre, mega-attrezzi, medici e stregoni delle diete, consulenti personali etc. E dove andrebbe a finire il bussinessete?

Vi metto in guardia: guai a chi viene a cercare di romperci le uova nel paniere!!

Chiarooooo????

L'Assessore Giona   (che porta sculo ai marinai)

postato da: CioniOdiaLeBici alle ore 16:36 | link | commenti
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Il mostro di Fit Ness



Lo chiamano Fitness, vuol dire in italiano “buona salute”, e di solito lo si intende come “la ginnastica”.
Praticamente si sta tutto il giorno in macchina e/o ufficio, si prende l'ascensore e qualsiasi altra attrezzatura piccola o grande che impedisca qualsiasi movimento muscolare.
Poi, di solito con orario 19-23, si va in palestra-piscina-massaggio-solarium, per il “fitness”, per sentirsi in forma. Si entra in una palestra, cioè un sudorificio, dove ci si muove tanto per fare, non perchè serva a qualcosa.

Uno dei segni della decadenza della nostra civiltà credo sia la bicicletta sintetica, evoluzione della vecchia cyclette, che ti fa far finta di andare sul passo del Pordoi mentre guardi una videocassetta.
E che dire della passeggiata sintetica, ardito macchinario su cui puoi correre mentre fai a meno di andare in giro, con il vantaggio di non sentire l'odore degli alberi di un parco o di vedere un tramonto mozzafiato, ma con cui senz'altro puoi condividere il tuo sudore con quello di chi fa finta di correre accanto a te. Ultima, la scala sintetica, altra diabolica macchinetta che ti fa fare finta di fare le scale (salvo poi maledire l'amministratore di condominio non appena l'ascensore si guasta e le scale devi farle sul serio...).

Da piccolo, quando andavo a trovare mia nonna, passavo sempre davanti ad un negozio di animali. Spesso in vetrina c'era una gabbietta con un criceto, ed ogni criceto che si rispetti ha la sua ruota nella quale correre, correre, correre e rimanere sempre lì. Non ho mai considerato il criceto molto intelligente, per la sua foga nel correre in quella specie di frullatore.
Trent'anni dopo, il nostro cervello è diventato simile a quello di un criceto.
Intanto la nostra cultura, quello che qualcuno definisce "superiore", si conferma sempre più quella dell'apparenza: far finta di avere i soldi, far finta di voler bene a qualcuno, far finta di avere il senso dello Stato, far finta di andare al mare abbronzandosi con lo spray, fino al far finta di andare in bici, a correre, per le scale.
Dimenticavo: anche fuori, nel parco reale, c'è da pensare: è un mesetto che continuano a correre i disperati della ciccetta. Comincia la stagione dei fine settimana al mare e quindi comincia la stagione delle diete e della disperazione e degli incontri furtivi con la bilancia.
Tutti i giorni, tornando dall'ufficio passo attraverso il parco delle Cascine e si trovano aspiranti magri di tutte le età e di tutti i sessi. I casi più disperati corrono, con quasi trenta gradi, con tuta impermeabile o comunque ben imbottiti, per sudare di più...
Passato agosto e l'esame-spiaggia, sparisce anche la folla dei podisti a termine...

Perchè dico tutto questo? Perchè nella nostra città ci sarà la mostra sul Fitness, e in alcune piazze ci sono degli stand pubblicitari... e perchè ognuno possa dare un proprio giudiziosulla manifestazione, tenete presente che:
tra gli sponsor c'è una casa produttrice di veloci panini con polpetta;
in ogni stand è presente un'automobile che fa bella mostra di sé;
in ogni stand c'è anche una macchinetta per fare una passeggiata sintetica.

Curioso modo di accostare salute, movimento con la scelta degli sponsor, no?

Intanto, mentre si propaganda il movimento nei sudorifici, si fa di tutto perchè quello "naturale" (camminare e andare in bici) viene reso ogni giorno più difficile e meno attraente...
postato da: patrillo alle ore 08:47 | link | commenti (1)
categorie: autocrazia
lunedì, 22 maggio 2006

Gli stalli

Li chiamano stalli, sono simili all' U rovesciato: una alternativa alle tradizionali rastrelliere, più o meno valide.

postato da: biciblogger alle ore 15:29 | link | commenti (1)
categorie: dove la metto