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i pazzi siamo noi, ciclisti urbani a Firenze !? .... unofficial blog

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venerdì, 29 settembre 2006

Misura variabile



Questa è via del Sansovino. Una volta c'era un viale centrale e due controviali, separati da due file di pini. Sulla destra c'era anche una pista ciclabile che collegava l'uscita del sottopasso (si può vedere il muro giallo a destra nella foto) con la pista che attraversa l'Isolotto. Poche decine di metri che collegavano 5 scuole, dall'asilo nido alla scuola media (quest'ultima a sinistra nella foto) sui due lati della strada.

Poi è arrivato il progetto della tramvia. Sono spariti i pini e la pista ciclabile.
Questa è la situazione attuale. Certo, in mezzo a questo piazzale ci passerà il trenino. Ma se chiedi agli assessori di ripristinare quell'importante tratto di pista ciclabile ti rispondono che non c'è posto.

Guardate bene la foto e ripetete il mantra:

non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile
non c'è posto per la ciclabile

Ecco, adesso ci credete anche voi. O no?

Comunque sia, in una città dove i progettisti usano dei metri che sono lunghi mezzo metro non si riesce a trovare un po' di spazio (un metro e mezzo? due metri?) per far passare le bici di genitori e nonni con i bimbi sul seggiolino che vanno e vengono dalla scuola.

Lo spazio c'è dove gli pare. Come al solito.
postato da: patrillo alle ore 07:14 | link | commenti (3)
categorie: dove passo
mercoledì, 27 settembre 2006

The U-file 5



Segnali importanti arrivano in città: sembra che anni di strepiti e piagnistei ciclistici abbiano finalmente sortito l'effetto di avere in città le essenziali rastrelliere a U rovesciato.
Non è chiaro (qualcuno lo sa?) che fine abbiano fatto i soldi stanziati per le vecchie "rastrelliere d'oro". Spero siano stati dirottati per l'acquisto del nuovo modello.

Detto questo, finalmente sarà possibile utilizzare (e bene) il lucchetto ad archetto, probabilmente il più sicuro. Nell'immagine possiamo vedere un'accoppiata molto interessante: la rastrelliera a U e questo lucchetto.

Con la nuova rastrelliera sarà finalmente possibile bloccare ruota e telaio.
Venditori di ricambi per bici, siete avvisati: è il momento di aumentare e migliorare l'assortimento dei lucchetti!
postato da: patrillo alle ore 07:48 | link | commenti
categorie: dove la metto
martedì, 26 settembre 2006

Distrazioni



Non mi dilungherò sull'opportunità dell'avere un'altra pista parallela alla esistente intorno alla Fortezza.
Vorrei segnalare però che questa nuova pista è inutilizzabile per chi proviene da via dello Statuto.
Nella sequenza delle foto si vede che i malcapitati ciclisti devono girare intorno al cordolo che li obbliga a girare a destra e poi... arrivare in fondo al lunghissimo cordolo della nuova pista ciclabile. Inoltre, ma spero di essere smentito, sembra che il collegamento con i giardini della Fortezza non sia previsto.

Capisco che chi progetta collega due punti nello spazio cittadino, ma chi si muove in città non può, purtroppo, usare solo piste ciclabili. Chi da via dello Statuto vuol andare verso piazza Indipendenza-San Marco-Beccaria (o anche verso il viale Lavagnini) è costretto a fare manovre azzardate in una zona pericolosa.

Tanti soldi spesi per questo progetto e nessuno ha pensato di fare una “finestra” di 2-3 metri per mettere al sicuro chi arriva dalla zona di Careggi-piazza Dalmazia?

