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i pazzi siamo noi, ciclisti urbani a Firenze !? .... unofficial blog

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lunedì, 31 luglio 2006

Stavolta il "riceviamo e pubblichiamo" è particolarmente succoso: la fonte è l'autorevole quotidiano La Repubblica, solitamente dedito a fiancheggiare la Giunta Comunale anche nelle sue più vergognose inadempienze, tentennamenti, subordinazione a lobby e poteri più o meno forti.

Stavolta almeno la redazione locale ha contribuito far prendere una bella fifa alla nota ditta di vigilanza "Argo".

Ecco che titoliamo dunque:

Argo Vigilanza mazziata!!

Morale della favola: le ciclo-zanzare pungono e fanno male, anche se è necessario un pò di tenacia e, come in questo caso, del coraggio.

Al contrario il mugugnare, il girar la testa dall'altra parte sospirando, l'inveire al vento, non fa altro che incentivare e incancrenire l'inciviltà, l'illegalità, l'abuso e la prepotenza che in questa città e nel traffico sono all'ordine del giorno.

 

postato da: ODYSSAEUS alle ore 16:26 | link | commenti (1)
categorie: dove passo , autocrazia

The U-File 3



Cosa vuoi che sia una rastrelliera, direbbe qualcuno...

Beh, a Berlino, come ho già scritto, rastrelliera vuol dire, nel 90% dei casi, rastrelliera a U rovesciato.
Purtroppo per chi legge, anche questo post sarà una ode e un'esaltazione di questo tipo di rastrelliera.
Quella di oggi è una variante techno del modello classico: invece del classico tubo, ecco un piatto di acciaio (saranno circa 50 x 20 mm) con un poco visibile rinforzo sotto. Anche questa fa egregiamente il suo lavoro di amica del ciclista.
Anche questa ha una linea pulita, non intralcia i pedoni, permette di legare ruota e telaio.
E' verniciata con un elegante grigio piombo. La forma squadrata le conferisce insieme forza e modernità.

Bene. Dopo tutto questo per ribadire che noi sappiamo bene di che tipo di rastrelliera abbiamo bisogno.
Però, purtroppo, è necessario fare ben due buchi per terra. E se fare due buchi tondi era difficile, chissà com'è difficile fare due buchi rettangolari...

Dovrei cercare sulle pagine gialle una ditta esperta in trivellazioni?
postato da: patrillo alle ore 08:30 | link | commenti
categorie: dove la metto
venerdì, 28 luglio 2006

No T.A.B. 3



Sulla “Nazione” di sabato 10 giugno si raccontava di un consigliere regionale che ha presentato un’interrogazione all’assessore regionale ai trasporti per avere spiegazioni sulla scelta dei giunti, tecnicamente obsoleti, che saranno utilizzati sui binari della linea 1. Questi giunti non assorbirebbero adeguatamente il rumore e le vibrazioni al passaggio dei convogli. Sulle linee 2 e 3 sono stati previsti quelli nuovi, più efficaci contro il rumore…

Oggi, dopo un mese e mezzo, mi domando com'è andata...

Eppoi: perchè il progetto della tramvia (€€€€€€€€€€€€€€€€) va avanti a tutta birra e quello delle busvie (€) va all'indietro?

Perché  per la tramvia ci sono pure assessori disposti a prendersi pernacchie e male parole da infuocate assemblee e per promuovere la busvia ci sono solo gli autisti ATAF e poche altre persone dotate di buon senso? Eppure per fare una busvia ci vorranno, che so, due mesi, mentre per fare la tramvia ci vogliono anni...

E noi, intanto, respiriamo una miscela di gas di scarico di cui l'ossigeno è solo ospite...
postato da: patrillo alle ore 08:40 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali
giovedì, 27 luglio 2006

Come pensata dal Poggi



In piazza Vittorio Veneto, in attesa che arrivi la tramvia, c'è un bel parcheggione e una corsia pedociclabile, ottenuta dopo svariate proteste e alcuni investimenti sul ponte alla Vittoria dove (intelligentemente?) era stato messo un passaggio pedonale mentre c'erano i lavori del sottopasso.
Il passaggio pedonale era sul culmine del ponte... non era illuminato e lo sventurato pedone non poteva vedere chi, a tutta velocità, stava arrivando...

