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i pazzi siamo noi, ciclisti urbani a Firenze !? .... unofficial blog

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sabato, 28 ottobre 2006

Parole e pedali (e immagini)

In mezzo a tanti post deprimenti sullo stato della ciclabilità fiorentina, eccone uno in positivo. Alcune immagini di Parole e Pedali, il raduno annuale della FIAB toscana, che si è svolto sabato e domenica scorsi a Firenze.

Le parole (il mini-convegno a Villa Arrivabene) sabato pomeriggio

 

La cena all'Ostello 7 santi, dove hanno pernottato gli ospiti venuti da più lontano. Il massimo della partecipazione si è registrato qui: oltre 60 persone.

 

Sulle strade del Chianti. Il gruppo si è sfilacciato sulla salita. In primo piano Rita, presidente Fiab di Parma.

 

Il gruppo in posa a Strada in Chianti (manca qualcuno ancora impegnato sulla salita).

La cronaca delle due giornate sul sito di FirenzeinBici.

Grazie per le foto ad Angelo di Rampigrifo-Fiab di Grosseto.

postato da: biciblogger alle ore 11:27 | link | commenti
categorie: che si fa
venerdì, 27 ottobre 2006

Siamo polli?



Sul lungarno Vespucci tutto tace. Proviamo a sollevare il problema? Io ho scritto ancora, di seguito un estratto.
Ne vogliamo parlare?

La convivenza di ciclisti e pedoni non è facile, soprattutto su un tratto di marciapiede troppo stretto e affollato. In una “mista ciclabile” troppo stretta, qualche ciclista cialtrone tratta in malo modo i pedoni che camminano, e nello stesso posto qualche pedone arrogante maledice i ciclisti che passano di lì. E’ quello che succede oggi. Eppure, secondo me, la responsabilità non è loro, ma di chi ha pensato di mettere tutti insieme nello stesso posto.
Mi domando perchè una bici legata ad un palo è un intralcio per pedoni e disabili e decine di bici che si muovono su un marciapiede (perché, siamo seri, di quello si tratta, anche se verniciato di rosso) non lo sono. Per noi pedoni e ciclisti la musica rimane la stessa: ci dobbiamo arrangiare e sopportare..
Quella che oggi è la “mista ciclabile” due mesi fa era un marciapiede. Due mesi fa se ci fossi andato in bici avrei preso una multa, oggi grazie ad un po’ di vernice rossa e qualche cartello il marciapiede si è trasformato e ci posso (anzi, ci devo) andare sopra in bici.
Può la vernice rossa incrementare la ciclabilità cittadina?

Non occorre essere scienziati per sapere che la limitatezza degli spazi crea grossi problemi di convivenza. Come polli d’allevamento, pedoni e ciclisti vengono buttati nel loro recinto, un marciapiede, e chiusi lì dentro in una sorta di riserva a mobilità limitata. Ai polli d’allevamento per evitare reazioni aggressive tra loro dovute alla vita in un ambiente ristretto viene tagliato il becco.
A ciclisti e pedoni invece si limita la possibilità di muoversi e di disturbare il normale flusso delle auto. E se si danno fastidio tra loro, pazienza: se vanno a piedi o in bici significa che hanno tempo da perdere, no?
postato da: patrillo alle ore 09:48 | link | commenti
categorie:
giovedì, 26 ottobre 2006

Che fa un autobus extraurbano, fermo, su una pista ciclabile?


postato da: Steinlob alle ore 10:45 | link | commenti
categorie: dove passo

Come pensata dal Poggi 2




Siamo sempre in piazza Vittorio Veneto, quella che ci hanno promesso di far tornare come la voleva il Poggi. Beh, prima dovevano chiederglielo, tanto più che ci passerà anche la tramvia in una “S” molto artistica. Chissà se il Poggi l'avrebbe voluta, la tramvia.

Come sappiamo, piazza Vittorio Veneto non potrà mai essere totalmente pedonale, per il semplice fatto che devono passare da lì i carichi eccezionali del Nuovo Pignone. Curioso, è l'industria più grande di Firenze e nessuno ci ha pensato...

