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i pazzi siamo noi, ciclisti urbani a Firenze !? .... unofficial blog

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domenica, 24 dicembre 2006

Le volevate le rastrelliere antifurto?  Eccovele!!

e ora mettici le bici e non rompere!!!

E vediamo se ora continuate a rompere con le solite storie che vi tartassiamo le vostre bici del cxxxxo!!

postato da: CioniOdiaLeBici alle ore 16:50 | link | commenti (1)
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venerdì, 22 dicembre 2006

E' Natale




Per i cristiani, il giorno di Natale si ricorda la nascita di Gesù.
Per gli altri, è un giorno di festa.
Gran parte degli aderenti alle due categorie precedenti si uniscono in un irrefrenabile bisogno di incrementare il PIL nazionale acquistando oggetti e scambiandoli con altri.
Non è raro che il risultato di questi scambi sia l’abbandono dell’oggetto stesso in fondo ad un armadio o ad un ripostiglio, magari dopo l’affermazione di rito “è proprio quello che mi serviva” di fronte al dodicesimo paio di mutande rosse firmate...

Vorrei però lasciare anche una riflessione ciclo-storico-filosofica.

Ai tempi del primo Natale, i primi ad accorgersi che era successo qualcosa di strano furono i pastori: non a caso nei presepi sono i personaggi che si incontrano più di frequente, insieme alle pecorelle.
I pastori, a quei tempi, erano considerati dei poco di buono, con una considerazione vicina a quella riservata ai malfattori. Non a caso erano sempre fuori dalle città.

Ecco, per gioco, mi piace immaginare che se ci dovesse essere un avvenimento del genere sullo sfondo della mobilità urbana, i “poco di buono” che se ne accorgerebbero per primi, al posto dei pastori, sarebbero i soggetti più bistrattati nella mobilità cittadina: pedoni e ciclisti.

Ed Erode invece chi lo farà? Non saprei. Di sicuro sgommerebbe con un gippone...

A tutti, in ogni caso, auguri...
postato da: patrillo alle ore 07:31 | link | commenti (1)
categorie: varie ed eventuali
giovedì, 21 dicembre 2006

Recuperato dall'oblìo di :

martedì, 13 giugno 2006

 

"L' Ammazza-Ciclista - Città di Firenze"
Continua inarrestabile l'invio di candidature e motivazioni  per l'assegnazione del Premio  2006 (ancora in ordine alfabetico ):
 
Arch. Guerrini (Direzione Mobilità)
Proclamando di voler "ridare dignità al ciclista" con opere faraoniche consistenti in qualche metro di pista ciclabile di rappresentanzae a costi esorbitanti riusciva a non mettere in cantiere neanche la riverniciatura di qualche riga bianca e la regolarizzazione di qualche cartello. In compenso riusciva ad aggirare abilmente e costantemente tutte le proteste e le richieste degli utenti a cui voleva "ridare dignità". Passava alla storia come autrice delle "piste spezzatino", che costringono il ciclista a smontare e rimontare ogni pochi metri, persino ai passi carrabili. Grande celebrità ha assunto con la sua grande cura dell'incolumità e sicurezza del ciclista consistente nel tentare di togliergli la precedenza anche dove il codice gliela da inequivocabilmente.
 
Comando Polizia Municipale
Disponendo di un reparto ciclisti lo destina molto spesso "ad altri incarichi", evidentemente considerati prioritari.
Ritiene che mandare in giro i Vigili a fare le multe per divieto di sosta e altre "irrilevanti" infrazioni sia cosa al di sotto della loro dignità, da lasciare dunque ad altri. Cioè nessuno.
Risulta molto sensibile alle esigenze di parcheggio selvaggio ed altre simili da parte dei poveri commercianti fiorentini, garantendo ad essi ampie forme di illegalità impunita.
Si è distinto inoltre per assai strampalate prese di posizione sulla sicurezza dei ciclisti, ove in casi di morte per lesioni interne richiedeva l'obbligo del caschetto rovesciando sfacciatamente le responsabilità.
  
 
Ufficio Mobilità Elementare
Ribattezzato dai suoi critici "Ufficio Immobilità Esemplare" veniva guidato dall'instancabile ing. Gori, detto l' "uomo di gomma". Quest'ultimo riusciva a tirare avanti per lunghi anni senza mettere il naso fuori da polverose stanze ingombre di inutili tavoli da disegno. A memoria d'uomo mai giunse notizia di una qualche realizzazione sensata scaturita da tanta profusione di tempo ed energie.
 
