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i pazzi siamo noi, ciclisti urbani a Firenze !? .... unofficial blog

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mercoledì, 31 gennaio 2007

Tunnel of love 2



Ahimé, siamo sempre nel tunnel dell'amore...

La mia personale centralina antismog ha trovato che dopo appena ventiquattr'ore, nello stesso punto in cui avevo già effettuato un'accurata analisi il giorno prima, c'era di nuovo la strana polverina scura. Un ulteriore approfondito esame effettuato dopo circa 72 ore ha portato l'altro risultato, anch'esso visibile nell'immagine.

La mia personale centralina, non avendo l'omologazione da parte del Ministero dell'ambiente, purtroppo non può essere utilizzata come fonte di prova. Inoltre è un vecchio modello che non riesce a capire da cosa sono composte quelle polveri: si accorge che si tratta di una schifezza, ma non va oltre...

Mi chiedo però, e spero un giorno di avere risposta, se:
1- la concentrazione di inquinanti nel tunnel delle auto sono superiori a quelli nel tunnel dell'amore;
2- se il tunnel dell'amore, con il suo spazio ristretto e quella che pare una leggera curvatura, non funga, di per sé, da concentratore degli inquinanti di prima, grazie alla sua sezione ridotta e anche al suo scarso ricambio d'aria.

Qualcuno può rassicurare me e gli ignari passanti?
postato da: patrillo alle ore 08:00 | link | commenti (1)
categorie: dove passo
martedì, 30 gennaio 2007

The dark side of the path



La foto non è un granché, ma si intuisce che l'attraversamento pedociclabile che collega i due tratti della pista leopardata è ben poco illuminato.

Basta passarci con il favore delle tenebre e notare come passando intorno alla Fortezza, curiosamente quell'attraversamento è il punto più buio.
I lampioni sono, infatti, dall'altro lato mentre su quest'altro iniziano dopo l'attraversamento. Sulla destra, niente: cominciano sulla rampa.

Continuo a chiedermi com'è possibile spendere tutti quei soldi euro per 720 metri di pista così...
postato da: patrillo alle ore 07:56 | link | commenti (1)
categorie: dove passo
lunedì, 29 gennaio 2007

Niente di nuovo



Un camion del Quadrifoglio e dei cassonetti da svuotare. Scena quotidiana.
Prestate attenzione all’immagine.
Un furgone rosso non può aspettare. Deve assolutamente sorpassare il camion. E come può farlo? Passando sulla ciclabile, come fanno notare la freccia e l’ingrandimento.

E se su quella pista, in direzione contraria, fosse arrivato un ciclista? L’autista del furgoncino non lo avrebbe visto, coperto com’era dal camion.

Servirebbe o no un cordolo di protezione? aspettiamo che qualcuno si faccia male? Quante altre situazioni potenzialmente pericolose come questa si trovano in città?
postato da: patrillo alle ore 07:49 | link | commenti (2)
categorie: dove passo
venerdì, 26 gennaio 2007

Tunnel of love



E’ passata una decina di giorni dalla grande inaugurazione del tunnel nel tunnel.
Ci sono passato. Molto bello, scenografico... ma visto che l'ho pagato io, forse avrei dato un'altra priorità: più sostanza e meno rappresentanza.

Su qualche giornale ho letto che si parlava, grazie a questa prestigiosa costruzione, dell’abbattimento di 10 decibel di rumore transitando all’interno. Grazie, è sempre utile.
O forse no? cosa me ne faccio dell’abbattimento del rumore su un tratto di 70-80 metri che percorrerò, a velocità di passeggio, in una quindicina di secondi? Forse è meglio che rimanga nel tunnel andando avanti e indietro?

Parliamo piuttosto dell’aria che c’è dentro al tunnel. Sempre che di aria si tratti.
Nella foto c’è il mio polpastrello dopo averlo strusciato per una quindicina di centimetri sul bordo della pannellatura, grosso modo al centro del tunnel.
Quella polverina nera e appiccicosa mi si è attaccata al dito. Cos’è? Sarà colpa della ditta delle pulizie che non lavora come dovrebbe?