Insomma, in attesa di vedere la piazza pedonalizzata come era stata pensata dal Poggi (così dicevano), alcuni furboni (e anche furgoni) evitano di andare nel sottopasso, entrano nel famoso parcheggio e  ne escono passando un po' sul marciapiede e scansando la fila.
Intelligente, no? Io mi consolo giustificandoli come malati di claustrofobia...

Tanto per tenere accesa la memoria, quella piazza non sarà mai completamente pedonale, perchè quando hanno progettato il sottopasso non si sono ricordati che da lì sarebbero dovuti passare i "Trasporti eccezionali" provenienti dal Nuovo Pignone...
Distratti?
postato da: patrillo alle ore 08:58 | link | commenti (1)
categorie: autocrazia
mercoledì, 26 luglio 2006

Di nuovo: riceviamo e pubblichiamo.

 

postato da: ODYSSAEUS alle ore 16:51 | link | commenti
categorie:

The U-file 2



Potevo fare a meno di mostrare altre possibilità di parcheggio a U rovesciato? Berlino ha molte possibilità di parcheggiare a modo una bici.
Quelli che vedete in questa foto non sono dei sostegni per appoggiare dei toast giganti o dischetti, ma semplici, essenziali e, diciamolo, belle rastrelliere ad U rovesciato.

Non so se in Germania hanno le "Belle arti", ma queste rastrelliere sono messe proprio dietro i palazzi governativi, una serie di costruzioni imponenti di vetro, acciaio e cemento.
Ecco, il cittadino o il dipendente può lasciare lì la sua bici. Usando un buon lucchetto può essere quasi sicuro di ritrovarla la sera.

Notare poi che questa semplice soluzione permette ai pedoni, quando non ci sono bici parcheggiate, di passare attraverso di esse, e quindi di non dover girare intorno a delle rastrelliere anche vuote come quelle che ho visto... adesso mi sfugge... ecco, sì, come ho visto a Firenze.

Come si vede, il lavoro di montaggio è molto complesso e dispendioso, trattandosi di fare ben due buchi per terra per ogni rastrelliera...
postato da: patrillo alle ore 07:57 | link | commenti (3)
categorie: dove la metto
martedì, 25 luglio 2006

Non si può fare



Si fa presto dire “non si può fare”.
Dietro a molte delle risposte negative che ci vengono fornite dagli uffici e dagli assessori competenti, ho come la sensazione che non ci siano appigli reali e seri su cui appoggiarci. Facciamo un po' di ripasso.

Ricordate il caso “Fortezza”? Chiedevamo un percorso provvisorio, provato “sul campo da alcuni di noi” per ripristinare il principale nodo ciclistico cittadino. Avevamo fatto una scelta a basso costo per non farci dire ancora di no. Risposta? No, non si può fare. Però, ci è stato detto, faremo una bella pista che darà dignità ai ciclisti.

Ricordate le rastrelliere? Sono state scelte poche e carissime, sbandierando l'avallo di una prestigiosa associazione cittadina. Le nostre preferite, quelle ad U rovesciato, non potevano essere utilizzate, a causa dei costi di installazione (due buchi l'una) e di paventati divieti delle “Belle arti”. E a noi tocca legare le bici ai pali, perchè le rastrelliere promesse (80 posti) non ci sono ancora in giro (e, io che le ho viste altrove, dico anche per fortuna).

Ricordate la possibilità per i ciclisti di andare contromano nelle strade a senso unico?
Non si può fare, perchè non è sicuro. Lo facciamo per la vostra sicurezza, ci è stato detto.

Ricordate l'idea di fare una pista sul Lungarno Vespucci? Dall'alto del nostro sellino, abbiamo detto che centinaia (migliaia?) di ciclisti passano tra corso Italia e piazza V. Veneto perchè è il percorso più corto e sicuro. Fatela passare di lì, abbiamo detto. No, non si può fare. Non c'è posto, ci sono i posti auto.

E io, che già avevo fatto una foto mesi fa che dimostrava il contrario, testardamente ho voluto fare un test ancora più esplicito: grazie ai potenti mezzi informatici ho clonato il furgone in doppia fila per metterne due accanto. In questo modo ho dimostrato, fino ad una prova contraria di assessori e tecnici, che in corso Italia possono starci due file di auto parcheggiate, una pista ciclabile unidirezionale in direzione del Teatro comunale e il rimanente spazio è a disposizione del transito.
Più è stretta la via di transito, minore è la velocità delle auto, è normale. La pista, è chiaro, dovrebbe stare accanto al marciapiede, meglio se protetta da un cordolo. Certo, in questo modo non si può più parcheggiare in doppia fila, ma se è questa la preoccupazione dei nostri responsabili della mobilità...
postato da: patrillo alle ore 06:58 | link | commenti
categorie: hanno detto
lunedì, 24 luglio 2006

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: ecco un estratto dal Forum di FirenzeInBici sulla penosa vicenda busvia/pista cilabile di v. Toselli:
 
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Avete seguito tutto l'infinito tira e molla sulle busvie fra p.ta Prato e Novoli? E ora l'annuncio che quella di via Toselli non si farà? E la notizia, sembrata balzana, di una ciclabile  fra p.ta Prato e Novoli?
 
