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i pazzi siamo noi, ciclisti urbani a Firenze !? .... unofficial blog

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giovedì, 30 novembre 2006

Modello Bolzano



A Bolzano è perfettamente vigente il Codice della Strada utilizzato anche a Firenze, Roma, Aosta, Foggia, Sassari e altrove.
A Bolzano (come in altre città) in alcune strade è possibile andare in bici contromano nei sensi unici.
L'automobilista si trova davanti un cartello come quello che si vede nell'immagine e sa che potrebbero arrivare dei ciclisti.

A Firenze, dove il senso unico pare sia diventato una regola intoccabile della mobilità (e invece sappiamo che serve a favorire l'immobilità, cioè a far parcheggiare più auto), non è possibile farlo, per i soliti "motivi di sicurezza".
Così un ciclista ligio all'osservanza delle normative imposte da entità superiori che vegliano sulla sua incolumità, si trova a dover allungare il suo percorso su strade ad alto traffico e pericolose. Invece di percorrere qualche decina di metri contromano su strade poco trafficate.

Il motivo sono i soliti immotivati motivi di sicurezza.
Se andiamo in bici, sappiamo benissimo che i pericoli principali sono:
1-il tamponamento
2-auto che tagliano la strada
3-sportelli aperti improvvisamente

Se vado contromano, le auto le vedo davanti, e mi sento più tranquillo.
Faccio una domanda: perchè non parliamo di questo argomento con dati alla mano invece che con dogmi ideologici?
Sono convinto, ma non mi scandalizzerei se fossi smentito con dati concreti, che in città la maggior parte degli incidenti in cui sono coinvolti i ciclisti rientra nei tre casi che ho indicato. I vigili urbani dovrebbero avere tutti i dati.
Potrebbero essere resi pubblici?
postato da: patrillo alle ore 08:30 | link | commenti (3)
categorie: dove passo
mercoledì, 29 novembre 2006

No T.A.B. 7



Leggo su un giornale locale alcune risposte dell’assessore alla tramvia fiorentina.
Stiamo parlando di una grande opera che rivoluzionerà la città o che, per capirsi, la rigirerà come un calzino. Uno si aspetterebbe risposte precise... ad esempio, se dovete ristrutturare il vostro appartamento, vorrete avere risposte certe sui lavori dal vostro elettricista-idraulico-muratore...

Per la tramvia (linea 1, Scandicci-Isolotto-Stazione) si  “spera” di terminare nell’estate 2008 (si “sperava” in maggio-giugno 2008 durante l’audizione della commissione ambiente del maggio scorso, mentre la fine teorica era il dicembre 2007), con l’avvio delle tre linee si “spera” in un traffico più scorrevole, non si sa nemmeno quanto traffico si riuscirà a ridurre (la “speranza” -rieccoci- è quella di arrivare al 15-20%, come si può leggere anche negli esaltanti volantini pubblicati dal Comune). Proprio un modo eccellente per mettere di buon umore cittadini e comitati: loro chiedono risposte, dall’altra parte si chiedono atti di fede.

Insomma, la speranza è l’ultima a morire. Il mio timore è che tutto questo si riduca ad un flop. “Spero” di no. Altrimenti sarà troppo tardi per trovare un'altra via d’uscita...
postato da: patrillo alle ore 07:39 | link | commenti (5)
categorie: no tab
martedì, 28 novembre 2006

Jurassic Parking 3



Se pensate che le rastrelliere di piazza della Signoria siano belle o brutte, fermatevi. Forse non ve ne rendete conto, ma si tratta semplicemente di soldi buttati.
Ricordate la motivazione per cui sono state acquistate? Per legare ruota e telaio.

Io, incontentabile, ho preso un metro e sono andato a misurare quanta catena occorre per legare telaio e ruota alla rastrelliera, confrontando poi le misure con quelle della rastrelliera “classica” a tre posti.

Risultati:
nuovo modello: 97 cm

vecchio modello
posizione centrale: 98 cm
posizione laterale: 94 cm

Questo significa che “si stava meglio quando si stava peggio”.
Sono stati spesi fior di soldini per peggiorare le cose: l'immagine parla chiaro...
postato da: patrillo alle ore 07:54 | link | commenti (6)
categorie: dove la metto
lunedì, 27 novembre 2006

Domenica ecologica



Ieri la città è stata “ostaggio” della Maratona cittadina, gara podistica di 42,195 km che si snodava in tutta la città. Un sistema eccellente per bloccare il traffico, anzi, forse l’unica e reale domenica ecologica.
Vorrei lanciare una provocazione/riflessione, per ridere.
Nei miei ricordi, ci sono state solo due iniziative che hanno realmente diminuito il traffico cittadino: la maratona e il social forum europeo.
E allora, come provocazione, mi sentirei di proporre agli amministratori la seguente ricetta contro il traffico e l’inquinamento:

da lunedì a sabato: social forum europeo
domenica: maratona.

