Sconosciuto
Vorrei lasciare a te il pensiero di questo rientro a casa dal lavoro.
A te, vigile sconosciuto, autore insperato della riscossa della città.
Non conosco il tuo nome, ma il proprietario del gippone in divieto di sosta, oggetto della tua attenzione, lo scoprirà leggendo la multa che gli stavi offrendo sotto il tergicristallo.
Serio, risoluto, austero nel compilare il roseo modulo che marcava di ignominia il gippone di Caienna che pretendeva, con uno sfavillare di luci arancioni, di trovare misericordia. Lui, il gippone, ingombrante presenza nella città, monumento mobile al delirio di un’umanità che corre verso la distruzione o, quanto meno, verso seri danni per i nostri successori.
Tu, vigile sconosciuto, hai sollevato il mio animo dalla stanchezza della giornata lavorativa per innalzarlo fino alla consapevolezza che la mia sfida non è vana e solitaria. Tu, rappresentante della legge, la pensi come me. Io, ciclista urbano, pedalo ogni giorno per una città più pulita, amabile e amante. Anche per te, vigile sconosciuto, che ogni giorno giri per strada in mezzo a venefiche sostanze che minano la tua salute e quella di chissà quanti altri tuoi colleghi. Siamo fratelli sulla strada.
Grazie, vigile sconosciuto. Torna di nuovo a spandere la giustizia lungo le strade di questa città. Libera i pedoni,ostaggi di chi passa con il rosso, apri la via ai disabili che trovano gipponi e altro sui marciapiedi, proteggi noi ciclisti da chi invade le piste ciclabili.
Usa la tua biro come una spada e verga la giusta pena sui rosei foglietti messi a dimora sotto i tergicristalli dei trasgressori.
La nostra città non sarà più la stessa. Dillo anche ai tuoi comandanti in capo.