Ecco la sorpresa: al posto della busvia in via Toselli viene realizzata una ciclabile.
 
E come mai questa improvvisa generosità verso i ciclisti?
 
Sembra che la busvia venga fortemente osteggiata dai soliti bottegai, ben ammanigliati in Comune e capaci di sobillare molta gente credulona. Il motivo è il solito: posti auto e soprattutto la sosta selvaggia davanti al negozio non più possibile.
 
Ecco allora che al posto della busvia, che renderebbe impossibile la sosta di comodo, compare una ciclabile.
 
Ora la domanda è: sarà protetta da cordolo?
Se sì ok, se invece no la ciclabile sarà solo sulla carta: cioè un modo per mantenere la sosta selvaggia di fatto permanente e mai repressa.
 
E io temo che si tratti proprio di questa seconda ipotesi: una ciclabile fasulla al posto di una busvia vera.
 
Temo anche che si tratti di un perverso trucchetto, un vero gioco delle tre carte, un metter l'uno contro l'altro orchestrato dai geni politici tipo Matulli e i suoi supporter
 
VXXX
 
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io non voglio una ciclabile Al POSTO della busvia.
le voglio tutte e due.
al limite, la busvia con permesso di transito per le bici, come nei
paesi civili.

su questo credo sia necessario puntare i piedi:

basta con le ciclabili pensate da chi non va in bici
basta con le ciclabili fatte dove capita e male
basta con le cialtronate tirate fuori da chissà dove

non possiamo, come ciclisti, stare ai giochini di chi, ha ragione
valerio, nei fatti osteggia il trasporto pubblico.
la tramvia, a bischero, va avanti perchè muove tanti soldini. una
busvia molti meno, quindi non interessa.
e questo, a matulli e soci, andrebbe fatto presente: o si ha uno
sguardo d'insieme su tutta la città (e quindi tram, bus e bici) per renderla
vivibile, oppure, per piacere, lasciate perdere.

riprendo quello che ha detto grillo l'altra sera riguardo
l'inceneritore (e che possiamo riutilizzare per la mobilità): sta decidendo il
nostro futuro chi poi non lo vedrà, e a noi toccherà sopportare una città
incasinata.

dimenticavo: mi hanno detto, per restare in tema, che per del lungo non
si può fare la ciclabile in corso italia perchè ci sono i posti auto.
la foto che ho messo sul blog il 29 maggio dimostra chiaramente che non
è vero. se qualcuno vede l'assessore, si faccia dare le misure per cui
non è possibile fare una corsia ciclabile unidirezionale verso il
teatro. se ci sta un furgone in doppia fila (che sarà largo un paio di
metri) ci sta anche una corsia di 1,5 metri.
e la matematica, contrariamente alla ciclabilità, non è un'opinione.

ciao
pXXXX
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Bofff.. mi sembra una cosa alla "tanto peggio tanto meglio". "Non volete la Busvia? vabbene, vi facciamo una pista ciclabile, che non ci passerà nessuno ma prende lo stesso spazio, peggio per voi". O robe del genere...
 
Sulla questione di via Toselli mi sa che non è ancora stata detta l'ultima parola. Osservo solo che tra una pista ciclabile ed una busvia ci sarà mezzo metro di larghezza di differenza. Chiaro che una pista ciclabile non protetta da cordolo si meriterà una strenua opposizione da parte nostra.
 
Tanto per parlare: pista ciclabile e busvia accanto sarebbe l'ideale. Corsia BUS più larga di un metro con accesso alle bici andrebbe altrettanto bene, ma  a patto che lo stesso sia fatto anche in via Ponte alle Mosse (per la direzione verso il centro); se fosse "pista o busvia", preferire la seconda, quasi quasi: noi ciclisti abbiamo già il corridoio delle Cascine su quel tragitto. Mi sembra più urgente la questione bus...
 