Altra domanda, che mi pare sia già stata sollevata: il nuovo cantiere della tramvia come impatterà su questa costruenda pista ciclabile? Non vorrei trovarmi tra un anno con le ruspe che distruggono tutto...
postato da: patrillo alle ore 08:27 | link | commenti
categorie: dove passo
lunedì, 25 settembre 2006

Senz'auto



AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

I miei amici e colleghi mi guardavano e ridevano, venerdì scorso, quando leggevano o sentivano che era la giornata senz'auto.
Io, se non fosse per le iniziative delle associazioni, non me ne ne sono accorto.
Forse il titolo "In città senza la mia auto" era riferito solo alla mia...
Comunque, non per smentire il comunicato stampa dell'assessore, ma dalla mia postazione di piazza S. Maria Novella ho visto passare auto e motorini tutto il pomeriggio. Saranno stati tutti autorizzati, che diamine, ma da qui a dire "finalmente la vera città pedonale" ce ne corre...

Intanto, dopo anni di strepiti, siamo riusciti ad avere delle rastrelliere vere. A U rovesciato, come dovrebbero essere. Addirittura i parapedonali a protezione degli alberi possono essere usati, a detta dell'assessore Del Lungo, come rastrelliere.
Bene, benissimo, era ora.
Ma, caro assessore, si è ricordato di avvisare i vigili urbani che lì si possono lasciare le bici? E ai ciclisti chi lo dice? Ha pensato ad una segnaletica apposita? Non è che qualche tutore del decoro me la porterà via?
Non vorrei che, tra un comunicato stampa raggiante e uno trionfale, qualcuno si sia scordato qualcosa di fondamentale...
postato da: patrillo alle ore 09:32 | link | commenti
categorie: hanno detto
venerdì, 22 settembre 2006

Assessore



Assessore, il tuo progetto è davvero stupefacente.
Costa un sacco e smuove cantieri.
Ma ha un difetto:
non ci serve.

Assessore, la tua dichiarazione è condivisibile.
Fa sognare e dimenticare la realtà.
Ma ha un difetto:
non diventa concreta.

Assessore, il ciclista fa di tutto:
va su piste fasulle e parcheggia nelle spirali.
Ma ha un difetto:
ricorda tutto. E poi vota.
postato da: patrillo alle ore 08:01 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali
giovedì, 21 settembre 2006

Il coacervo



Venerdì 22 settembre è la giornata europea senz'auto. Quando scenderete per strada, non pensate di esservi svegliati nelle lontane Americhe o nel Sud-est asiatico: siete sempre nella nostra città, e quello che vedrete nelle strade sarà lo stesso traffico del giorno prima e del giorno dopo.
Per festeggiare, i nostri amministratori hanno pensato di bloccare il traffico in una piccola parte della zona a traffico limitato (ma non era già limitato?). Una scelta coraggiosa e innovativa.

Dalla parte dell'ambiente, anche il presidente dell'ANCI, che dice, e cito dal sito di Repubblica, "La prossima giornata europea senz'auto non sarà solo un modo per sensibilizzare i cittadini sulle tematiche ambientali: sarà anche e soprattutto l'occasione per far sentire forte la nostra voce e chiedere al governo quelle risposte all'emergenza inquinamento che non sono mai arrivate".

Purtroppo nella nostra città nè il Sindaco nè gli assessori competenti, così impegnati giustamente a far quadrare i bilanci, danno ascolto a chi, ciclisti e ambientalisti, chiede da tempo soluzioni efficaci con costi minimi, senza bisogno di scomodare i governi nazionali, presenti e passati.
Qualche cartello, un po' di vernice e buon senso messi al posto giusto potrebbero risolvere molti problemi a ciclisti e pedoni.
Le proposte di ciclisti e associazioni sono conosciute da tempo da tecnici e amministratori, ma per qualche arcano motivo giacciono in qualche cassetto (o sono finite nel grande cestino?).
Noi aspettiamo, ma la nostra città e la nostra salute potranno aspettare ancora?