Per renderla pedonale (anzi, parcheggiabile) tra un trasporto eccezionale e l'altro, sul lato del ponte alla Vittoria sono stati messi dei robusti pali metallici e catene.
Robusti lo sono senz'altro, ma si sfilano con facilità: in questa foto, ripresa dal satellite spia Cycluz, si nota come l'ardita costruzione metallica dissuadente il transito giaccia sul suolo disimpegnata da qualsiasi velleità di regolamentazione della mobilità. E questo accade spesso, facendo entrare nel parcheggio chiunque e facendoli uscire direttamente al ponte.
E, devo dire, a volte la situazione si fa precaria (per ciclisti e pedoni) a causa della velocità di chi passa.
Alla faccia della pedonalizzazione e della sicurezza...
postato da: patrillo alle ore 07:33 | link | commenti
categorie: autocrazia
mercoledì, 25 ottobre 2006

La città delle meraviglie



Non me ne vogliano a Legambiente... anche quest'anno è uscito il rapporto sull'ecosistema urbano di Legambiente, e leggendo i progressi della nostra città mi viene qualche scrupolo... Non sarò troppo acido nel somministrare i miei giudizi?

Leggo qualcosa sui giornali e vedo che quasi i tre quarti dei fiorentini è soddisfatto di stare a Firenze. Poi leggo che oltre il 60% ritiene che l'ambiente cittadino sia peggiorato, quasi la metà considera il traffico come più grande preoccupazione, e via via altre preoccupazioni. Leggo ancora che per le emissioni inquinanti la città è quasi in fondo alla classifica. E allora? Perchè i tre quarti dei fiorentini è convinto di stare bene? Perché sottovaluta l'inquinamento o perché è soddisfatto a prescindere?
Perchè la città è globalmente al quarantesimo posto, ventuno posizioni in più rispetto all'anno scorso?
Per il verde e le aree pedonali dice qualcuno. E io chiedo allora, ai signori di Legambiente: ma valgono come pedonali anche le zone che di fatto (via Cavour o via della Vigna Nuova, per fare un esempio) non lo sono per nulla? E vale anche la piazza della Repubblica dove, per non far parcheggiare le auto, sono state messe due file di palle di cemento?

Non vorrei che tutto questo calcolare si basasse solo sui dati teorici forniti dai vari uffici comunali o comunque presi chissà dove: si parla di 3,27 metri di pista ciclabili per abitante, che significa, per 350.000 abitanti (ma a Firenze siamo molti di più), 1144 chilometri: dove sono?
Nella realtà scendi per strada e, per esempio, vai nel parco delle Cascine, credendo che dove c'è scritto "area pedonale" ci possano andare solo i pedoni o, al massimo, ciclisti e cavalieri: due minuti, qualche sgassata e le teoriche aree pedonali si dissolvono in una nube di particolato...
postato da: patrillo alle ore 09:02 | link | commenti (1)
categorie: hanno detto
martedì, 24 ottobre 2006

E' sicuro?



Assessore, tecnico, progettista: siete proprio sicuri che in Corso Italia non ci sia il posto per farci passare una ciclabile? Ma siete proprio sicuri?
Quell'UFO in doppia fila non è uno scooter...

Lo vedete bene? Siete proprio sicuri? Davvero? Ma avete un metro in mano? Vogliamo misurare insieme? Io lo tengo e uno di voi prendete la misura. Poi vediamo.

Se il metro che viene usato per le misurazioni è lo stesso che avete usato per misurare la mista ciclabile del lungarno Vespucci, direi che da lì oltre alla ciclabile possiamo farci passare anche un binario della tramvia...
postato da: patrillo alle ore 08:46 | link | commenti (3)
categorie: dove passo
lunedì, 23 ottobre 2006

Quasi 1000



Bel lavoro. Mentre tra un convegno e l'altro qualcuno parla preoccupato della situazione dell'inquinamento in città, si mostra preoccupato per il traffico crescente e (forse) ingorvernabile e sprona la cittadinanza a non usare l'auto, ecco quello che succede.
L'ho scritto giá altre volte. Passa la tramvia in via del Sansovino e spazza via i due controviali con tanto di doppio filare di pini, un po' di posti auto e, meraviglia delle meraviglie, la pista ciclabile che collegava le scuole della Montagnola (sulla destra per chi guarda la foto: nido, materna ed elementare) con quelle di via del Sansovino (alle spalle a sinistra dal punto di scatto della foto: una materna e una media).

"Stiamo modernizzando la città", dicono, e noi staremo a vedere. Il tempo gli darà ragione, spero, anche perché il solo pensare che tutto il caos scaturito da questa tramvia non porti a nulla mi fa venire l'orticaria.
Modernizzare però non vuol dire infischiarsene dei bambini e dei loro genitori.

Sui due lati di via del Sansovino si muovono tutti i giorni quasi mille bambini e ragazzi. Significa che tutti i giorni quasi mille babbi, mamme, nonni o babysitter accompagnano e vanno a riprendere i bimbi a scuola. Significa che, senza una pista ciclabile adeguata, un considerevole numero di  babbi, mamme, nonni o babysitter non andrà a portare e riprendere i propri bimbi in bici, anzi. Per "dare sicurezza" ai bambini andranno in auto o anche in motorino.