In realtà c'è in gioco molto di più: la capacità della giunta di imporre scelte giuste anche quando scomodano i soliti pochi.
 
Su questo, purtroppo, sono scettico: finora i commercianti l'hanno sempre avuta vinta. Pista di viale Europa cancellata, corsia preferenziale di via del Ponte Rosso (chi se la ricorda?), cancellata in sordina... Via tornabuoni di fatto cancellata (e per metà cancellata tout court).
Ciao!
GXXXX
 
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Sui giornali di ieri (La Nazione e La Repubblica) c'era la presa di posizione del presidente del Quartiere 1 Marmugi (via Toselli è nel Q1) contro l'ipotesi guerrinesca di pista ciclabile in via Toselli. Si legge anche che la pista ciclabile sarebbe stata senza cordolo.
 
Marmugi non vuole nè la busiva ("ha ragione Matulli, lì non serve"), nè la pista cicalbile ("è un'iniziativa di una dirigente della mobilità, nessuno gliel'aveva chiesta").
 
A questo punto è evidente che quella della pista cicalbile è stata una provocazione. Una provocazione della Guerrini, non di Matulli. La cosa probabilmente non finisce qui; o forse sì, nel senso che tutto rimarra come è: niente pista (sic!) e niente busvia (doppio sic!).
 
Ciao!
GXXXX
 
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io continuo a domandarmi che cosa abbiamo fatto per meritarci tutto
questo.
mi sembra l'ennesima dimostrazione di come non ci sia alcun piano sulla
mobilità, ciclistica e non ciclistica. si sparano dichiarazioni,
preferibilmente a caso. si fanno, a volte, piccole cose, preferibilmente
fatte male (tipo i nuovissimi cento metri di pista ciclabile di via dei
platani).

domandiamoci: perchè sulla tramvia si va avanti a tutta forza e in
mezzo a varie sciocchezze mentre per fare cento metri di busvia ci sono
così tante "difficoltà"?

ciao
pXXXX

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No, nel piano non è mai stata prevista una ciclabile in Via Toselli, anzi nei vari colloqui ci è sempre stato detto che non era possibile perchè si faceva la busvia e per mancanza di spazio e di altenrative. L'unica direttrice prevista è il completamento di v.le Redi - v. Novoli.
 
Quella di proporre una ciclabile al posto della busvia secondo me è stato fin dall'inizio un gioco delle tre carte assai sporco.
 
Una voce dice questo: l'appalto per la busvia è stato già dato, e deve essere pagato comunque, quindi per non sprecare i soldi le stesse righe (niente cordolo!!) vengono usate per una ciclabile (fasulla) che rimarrà a disposizione dell'invasione e del parcheggio selòvaggio.
 
La verità è che ci sono molte forze, all'interno della stessa maggioranza (manovrate dai soliti "bottegai organizzati" e altri poteri forti) che vogliono semplicemente mantenere lo status quo. Quindi niente busvie, niente ciclabili etc.
 
Sulla tramvia non possono tornare più indietro ma solo manipolare o limitare i tracciati perchè li sono in ballo una valanga di soldi con relativi interessi.
 
Credo questo voglia dire per noi una cosa molto semplice, ma dura assai:
 
Solo con una mobilitazione dal basso PER una nuova mobilità ( =tramvie+ busvie+bici e forti limitazioni al traffico ) anche la ciclabilità ha speranza di fare passi avanti. Il fronte si deve molto allargare, noi da soli non ce la possiamo fare, o raccattare solo briciole (magari essendo usati come pedine in guerricciole fra bande para-mafiose).
 
Quindi dobbiamo cercare alleati (per es. i sindacati Ataf, o altri) o partecipare/far nascere un movimento più ampio.
 
VXXXX
 
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Anche io non capisco perchè tutto questo casino!
Se è già prevista la busvia, e appaltata anche, ma che la facciano! senza ciurlar nel manico, possibili che qui da noi nessuno sappia imporsi, c'è una Giunta, ci sono decisioni prese, piani quinquennali, insomma che diventino operativi!
possibile farsi ricattare dalle varie lobby, ma dove siamo finiti, vogliamo solo una città ordinata e funzionale, tutte cose che dovrebbero venire da sè, senza manifestazioni contro e a favore.
GXXXXX
 
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Perfettamente d'accordo!
Se è prevsita la busvia che la facciano senza tante storie.
Noi ciclisti useremo le Cascine.
Non è la possibilità di parcheggiare che incide sulla scelta
del negozio dove fare acquisti, ma i prezzi praticati e la
qualità del prodotto.