Per un quadro più completo riportiamo le  candidature e motivazioni già pervenute (sempre in ordine alfabetico ):
 
Assessore Cioni
La sua campagna "Amo Firenze" si distingueva per razzie di biciclette fuori rastrelliera considerate la causa maggiore del degrado urbano, infinitamente più devastante delle discariche abusive o dell'aria irrespirabile. Tale campagna veniva dunque ribattezzata "Odio le bici" e veniva premiata come una delle più colossali bufale della storia politico-amministrativa fiorentina.
Si distingueva inoltre per la salda e ferrea guida dei Vigili Urbani, trasformati con coraggio in una sua polizia privata a caccia di pericolosissimi assassini inesistenti e bravissimi a non farsi distrarre da banali forme di illegalità come la sosta sui marciapiedi e sulle strisce, le violazioni di corsie preferenziali ed altre bazzecole.
Assessore Del Lungo
Con il suo brillante e futuristico "Piano Quinquennale delle Piste Ciclabili" suscitava enormi speranza nella cittadinanza, provvedendo poi a deluderle puntualmente, non realizzando assolutamente nulla dei circa 100 Km previsti.
Sottolineava la centralità della mobilità ciclistica a Firenze in numerosi convegni nazionali ed internazionali lontani dagli occhi indiscreti di chi avrebbe potuto raffrontare parole e realtà.
Assessore e Vicesindaco Matulli
Con instancabile profusione di energie e di mezzi propugnava la tramvia come soluzione universale di tutti i problemi di traffico a Firenze. Al contempo rinviava di decenni ogni problema facilmente risolubile alla stessa tramvia ed altre grandi opere, evitando così che trascurabili dettagli come busvie, piste ciclabili, vigilanza sugli abusi e la pirateria stradale, sensi unici insensati, intralciassero l' impetuoso progresso civile della città di Firenze.
 
--------------------------
 
Qui di seguito il proclama con cui è stato istituito l'ambito premio , a cui ha fatto seguito l'impetuoso impegno della cittadinanza tutta a segnalare i meritevoli:
Premio "L' Ammazza-Ciclista - Città di Firenze"
 
Art. 1 In data 1° Maggio 2006 è istituito il premio "L'Ammazza-Ciclista - Città di Firenze" come riconoscimento all'opera di amministratori, tecnici, uffici, organizzazioni, cittadini illustri che si sono distinti nel rendere la vita difficile a chi nella culla del Rinascimento si muove o vorrebbe muoversi in bicicletta
 
Art 2 Il Comitato Promotore è composto da autorevoli ciclisti che si sono (per ora) sottratti all'ammazzamento o agiscono in forma di puro spirito dall'aldilà dei martiri della mobilità sostenibile
 
Art. 3 Il premio ha cadenza annuale a partire dal 1° maggio 2006. In occasione di eventi eccezionali può essere istituito un premio straordinario
 
Art 4 Le candidature con le relative motivazioni possono essere presentate da qualsiasi cittadino in forma scritta, orale, telematica o telepatica
 
Art 5 Il premio sarà assegnato per acclamazione entro il 33 settembre di ogni anno da parte del Comitato Promotore
 
Art. 6 Il premio consiste in una pergamena artistica che sarà consegnata pubblicamente al vincitore o ai vincitori e da eventuali oggetti simbolici collegati con l'onorificenza
 
Il Comitato Promotore del Premio "L'Ammazza-Ciclista - Città di Firenze"
 
Firenze, anno domini 2006 nel giorno 1° del mese di maggio
 
postato da: CioniOdiaLeBici alle ore 21:08 | link | commenti (1)
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La pista leopardata 5



Larghezza metri 1,50 (compreso il cordolo)
Lunghezza metri 70
Costo Euro 24.500 (Lire 47.438.615)


Grandi numeri di equilibrismo, signore e signori. La vernice non c’è, quindi siamo su un marciapiede. I cartelli dicono un'altra cosa. La misura è assolutamente fuori norma. Ma non temiamo, poco oltre si intravede un po’ di colore rosso.

Su questo marciapiede (chiamiamo le cose con il loro giusto nome), mentre a pochi centimetri sfrecciano (è il caso di dirlo) le auto sul viale Strozzi, il ciclista potrebbe forse continuare la sua passeggiata accompagnando la sua bici a mano, attività meritoria per la promozione dell’uso del mezzo stesso. C’era spazio per allargare il tutto verso il prato (e per rifarlo, il prato, nell’ormai inutile slargo parallelo alla corsia verniciata) e rendere più sicuro e agevole il passaggio, ma si è preferito lasciar stare, probabilmente per preservare il verde cittadino.

