Quasi 1000
Bel lavoro. Mentre tra un convegno e l'altro qualcuno parla preoccupato della situazione dell'inquinamento in città, si mostra preoccupato per il traffico crescente e (forse) ingorvernabile e sprona la cittadinanza a non usare l'auto, ecco quello che succede.
L'ho scritto giá
altre volte. Passa la tramvia in via del Sansovino e spazza via i due controviali con tanto di doppio filare di pini, un po' di posti auto e, meraviglia delle meraviglie, la pista ciclabile che collegava le scuole della Montagnola (sulla destra per chi guarda la foto: nido, materna ed elementare) con quelle di via del Sansovino (alle spalle a sinistra dal punto di scatto della foto: una materna e una media).
"Stiamo modernizzando la città", dicono, e noi staremo a vedere. Il tempo gli darà ragione, spero, anche perché il solo pensare che tutto il caos scaturito da questa tramvia non porti a nulla mi fa venire l'orticaria.
Modernizzare però non vuol dire infischiarsene dei bambini e dei loro genitori.
Sui due lati di via del Sansovino si muovono tutti i giorni quasi mille bambini e ragazzi. Significa che tutti i giorni quasi mille babbi, mamme, nonni o babysitter accompagnano e vanno a riprendere i bimbi a scuola. Significa che, senza una pista ciclabile adeguata, un considerevole numero di babbi, mamme, nonni o babysitter non andrà a portare e riprendere i propri bimbi in bici, anzi. Per "dare sicurezza" ai bambini andranno in auto o anche in motorino.
Sono anni che scrivo e protesto perché venga riattivata subito la pista che collega i due gruppi di scuole. La risposta sapete qual'è? La stessa: non c'è posto. Ed è curioso che tutte le volte che qualcuno propone "a loro" (gratis!) un pecorso ciclabile utile la risposta è sempre “non c'è posto”. Capita spessissimo invece che le piste che “loro” fanno siano invece troppo strette e fatte su percorsi impraticabili e/o pericolosi, come la pista sul lungarno Vespucci.
Guardate la foto. Guardatela bene. Secondo voi c'è o no il posto per fare una corsia, anche stretta, per far transitare dei poveri genitori che vanno e vengono verso le scuole con i propri bambini sul seggiolino della bicicletta?