Sono anni che scrivo e protesto perché venga riattivata subito la pista che collega i due gruppi di scuole. La risposta sapete qual'è? La stessa: non c'è posto. Ed è curioso che tutte le volte che qualcuno propone "a loro" (gratis!) un pecorso ciclabile utile la risposta è sempre “non c'è posto”. Capita spessissimo invece che le piste che “loro” fanno siano invece troppo strette e fatte su percorsi impraticabili e/o pericolosi, come la pista sul lungarno Vespucci.

Guardate la foto. Guardatela bene. Secondo voi c'è o no il posto per fare una corsia, anche stretta, per far transitare dei poveri genitori che vanno e vengono verso le scuole con i propri bambini sul seggiolino della bicicletta?
postato da: patrillo alle ore 08:25 | link | commenti
categorie: dove passo
venerdì, 20 ottobre 2006

I mille volti della sicurezza




Chi non vorrebbe andare in giro sicuro di tornare poi a casa? E' una domanda che il ciclista si pone e che poi ripone, per scaramanzia. Con il proprio guscio di noce a pedali, si lancia nella tempesta quotidiana di lamiere mobili e miasmi pestilenziali.
Dall'altra parte ci sono i tecnici e gli amministratori che si impegnano a vegliare sulla nostra sicurezza.
Sicurezza è una parola che assume un sacco di sfaccettature e altrettante conseguenti iniziative. Per esempio, da un po' di tempo si pensa che mettere dei manifesti scioccanti possa aiutare a diminuire gli incidenti. Come dire che scrivere "Il fumo provoca il cancro" sui pacchetti di sigarette abbia convinto qualcuno a smettere. Conoscete qualcuno che ha davvero smesso di fumare leggendo sul pacchetto "Il fumo invecchia la pelle"? O forse ha smesso perchè la legge lo ha costretto a non fumare in ufficio e al bar?

Con il traffico e gli incidenti, nel mio piccolo, credo sia necessaria una cura drastica e coraggiosa. Se le strade non sono fatte tecnicamente in modo da limitare la velocità, anche i pochi virtuosi dei 50 km/h arriveranno senza accorgersene a 70-80 km/h in una strada larga e dritta: è normale con le auto sempre più potenti e silenziose. Se non c'è un'assiduo controllo dei limiti di velocità (a tutte le ore del giorno e della notte), chiunque può sentirsi legittimato a correre.
Il flusso delle auto deve essere rallentato in modo forzato, grazie ai rialzi, alle chicanes, alle strettoie, accorgimenti che costringono a tenere alta l'attenzione. Stringere le strade e allargare marciapiedi e ciclabili. Altrimenti non ci sono manifesti che tengano. Ricordate l'anno scorso i tanti manifesti "Era mio amico/fratello/ecc." con la foto di un incidente e il volto di chi conosceva la vittima? Pensate che l'anno scorso è stato uno dei peggiori dal punto di vista dei morti: 34. Ci vorrebbe una riflessione, non credete?

Perché, mi domando, tanti sanno che al semaforo di lungarno Colombo c'è una macchinetta che fotografa chi passa con il rosso e nonostante questo in meno di nove mesi sono state registrate 3768 infrazioni?
Limitare la velocità è il primo passo. Il brulicare degli autovelox serve, ma non basta. Occorre ripensare la forma delle strade e inserire tutti quegli accorgimenti che tante altre città in tutto il mondo hanno adottato. Non sarà mai abbastanza, è chiaro. Ma lo sguardo deve vedere lontano.
postato da: patrillo alle ore 07:27 | link | commenti (1)
categorie: autocrazia
giovedì, 19 ottobre 2006

Bollettino del traffico di aria, di mare e di terra.

Bollettino n°1

- Vento forte (Beaufort 7) fra S.Vittore e Caianello, come pure fra Vallata, Lacedonia e Candela. Si raccomanda precauzione per i mezzi telati e per quelli telaiati a due ruote.

- Mare forza 9 alle Bocche di Bonifacio (effetto Venturi), per vento di Grecale (I quadrante): non uscire con la giacca sbottonata.
Inoltre si segnalano proiettili vaganti al largo dell'Isola della Maddalena, fra Isola Budelli e isola S.Maria; si consiglia di indossare casco e giubbotto fluorescente a depleted U.