Questa ricetta, aggiunta alla migrazione di agosto e applicata per almeno 15-20 settimane l’anno, potrebbe davvero farci respirare meglio. Pensiamoci.
postato da: patrillo alle ore 08:27 | link | commenti (4)
categorie: autocrazia
venerdì, 24 novembre 2006

La pista bipartisan



Scoperto il mistero della doppia pista della Fortezza!
Si tratta, caso forse unico in Italia, di una pista Bipartisan, utile per chi preferisce tenere la destra e per chi invece preferisce la sinistra.
Arrivati al semaforo del viale Lavagnini, il ciclista sceglie, come ad ogni consultazione elettorale: può pedalare sul percorso della destra, nuovo, brillante, innovativo oppure sul percorso a sinistra, più vecchio ma collaudato e rassicurante. In mezzo scorre il fiume (di auto).
E pensare che credevo si trattasse di un doppione, invece no: si vuol dare la possibilità ai ciclisti di destra e di sinistra di scegliere il lato del viale Strozzi più aderente alla propria idea, più affine alle convinzioni del proprio animo. Chissà, forse la nuova pista sul lato destro, con una ulteriore scelta di delicatezza istituzionale, verrà dipinta di azzurro invece che di rosso.

Alla fine di entrambi i percorsi scelti però i ciclisti entrano in un tunnel, lungo e buio. Sulla destra ce ne sarà uno dentro l’altro, magari crollasse il viadotto ferroviario potrebbe essere sempre utile...
Ma entrare in quel tunnel, qualunque sia il lato che sceglierete di percorrere, avrà un significato metaforico?
postato da: patrillo alle ore 08:23 | link | commenti
categorie: dove passo
giovedì, 23 novembre 2006

Ieri, oggi, domani



Oggi mi butto sul fotoromanzo. Cominciamo?

Mattina nebbiosa di novembre. Siamo sulla mista ciclabile del lungarno Vespucci.

Scena 1, ore 7.57’ 52”

Quattro ragazze stanno andando a scuola. Niente cuffiette, almeno sembra, ma solo chiacchiere di amiche. Compiti da fare, interrogazioni, compagni e compagne di scuola e tutto quello di cui si ha voglia di parlare da adolescenti. Quale posto migliore per farlo che passeggiando su un marciapiede? E perché dimenticare che queste ragazze stanno andando a scuola a piedi e non in motorino?

Scena 2, ore 7.58’ 05”
La mista, essendo mista, permette ai ciclisti di gironzolare tra i pedoni. Per l’appunto, ne sta arrivando uno, pure munito di giubbetto fosforescente. Una ragazza se ne accorge (A) e dà l’allarme alle amiche. Secondo voi, quanto potrà risultare simpatico alle quattro ragazze un qualsiasi  ciclista?

Scena 3, ore 7.58’ 09”

Il ciclista incombe. Il quartetto delle ragazze si spezza in due: una coppia si ferma sul marciapiede e l’altra (B) deve scendere per fare passare il ciclista. Sicuro, vero? Nella foto non si sente, ma immagino che il ciclista si sia messo a scampanellare, attività fastidiosa per chi la fa e per chi la ascolta, logicamente esclusi i casi di pericolo...

Scena 4, ore 7.58’ 30”
Il ciclista è già passato oltre (C), e le ragazze si sono messe di nuovo in marcia. Sembrano timorose di ricreare il piacevole gruppetto iniziale. Ma non c’è tempo: un altro ciclista sta arrivando (D). E si ricomincia.

Tutto questo è normalità e quotidianità forzata su quel marciapiede arrossito. Non so se da allora le quattro ragazze abbiano deciso di  andare a scuola in motorino. Mi auguro di no, ma in caso contrario saprei chi ringraziare...

Per chiudere, sulla sinistra si vede ancora una volta un pullman che fa il carico/scarico dei turisti proprio sulla mista ciclabile. Non potevano proprio scegliere posto migliore per mandarci i ciclisti... o no?
postato da: patrillo alle ore 08:14 | link | commenti (2)
categorie: dove passo
mercoledì, 22 novembre 2006

Come pensata dal Poggi 3



Come aveva già segnalato un lettore del blog, è stata modificata la disposizione degli ostacoli in piazza Vittorio Veneto. Alla fine, i buoni vincono sempre. A pensarci bene, i buoni per vincere devono avere proprio una gran pazienza, perché ripensandoci erano anni che auto e furgoni passavano sopra il marciapiede per saltare il sottopasso.
Diciamo che, alla fine, i buoni, se va bene, pareggiano.

Adesso ecco i paletti messi in modo che l’auto, grande o piccola che sia, non ci passi più.
Curiosa coincidenza, la denuncia mostrata su questo blog ha sortito un qualche effetto.
Pura coincidenza, per carità! Non posso neanche immaginare che qualcuno legga queste righe di nascosto per poi mettere una pezza nella realtà...