Mentre la città "ufficiale" chiude qualche strada per celebrare quella che sembra una "ricorrenza obbligata", un nutrito coacervo di associazioni e gruppi informali hanno organizzato, contando sulle proprie forze e la disponibilità degli appassionati, una ricca serie di iniziative in varie piazze cittadine, chiamandola "Firenze respirabile".
E' forse la prima volta che il variegato mondo ambientalista cittadino riesce a far convergere le proprie energie nello stesso progetto.
E' senz'altro il segno che la cittadinanza è più avanti dell'amministrazione (come sento dire spesso agli amministratori negli incontri pubblici) nella sensibilità e nell'azione concreta.

La speranza, oltre a quella di vedere Sindaco e assessori arrivare in ufficio in bus o in bici, è quella di vedere finalmente un cambiamento della gestione della mobilità, partendo dalle piccole cose.
Senza nascondersi dietro all'alibi della Beata Tramvia, salvatrice dell'aria mia.
postato da: patrillo alle ore 12:03 | link | commenti (2)
categorie: varie ed eventuali
mercoledì, 20 settembre 2006

Piccole buche non crescono più (per ora)



Da ieri, credo, non è più tra noi la buca più famosa e coccolata della città.
Con scarsa sensibilità una palata di catrame ne ha deturpato il suo affascinante profilo di brufolone di asfalto.

Vogliamo ricordarla così com'era, certi che tra una decina di giorni tornerà a fare capolino, monito per la città, come per dire che per risolvere i problemi non basta un po' di stucco e cerone...

Dimenticavo: è la seconda volta che sembra che qualcosa si muova dopo aver scritto qualche nota... vuoi vedere che queste acide righe servono a qualcosa?
postato da: patrillo alle ore 08:47 | link | commenti
categorie: dove passo
martedì, 19 settembre 2006

No T.A.B. 5



"Hanno fatto un deserto e l'hanno chiamato tramvia".
Potremmo parafrasare così questa antica massima. E' sotto gli occhi di tutti il disastro degli alberi abbattuti. Penso al viale Rosselli. Penso a via del Sansovino. Penso a quelli lungo la direttrice via Foggini-via Nenni. Ne sono stati abbattuti tanti. Solo 198 a Firenze, contro i 515 da reimpiantare. Il conto economico torna. Ma, come al solito, la qualità della vita cozza contro i conti economici. Soprattutto se tutto questo viene fatto per un progetto che non ha senso, per un percorso tramviario che passa in mezzo ai campi e che solo più avanti vedrà una certa urbanizzazione... E che alberi saranno quelli "nuovi"? Sul sito del Comune si parla di "siepi e alberature di arredo", precisando che si tratta di "biancospini a fiore bianco e rosa, e tigli". Siepi in cambio di alberi?
Via del Sansovino, che ho davanti agli occhi quasi tutti i giorni, sembra una piazza adatta a qualche raduno di masse plaudenti in stile sovietico, con lo svantaggio che è pieno di auto e tutto il resto. E d'estate il sole picchia duro...

Mi piacerebbe sapere, e qui mi ripeto, in base a quali studi trasportistici si è scelto proprio questo percorso, lo stesso che poteva fare senza difficoltà il bus 16 e destinando risorse economiche e tecniche verso l'area sud-ovest che è letteralmente disgraziata dal punto di vista del servizio pubblico, anche ammettendo che un giorno le Ferrovie possano dedicare i binari cittadini al solo trasporto locale.

Non tutti possono (o vogliono) andare in bici, siamo d'accordo. Ma pensare che una tramvia con velocità commerciale di 20 km/h (bus circa 15, la mia bici 19, ma è sempre pronta e va dove la porto) possa convincere migliaia di persone a lasciare l'auto a casa credo sia una semplice utopia.