Sperate sempre di non incontrare nessuno che arrivi nell’altro senso, nè in bici nè a piedi. Per chi passa rasente al bordo del marciapiede il rischio di perdere l’equilibrio e cadere per strada è concreto. Non male per quella che forse è la pista ciclabile più cara della città...
postato da: patrillo alle ore 07:17 | link | commenti (2)
categorie: dove passo
mercoledì, 20 dicembre 2006

Verde pubblico




La stagione dei funghi è quella autunnale, mentre quella dei cipressini arriva a Natale.
Carini, allineati, precisini fanno credere ai passanti di camminare su un viale alberato...

Faccio quindi una domanda, noiosa e impertinente: perché una bici su un marciapiede è di intralcio e le decine e decine di cipressini che spuntano da un giorno all'altro no? E il decoro: cosa c'entra con la storia cittadina e la sua architettura con gli alberelli?

La risposta di chi è competenza? dei vigili urbani? dell'Assessorato all'ambiente, alla sicurezza o al traffico? Altri?
postato da: patrillo alle ore 07:19 | link | commenti (2)
categorie: dove passo
lunedì, 18 dicembre 2006

La pista leopardata 4



Larghezza metri 1,60 circa (nella strettoia e sulla rampa)
Lunghezza metri 60
Costo Euro 21.000 (Lire 40.661.670)


Quella che doveva essere la “grande opera” ciclistica cittadina (quella che doveva dare dignità ai ciclisti) finisce con la sua vernice davanti alla grata metallica di una scala.
Il percorso di restringe, e in modo astuto si è evitato di mettere la vernice, per non far cadere in tentazione il ciclista. Siamo in una zona pedonale quindi. Il ciclista dovrebbe scendere e spingere a mano. Curioso espediente da effettuare su quella che doveva essere la pista prodigio della città.

Ma, siccome non tutte le ciambelle riescono con il buco, c’è una piccola rampa per superare un dislivello di 48 cm. Il problema è che quella rampa è probabilmente troppo ripida, visto che stiamo parlando di un marciapiede, per essere utilizzata da un disabile. Complimenti per la delicatezza.
postato da: patrillo alle ore 08:00 | link | commenti
categorie: dove passo
venerdì, 15 dicembre 2006

Scomparsa



Mentre ancora non si è spenta la polemica per le indagini a cui sono sottoposti amministratori regionali e comunali a causa dell’inquinamento cittadino, una testimone chiave è irreperibile.
Da alcuni giorni è scomparsa. Risiedeva nella zona di Porta al Prato e di lei non si hanno più notizie.

Preoccupazione in città. La sua testimonianza avrebbe forse chiarito la situazione, che adesso si fa più ingarbugliata.
Si tratta della centralina di rilevamento dell'inquinamento dell'aria che era posizionata nelle vicinanze delle stazione Leopolda e che è sparita con i lavori della tramvia.
Chi l’ha vista?
postato da: patrillo alle ore 07:19 | link | commenti (3)
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giovedì, 14 dicembre 2006

La pista leopardata 3



Larghezza metri 2,25 (+ le righe...)
Lunghezza metri 250
Costo Euro 87.500 (Lire 169.423.625)


Non si tratta di fare i fiscali a tutti i costi, ma tra la fine del tratto precedente e l’inizio del tratto in dirittura c’è un attraversamento ciclopedonale, un breve tratto dove la vernice non c’è più e poi di nuovo la corsia verniciata di rosso: siamo o non siamo su una pista leopardata?
La corsia scende in leggera discesa. Si va dritti dritti, ma attenti alle foglie dei platani: in questa stagione, con un po’ di pioggia il tappeto di foglie diventa scivoloso. La larghezza? la striscia rossa è 2,25 metri che sommata alle due righe bianche dovrebbe arrivare ai 2,50 metri.

C’è da chiedersi (e da chiedere) perché questa pista (tutta intera intendo, mica solo questo tratto) costi circa 350 euro al metro. Per la siepe posta alla sinistra? Per la speciale vernice all’ossido di nonsocché (ma l’avranno messa davvero?) con funzione assorbi-odori? Sarebbe questa l’opera che avrebbe dovuto dare dignità ai ciclisti? A suo tempo si parlava addirittura di illuminazione dedicata per questa pista, ma di luci, scusate il gioco di parole, neanche l’ombra...