FXXXX
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postato da: ODYSSAEUS alle ore 17:06 | link | commenti
categorie: hanno detto

Erro zero



Uno prende e decide. Lo può fare, ha il “potere”.

La tramvia? Si fa. Anche a bischero, a volte.
Due biblioteche all'Isolotto? Ne facciamo una sola, ma più bella.
Gli alberi danno noia, alla Fortezza o altrove? Si buttano giù, così ci sono meno foglie da pulire.
Le macchine Euro Zero? Non devono circolare perché sono inquinanti.

Oggi sindaci e assessori possono fare e disfare. Dicono di essere responsabili davanti a chi li ha votati (giusto), solo che qualcuno chiedeva di votare “contro le destre”, non per l'inceneritore o il parcheggio alla Fortezza...
La filosofia “Erro Zero” permea tutte le decisioni, tranne poi rimangiarsi qualche sciocchezza perché magari “è mutata la sensibilità della cittadinanza”.

E' di nuovo in moto l'ordinanza che blocca le auto Euro Zero. Giusta? Sbagliata? Mah.
Io posso essere d'accordo sul fatto che le vecchie auto siano inquinanti. Ma credo lo siano anche quelle nuove...
Quello che mi sorprende è questa sorta di “accanimento” verso i possessori di queste auto bollandoli come cause dell'inquinamento da polveri in città.
Sull'inquinamento da polveri si dice tutto e il suo opposto. Quello che mi sembra si faccia fatica a capire è che comunque si tratta di emissioni legate all'uso dell'auto, quindi al chilometraggio percorso. Quello che si vuol far finta di non vedere è che è il gasolio (diesel per gli amici) una delle principali fonti di produzione, anche se su questo ci sono altri pareri contrastanti.
Poi, già che siamo a  far finta di nulla, proviamo a pensare che, intorno a Firenze, c'è un'autostrada e un aeroporto...

Quindi, se proprio vogliamo essere rivoluzionari, la strada, per cominciare, potrebbe essere quella di convertire tutti i mezzi delle varie amministrazioni e servizi pubblici (Enti locali, forze armate, trasporto pubblico, ecc.) a metano o gpl, o perlomeno rendere obbligatorio per gli stessi enti/privati di cui sopra l'acquisto di mezzi nuovi solo con alimentazione benzina-metano, benzina-gpl o benzina-elettrico, a partire dal primo gennaio 2007.
Si potrebbe anche andare oltre penalizzando l'acquisto delle auto con motori diesel (tipo rimettere un bel superbollo), ma qui si spazia nella fantascienza.
Secondo i fautori del blocco degli Euro Zero è più inquinante un taxi diesel Euro 4 di 2000 cc o due o tre panda dell'88 che insieme faranno 2000 km al mese? Io non lo so, ma mi pacerebbe saperlo. Eppoi, smettiamo di parlare solo di polveri: il benzene fa molto male, ma forse non va di moda, quindi nessuno se lo fila...

Infine, e non è una sciocchezza, è necessario che il servizio pubblico sia potenziato: come posso rottamare oggi la mia auto se il servizio pubblico è insufficiente come ieri?
Le auto a Euro Zero sono in via di esaurimento: sono fisicamente destinate alla rottamazione. Val la pena di accanirsi con chi le ha? E, soprattutto, ne val la pena dopo che sono stati sopportati i blocchi settimanali di 3-4 giorni?
postato da: patrillo alle ore 08:14 | link | commenti
categorie: che si fa
venerdì, 21 luglio 2006

La luna e il dito



Quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito...

Qualcosa in questa immagine è fuori posto. Anzi, direi che è visibilmente ingombrante.
Provate ad indovinare...
Un aiutino? Ci sono alcuni mezzi che si muovono silenziosamente nella città, tagliandola da un capo all'altro come se questa fosse una torta e assaggiandola delicatamente e con gusto.
Altri mezzi, più rumorosi, pesticciano la città e ne occupano gli spazi... anche quelli che dovrebbero essere usati per camminare.

Ora, dopo l'aiutino, qual'è il mezzo che infastidisce di più?
O, per essere più precisi: qual'è il mezzo che ama di più Firenze?
postato da: patrillo alle ore 10:11 | link | commenti
categorie: dove la metto