Siamo sicuri che nel tunnel gli inquinanti non entrino o, peggio, ristagnino? Chi ce lo garantisce?
postato da: patrillo alle ore 07:51 | link | commenti
categorie: dove passo
giovedì, 25 gennaio 2007

Doppio taglio



Sappiamo bene come l’inquinamento (e le emissioni delle auto concorrono fortemente alla sua formazione) rovini, oltre ai polmoni, gli antichi monumenti delle città.
Tempo fa, di sera, sono passato da Piazza Pitti. Il famoso palazzo era in restauro, con i ponteggi coperti da un telone che simulava la sua sagoma.
E su quel telo cosa faceva bella mostra di sé? La pubblicità di un’auto.

Niente di male. Ma, a parte l’opportunità di mettere una qualsiasi pubblicità su questo telo che doveva ricordare la facciata del palazzo, mi chiedo che senso ha restaurare un antico e prezioso monumento, rovinato dal tempo e dall’inquinamento, pubblicizzando un mezzo di trasporto che, sia pure in parte e indipendentemente da marca e modello, ha concorso a deteriorare ciò che si sta restaurando...
postato da: patrillo alle ore 07:14 | link | commenti (2)
categorie: autocrazia
mercoledì, 24 gennaio 2007

27 gradi



Leggere che a metà gennaio si sono registrati 27 gradi di temperatura mi preoccupa un po'.
La temperatura  misurata non a Rio de Janeiro o a Melbourne, ma a Torino, la città che un anno fa ha ospitato le Olimpiadi invernali.
E anche da noi, a casa nostra, ce ne rendiamo conto: chi ha messo un cappotto quest'anno?
Io finora, per andare in bici, avrò usato i guanti dieci volte...
E' vero che usare la bici accorcia la brutta stagione, ma qui si esagera.
Qualcuno si ostina ancora a dirci che questi innalzamenti di temperatura sono ciclici e naturali.

Intanto l'Unione Europea lancia l'allarme sull'effetto serra. E da noi?
Sui giornali, accanto agli allarmi sull'effetto serra, campeggiano gigantesche pubblicità di automobili (a volte gipponi, a volte lussuose berline) tutte accomunate da copiose emissioni di CO2.
Emissioni che vanno a braccetto con quelle delle centrali elettriche, tutte con combustibili fossili, mentre buona parte dei combustibili che bruciamo vengono buttati in sprechi o rendimenti ridicoli (per esempio, il motore di un'auto ha un rendimento, grosso modo, del 30%: a braccio vuol dire che ogni 100 euro che mettiamo nel serbatoio, ne usiamo solo 30 per muoverci, e il resto si dissipa in calore. Non abbiamo un'auto, diceva una volta Beppe Grillo, ma una stufa con le ruote!) Nell'agenda politica, in questi giorni, il problema sono i benzinai che protestano contro l'apertura di stazioni di servizio all'interno dei supermercati, con prezzi molto più convenienti.

Io, nella mia banale demagogia, faccio l'equazione della benzina: minor costo uguale maggiori consumi. Maggiori consumi uguali maggiori emissioni. Maggiori emissioni uguale guai sicuri.
postato da: patrillo alle ore 08:17 | link | commenti (4)
categorie: che si fa
martedì, 23 gennaio 2007

Fuori pista



Succedono cose strane a volte.
In un paio di giorni due iscritti al forum di firenzeinbici sono stati investiti su una pista ciclabile.
Sì, i due malcapitati sono stati investiti proprio su una pista ciclabile: uno su quella di viale Redi e uno all'incrocio del ponte Santa Trinita.
Tutti e due questi punti della rete ciclabile cittadina sono pericolosi. Sono stati segnalati da tempo, ma senza ottenere alcun miglioramento. Meglio inaugurare qualcosa di più visibile che mettere un robusto cordolo o un semaforo.

Mi vengono immediatamente alla memoria le ormai famose piste del lungarno, la "mista" e quella della Fortezza, la "leopardata", pericolosamente strette e condivise con i pedoni. Ripenso anche alla pista di Rifredi, dove nonostante esistano strade larghissime i ciclisti sono mandati sul marciapiede a scansare pendolari, lampioni e pensiline del bus. Oppure alla pista del lungarno Serristori, antenata della mista ciclabile e con lo stesso patrimonio genetico.