Comunque, e mi perdonerete il finale acidulo, già ieri le catene, visibili a destra nella foto, erano sganciate, e stamani pure... e infine: quel puntino bianco sullo sfondo che sfreccia sulla corsia pedociclabile non è un pedone né un ciclista... e che ci fa lì allora?
postato da: patrillo alle ore 09:26 | link | commenti (1)
categorie: dove passo
martedì, 21 novembre 2006

Sconosciuto



Vorrei lasciare a te il pensiero di questo rientro a casa dal lavoro.
A te, vigile sconosciuto, autore insperato della riscossa della città.
Non conosco il tuo nome, ma il proprietario del gippone in divieto di sosta, oggetto della tua attenzione, lo scoprirà leggendo la multa che gli stavi offrendo sotto il tergicristallo.
Serio, risoluto, austero nel compilare il roseo modulo che marcava di ignominia il gippone di Caienna che pretendeva, con uno sfavillare di luci arancioni, di trovare misericordia. Lui, il gippone, ingombrante presenza nella città, monumento mobile al delirio di un’umanità che corre verso la distruzione o, quanto meno, verso seri danni per i nostri successori.

Tu, vigile sconosciuto, hai sollevato il mio animo dalla stanchezza della giornata lavorativa per innalzarlo fino alla consapevolezza che la mia sfida non è vana e solitaria. Tu, rappresentante della legge, la pensi come me. Io, ciclista urbano, pedalo ogni giorno per una città più pulita, amabile e amante. Anche per te, vigile sconosciuto, che ogni giorno giri per strada in mezzo a venefiche sostanze che minano la tua salute e quella di chissà quanti altri tuoi colleghi. Siamo fratelli sulla strada.

Grazie, vigile sconosciuto. Torna di nuovo a spandere la giustizia lungo le strade di questa città. Libera i pedoni,ostaggi di chi passa con il rosso, apri la via ai disabili che trovano gipponi e altro sui marciapiedi, proteggi noi ciclisti da chi invade le piste ciclabili.
Usa la tua biro come una spada e verga la giusta pena sui rosei foglietti messi a dimora sotto i tergicristalli dei trasgressori.
La nostra città non sarà più la stessa.  Dillo anche ai tuoi comandanti in capo.
postato da: patrillo alle ore 08:26 | link | commenti (1)
categorie: dove passo
lunedì, 20 novembre 2006

E che esempio



Quella che si è svolta in questi giorni credo sia la seconda visita del Presidente della Repubblica alla nostra città dall'inizio del suo mandato.
In entrambe le occasioni, il Presidente ha usato il treno.
Se la prima volta poteva sembrare un "tocco di originalità", credo che con questa seconda volta si possa davvero parlare di un cambiamento di mentalità.
Il Presidente della Repubblica che usa il treno, almeno dove è possibile, credo sia la normalità (potrei anche dire che è una banalità) in un Paese normale. Da noi fa notizia.
Grazie, signor Presidente. Vorrei ringraziarla per prima cosa per aver fatto una scelta lungimirante e importante. Una scelta che può essere d'esempio per molti.

Mi piacerebbe però che anche chi governa la mia città scendesse gli scaloni del palazzo per andare alla fermata del bus. Mi piacerebbe che usasse l’autobus, come un normale cittadino. Anche perché usando il mezzo pubblico potrebbe essere più consapevole di quello che va e di quello che non va.
E il successivo appello a non usare l’auto a causa dell’inquinamento sarebbe molto più credibile...
postato da: patrillo alle ore 07:36 | link | commenti
categorie: hanno detto
venerdì, 17 novembre 2006

O.G.M., no grazie



Tutti noi abbiamo presente la nuova  frontiera della genetica, cioè la creazione di organismi non esistenti in natura aggiungendo ad uno i geni di un altro. Nell’accoppiamento avviene sempre uno scambio di geni, ma quello che viene definito progresso è la fantasia con cui i ricercatori preparano miscele di geni che non avrebbero potuto mescolarsi in natura: penso alla fragola con il gene del merluzzo per farla resistere al freddo, o al granturco con una tossina che lo rende resistente ad alcuni parassiti. Li chiamano O.G.M., organismi geneticamente modificati.

Anche in città proliferano gli organismi O.G.M. , soprattutto intorno alla mobilità ciclistica: si innesta il gene delle barbe rosse in quello di un marciapiede ed ecco arrivare una pista (anzi, una mista) ciclabile O.G.M..
La teoria degli O.G.M. dice che si tratta di organismi con maggiore resa, minori consumi di energia e di acqua e altri imperdibili vantaggi. In molti contestano questi punti, ma sono i soliti disfattisti incontentabili.
La teoria di una mista ciclabile O.G.M. è che collega importanti punti della città, mette in sicurezza gli utilizzatori e dà lustro alla città stessa. In pratica, sappiamo cosa significa: marciapiedi stretti, pedoni che camminano e così via, tutte cose che mettono un po’ di pepe nei noiosi viaggi ciclistici cittadini.

La solita minoranza perfezionista e capricciosa però afferma che per migliorare le condizioni della ciclabilità cittadina non basta un artificio genetico. Occorre volontà.
Io sono contrario agli O.G.M., soprattutto nel caso delle ciclabili cittadine, dove O.G.M. potrebbe voler dire anche Opera Generalmente Malfatta...
postato da: patrillo alle ore 09:25 | link | commenti
categorie: dove passo