Legenda

1 - Siepe di preziosa essenza vegetale, di colore verde (fino alla prossima fase di siccità)
2 - Elegante copertura del manto stradale in materiale biodegradabile, ottimo per ridurre l’attrito in caso di pioggia
3 - Verniciatura in supposta vernice all’ossido di gipponio con caratteristiche di assorbiodori
4 - Lampioni a risparmio energetico del 100%: come non averli
postato da: patrillo alle ore 07:34 | link | commenti (2)
categorie: dove passo
mercoledì, 13 dicembre 2006

La pista leopardata 2



Larghezza metri 2,50
Lunghezza metri 70 (+10 anche contromano, alla mercé del traffico della Fortezza ...)
Costo Euro 24.500 (Lire 47.438.615)


Cominciamo questo viaggio sulla pista leopardata partendo dal tratto in sede propria che comincia dall’area della ex-ovonda, una creazione della viabilità che il mondo ci ha invidiato.
La misura di questo tratto, in sede propria, è proprio quella giusta, due metri e mezzo. Il cordolo è alto a sufficienza e colorato di un bel giallo solare che mette di buon umore.

Però. Però non si è pensato che chi proviene da via dello Statuto si trova davanti il bel cordolo giallo di prima che, visto da chi vorrebbe entrare al sicuro nella pista mentre è circondato da auto e moto, non mette certo di buon umore...
Infine, l'accesso e l'uscita dalla pista, su questo lato, avviene in modo piuttosto "pericoloso": la foto parla chiaro... per riprendere l'altra pista ciclabile occorre andare contromano in modo piuttosto pericoloso: e questa è la sicurezza promessa?

Sarebbe bastato fare una breccia di un paio di metrinello spartitraffico per arrivare tranquilli (vedi la freccia) fino al semaforo o anche dall'altro lato (non visibile), per arrivare direttamente alla Fortezza. Forse lo spartitraffico è protetto dalle belle arti? E se andassi io, con mazzuolo e scalpello, a finire il lavoro? Anche gratis...
Mantenete la calma: siamo solo all'inizio!
postato da: patrillo alle ore 07:30 | link | commenti (3)
categorie: dove passo
martedì, 12 dicembre 2006

La pista leopardata




Chi credeva di aver toccato il fondo con la pista (pardon, mista) ciclabile del lungarno Vespucci si procuri una scala, perchè è necessario scendere ancora più in basso...
Ho provato a percorrere quella che probabilmente è la pista più inutile e malfatta della città.
Tutto il popolo dei ciclisti urbani fiorentini ricorderà bene i tre anni infernali in cui la pista intorno alla Fortezza è stata interrotta. Molti ricorderanno che alcuni ciclisti (c’ero anch’io), stufi della situazione e in vista della modifica della viabilità della zona, fecero una ricognizione e proposero una sorta di pista “provvisoria” sull’altro lato del viale Strozzi: poche modifiche a basso costo per rendere più tranquilla la vita di chi si muoveva in bici. Niente. Nulla.

Pochi mesi dopo i responsabili della ciclabilità cittadina, tecnici e politici, mostrarono la loro idea: fare una pista ciclabile vera e propria seguendo, con qualche minima modifica, il tracciato da noi individuato. Il progetto prevedeva una pista favolosa, con vernici assorbi-odori, panchine, lampioni e non so che altro. Da ultimo si è anche pensato di fare un tunnel per pedoni e ciclisti all’interno del tunnel del sottopasso della ferrovia. I costi? Enormi, direi: per meno di un chilometro (720 metri, per la precisione) si arriva a 250.000 euro, più altri 84.000 circa per il sorprendente “tunnel nel tunnel”. Se si pensa poi che la pista vera e propria (cioè la parte verniciata di rosso) è di soli 500 metri...
Intanto è stata però riaperta la pista originaria già da diversi mesi sul vecchio percorso, il più “naturale” e intelligente per una pista ciclabile.

Perchè questa pista è leopardata? basta passarci per capirlo immediatamente: è una trasformazione continua di marciapiede e pista ciclabile, macchie rosse e macchie nere, con soluzioni strane e, manco a dirsi, spesso con misure fuori norma.
Insomma, su questa pista mi viene in mente Fantozzi e il suo sincero giudizio sulla “Corazzata Potemkin”...

Soldi buttati? Io non lo dirò: i fatti parlano da soli. Però vi invito a farci un salto o, se volete, a seguire i prossimi post su questo argomento: ne vedrete delle belle...
postato da: patrillo alle ore 08:05 | link | commenti (7)
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