In attesa di scoprire se l'incrocio via del Filarete-via Nenni sarà attraversabile con i mezzi privati, allo stesso incrocio sono stati abbattuti i pini che facevano ombra anche al sottoscritto quando, ogni tanto, in qualche pomeriggio della primavera-estate partivo per un giro in bici sulle colline e mi fermavo a quel semaforo aspettando diligentemente il verde, uno degli ultimi verdi che mi rimane simpatico...
postato da: patrillo alle ore 08:52 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali
lunedì, 18 settembre 2006

Facciamogliela pagare



Grande scandalo, com'era ovvio, ha suscitato l'aumento delle tasse regionali sulla benzina e del bollo auto, annunciato dal Presidente della Regione Martini.
Praticamente ha scontentato tutti, politici, industriali, sindacati.
Tutti legati (e anche noi, in qualche maniera) alla disponibilità di trasporti facili.
Trasportare significa muovere camion, navi, aerei. Significa utilizzare combustibili fossili, produrre gas serra e altre amenità.
Ciò nonostante, sembra normale, ad esempio, preparare un panettone in Piemonte e prepararne le scatole in Umbria (non è uno scherzo: leggete sulle scatole...).

Ben venga una tassazione sulle auto. Però, se posso dire la mia, facciamola "progressiva" in qualche maniera: due fasce di tassazione, più bassa per le auto di piccola potenza (25-30 kw, per esempio) e più alta per le altre, più inquinanti. Inoltre, visto che lo spazio è di tutti, perchè non pensare a tassare anche lo spazio occupato dalle auto? Auto gigantesche, gipponi e non solo, invadono la strada di tutti. Le case automobilistiche ad ogni nuovo modello aumentano le dimensioni. Penso alla punto, che è diventata "grande punto", lunga 4 metri, come la multipla prima dell'uscita del nuovo modello (anche questa allungata di una quindicina di centimetri). Le dimensioni sono scritte sul libretto di circolazione, quindi basterebbe una moltiplicazione per avere il valore dello spazio occupato.
Insomma, le strade cittadine sono le stesse, ma le auto vogliono sempre più spazio.
Cominciamo a farlo pagare.
postato da: patrillo alle ore 09:21 | link | commenti (2)
categorie: che si fa
venerdì, 15 settembre 2006

Mista ciclabile



Avete letto bene. C'è scritto "mista ciclabile", perché ogni contraffazione che si rispetti è molto simile all'originale, ma solo simile. Penso alle scarpe Mike, per esempio.
Le ultime creazioni a favore della ciclabilità cittadina sembrano proprio delle contraffazioni delle vere piste ciclabili, anche perché le misure proprio non ci stanno.

Per questo motivo ho scritto all'assessore competente per chiedere di ampliare il raggio della lotta alla contraffazione dalle borse, occhiali e CD anche alle piste ciclabili.

"Egregio assessore,
ormai da mesi l'amministrazione è in prima linea nella lotta alle merci contraffatte. Mi permetto di portare alla sua attenzione alcuni casi in cui a noi ciclisti vengono rifilate delle piste ciclabili falsificate.
Come per borse, occhiali da sole e orologi, alla prima occhiata sembrano uguali a quelle vere, ma un vero intenditore (o un semplice utilizzatore), dopo uno sguardo più attento, vede benissimo che si tratta di una volgare imitazione.
...
Lei capisce bene che come avviene per l'imitazione di un frullatore, anche con l'imitazione di una pista ciclabile ci sono dei rischi per gli utilizzatori. Tralasciando le problematicità di un elettrodomestico non a norma, i rischi che si corrono (è il caso di dirlo) su una pista ciclabile malfatta sono quelli di far male a sé o agli altri. Pensare di fare (ancora una volta) una pista ciclabile sul marciapiede del lungarno è una scelta molto pericolosa per l'incolumità dei pedoni e dei ciclisti, oltre a costringere questi ultimi, di fatto, a non usarla. Soprattutto se questa pista ha già in partenza una misura inferiore a quella prescritta per essere solo una pista ciclabile.

Le chiedo quindi di intervenire con il sequestro delle piste ciclabili contraffatte, l'installazione di vere piste a norma di sicurezza e di dare il giusto castigo ai colpevoli della contraffazione."


Funzionerà?
postato da: patrillo alle ore 09:44 | link | commenti
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