- Banchi di nebbia fra Modena ed Alessandria; foschia persistente fra Monselice e Lugo, si raccomanda di procedere a vista senza farsi distrarre dal paesaggio.

- Incolonnamenti fra Rioveggio e Barberino, con code di 39 km, si consiglia di lasciare l'abitacolo e proseguire o a piedi (6 km/h) o in bici pieghevole (15 km/h).

- Chiusa la FiPiLi per incidente multimortale, è opportuno proseguire in cunetta con MTB.

- Coda fra Torregalli e Ponte della Vittoria (di chi?).

- Coda di 77 barelle all'obitorio di Bagdad.

- Pista ciclabile di Via delle Griffe impraticabile per otto (8) mezzi in sosta fra il L.no Corsini e Via del Parione (c'è ancora posto per non più di 2 scooter da 50 cc.)

- Rotta polare da Francoforte per Hokkaido intasata da low-cost con colori del Kirghigistan (o del Tagikistan?), non tentare di aprire il portellone e proseguire a pedali.

- Fra le 8:15 e le 9:30 fiumana di abusivi, derogati e motorini su Via Romana, Via Maggio e Ponte a S.Trinita; nel pomeriggio si prevedono pleiadi di SUV in sosta sui marciapiedi di Via Maggio.

- Altra fiumana di abusivi, derogati e motorini da P.za Libertà (da che, poi?)
a Via Martelli (già Via Larga, ora stretta anche per le bici).

- Coda, o meglio, corpo unico metamerico di automezzi incolonnati fra l'Osmannoro e Porta al Prato, di (o alla) faccia del Comando dei VVUU, che qui hanno il Megaufficio Superarredato del Comandante.

- Strisce pedonali occupate qua e là da SUV, taxi e furgoni lampeggianti, ma anche utilitarie lampeggianti per 90 min in attesa della prole che intanto fa nuoto, danza o pallavolo.

- Probabili GUN (grossi natanti non legalmente identificabili) sul mare antistante il Canale dei Navicelli, specialmente di notte e con la nebbia.

- Veicoli di massimo ingombro e minima sicurezza (SUV) in fermata davanti alle scuole, in quadruplice fila dalle 8:15 alle 8:45; con le stesse modalità pulman, furgoni e fuoristrada in sosta permanente effettiva in Via Maso Finiguerra: si passa solo e male sui marciapiedi.

- Traffico di natanti non omologati per trasporto bestiame al largo delle Isole Pelagie.

- Tappeto di vetri rotti di colore verde (Heineken) e marrone (Pilsener) di fronte ai pub, si consiglia di scendere di sella e sollevare il telaio. 
postato da: Steinlob alle ore 10:31 | link | commenti
categorie: impercorribilità

Free climbers



Ci sono atleti eccezionali che si arrampicano su montagne altissime aggrappandosi con i polpastrelli a qualche minima asperità rocciosa.
Sono capaci di aggrapparsi a tutto, ma proprio a tutto.

Questa è l’immagine che mi è venuta in mente leggendo la risposta della Direzione Mobilità che il Difensore Civico mi ha mandato in risposta ad una mia segnalazione sulla ristrettezza della pista (anzi, mista) ciclabile del lungarno Vespucci. Mi ero lamentato delle dimensioni della pista, segnalando che non era conforme al decreto ministeriale che regolamenta la costruzione delle piste ciclabili.
Questo è quanto mi ha scritto il Difensore civico citando la risposta da lui avuta dalla Direzione mobilità:

“Tale Direzione, dato atto di quanto disposto dall’art.7 del D.M. 557/99, ha però sottolineato che al secondo comma del medesimo articolo il decreto l’autorizza, in via eccezionale, a realizzare anche tratti di pista ciclabile di larghezza ben inferiore (fino ad un metro).
Nel controbattere che tale eccezionalità era, per ciò stesso, consentita per limitati tratti del percorso della pista, questa Difesa civica ha sollecitato il competente Ufficio a valutare soluzioni alternative dove possibili.”


Adesso l’immagine che mi viene in mente è quella di Willy il Coyote... come sempre sta per precipitare e riesce ad aggrapparsi ad uno sperone di roccia... che si stacca a sua volta... il coyote precipita in fondo al burrone e, di seguito, lo sperone di roccia cade in testa al povero coyote...

In parole povere, dalla Direzione Mobilità si difendono dicendo che il decreto prevede l’eccezionalità dell’utilizzo di misure inferiori a quanto prescritto... solo che in questo caso si tratta praticamente del 100% della pista...
postato da: patrillo alle ore 07:39 | link | commenti (2)
categorie: hanno detto