Insomma, potrebbe succedere di farsi male proprio andando su una pista ciclabile. Meglio uscire dalla pista?
postato da: patrillo alle ore 08:20 | link | commenti (5)
categorie:
lunedì, 22 gennaio 2007

Pazienza



Sono settimane che all'incrocio tra via Tornabuoni (sempre lì!) e via del Parione c'è la buca che si vede nell'immagine. La foto è del 2 gennaio, ma stamani, a parte la verniciatura nuova fatta ieri l'altro, è tutto uguale.

Io ho aspettato che qualcuno mettesse una transennatura adeguata. Magari si sono dimenticati. Forse ci sono dei contrattempi con il furgone. C'è stato un lavoro più urgente. Aspetta, aspetta, aspetta, ma nessuno si è preoccupato di questo.

Forse qualcuno non ha voluto fare la corsia protetta provvisoria?
E perché?
postato da: patrillo alle ore 07:14 | link | commenti
categorie: dove passo
venerdì, 19 gennaio 2007

Il maggior numero



E’ incredibile come ancora una volta nella nostra città il maggior numero di vittime della strada sia composto da pedoni. Secondo i dati dei Vigili Urbani, nel 2006 in città ci sono stati 21 morti (anche se in un articolo della stampa cittadina ho letto 22) a causa di incidenti stradali: 8 pedoni, 7 in moto, 3 in motorino, 3 in auto. I dati sono molto migliorati rispetto all’anno precedente (35 morti in tutto), ma la categoria più “bersagliata” (è il caso di dirlo) è sempre la stessa, e se si considera che la maggioranza è stata investita sulle strisce, la situazione diventa allarmante. In Italia si calcola che i pedoni uccisi siano 703 (di cui 25 sono bambini) l’anno, quasi due al giorno.

Mentre, giustamente direi, si punta il dito verso i limiti di velocità non rispettati (nel 2006 gli autovelox cittadini hanno registrato mediamente circa 100 infrazioni al giorno), probabilmente si dimentica una cosa estremamente importante: nella progettazione delle strade cittadine si dimentica spesso di creare delle infrastrutture che impediscano “fisicamente” di andare veloci e, soprattutto, sistemi di protezione dei pedoni. Si chiama “moderazione del traffico”, in molti Paesi è la normalità e da noi fa capolino sulle strade, ma avrebbe ancora molte soluzioni da applicare.

Potremmo aggiungere anche, se volete, le auto parcheggiate impunemente sui marciapiedi e che costringono i pedoni a scendere in strada, l’incremento delle rotonde che forse migliorano la vita di chi va in auto o motorino, ma la peggiorano a pedoni e ciclisti. Oppure anche soluzioni pasticciate come, e mi ripeto, le miste ciclabili dove pedoni e ciclisti sono pericolosamente costretti a convivere in spazi ristretti: si tratta dei vecchi marciapiedi verniciati di rosso.

Più attenzione sulle strade, quindi, ma anche più attenzione da parte dei progettisti...
postato da: patrillo alle ore 07:19 | link | commenti
categorie: autocrazia
giovedì, 18 gennaio 2007

Modello Bolzano 2



Curioso che in città si faccia finta di nulla.
Curioso che si dica ancora che “non si può fare”.
Curioso che per obiettare a qualsiasi proposta e innovazione proveniente “dal basso” si ponga il problema della “sicurezza”.
Curioso che invece, in città, ci sia di già.

Proprio nel centro della città, letteralmente a due passi dal Duomo, in Borgo San Lorenzo (ma ci sono anche altri esempi), c’è una deroga al senso unico che permette ai ciclisti di andare contromano. Tutto perfettamente a norma del codice della strada. Intendiamoci: è una possibilità che il più delle volte è solo teorica, vista la “massa critica” dei pedo-turisti, ma l’importante è che ci sia.
Vogliamo fare che diventi un buon esempio?
postato da: patrillo alle ore 07:13 | link | commenti (6)
categorie: dove passo