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mercoledì, 28 febbraio 2007

Do the right thing (Fa' la cosa giusta)



Finalmente sono sbarcate le nuove rastrelliere a U rovesciato. Ci sono voluti anni di segnalazioni e di proteste perché si arrivasse ad adottare il modello che dà la maggior sicurezza antifurto al ciclista. Si adatta a tutti i tipi di bici, non sforza la ruota, è economico e sicuro, se vuota non intralcia il passaggio: sono alcuni dei vantaggi di questa soluzione.
Finalmente ci siamo arrivati. Verrebbe da chiedersi perché è stato necessario perdere tutto questo tempo per adottare una soluzione utilizzata in tutti i paesi ciclisticamente più avanzati (se non ricordo male, ne parlai già con il responsabile del neonato ufficio bici, tre anni fa), ma lasciamo perdere: adesso ci sono.
Quelle che vedete sono state messe in piazza Strozzi.

Ci sono, e adesso ce le teniamo. Curiosa è quell'appendice laterale alta circa 1,5 metri. Mi sono chiesto a cosa potrebbe servire di meglio rispetto tenere attaccata la P di parcheggio.
Queste alcune delle risposte che mi sono dato:

1-   banale pannello pubblicitario. Per ciclisti sponsorizzati
2-   attaccapanni. Per ciclisti eleganti
3-   paravento. Per ciclisti mutanti
4-   portaombrelli. Per ciclisti bagnati
5-   bersaglio per tiro a segno. Per ciclisti cecchini
6-   stendino. Per ciclisti casalinghi
7-   porta schermo LCD. Per ciclisti videodipendenti
8-   sostegno. Per ciclisti con mancamento improvviso
9-   portabandiera. Per ciclisti patriottici
10- termosifone. Per ciclisti freddolosi

Nota finale (che potrebbe apparire polemica): sono stati installati tre gruppi di rastrelliere. Bene. Fanno 42 posti bici. Qualcuno probabilmente lo dirà quando gli verrà chiesto che cosa è stato fatto. Magari una banale dimenticanza gli farà scordare di dire che in quella piazza c'erano già 27 posti bici, vecchio tipo. Mi chiedo perché, vista la fame di rastrelliere, non sono state lasciate le vecchie, magari aggiungendone qualcuna nuova, e destinando le rimanenti in altre zone bisognose? In questo modo sì che avremmo avuto 42 posti veri in più...  e non avremmo buttato via quelle vecchie (e funzionanti) che avevo già pagato, tra l'altro ...
postato da: patrillo alle ore 07:13 | link | commenti (8)
categorie: dove la metto
martedì, 27 febbraio 2007

Nottata senz'auto



Ricordate la preoccupazione per gli alberi piantati lungo le strade provinciali della provincia di Grosseto in nome di una loro presunta pericolosità per la circolazione stradale? Mentre anche il FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) esprime la sua contrarietà all'abbattimento degli alberi stabilito dalla giunta provinciale grossetana, chiedendo piuttosto maggiori (e impopolari, aggiungo io) controlli, abbiamo letto tutti di come nove ragazzi siano morti la notte tra sabato e domenica in due terribili incidenti stradali. In ambedue i casi gli alberi non c'entrano, mentre è probabile che la causa sia il frutto della vite, opportunamente elaborato. In entrambi i casi, le auto sono andate a sbattere frontalmente contro un'altra auto, provocando ferite molto serie anche agli occupanti dell'altra auto.
Non c'è molto da dire. Non voglio neanche tornare sulla polemica degli alberi abbattuti "per la sicurezza": ce n'è bisogno?.

Per la sicurezza invece servono più controlli del tasso alcolico e più autovelox. Servono misure serie come il sequestro dell'auto, oltre a quello della patente, in caso di superamento dei limiti di velocità o di guida in stato di ubriachezza. Una decima vittima di quella tragica notte è stata causata da un giovane un po' alticcio che, anche lui, ha fatto un frontale contro l'auto su cui viaggiava la vittima, una ignara signora.
Se qualcuno ama sbronzarsi, faccia pure. Ma non gli si permetta di guidare un'auto, perché diventerebbe un pericolo per sè e per gli altri. E questo vale anche in città, lo vediamo noi stessi sui viali cittadini.

Posso fare una proposta provocatoria? si indica una sorta di coprifuoco automobilistico: blocco di tutte le auto e moto dalle 22.00 del sabato alle 6.00 della domenica. Tutti in discoteca, cinema o in qualsiasi locale usando autobus, taxi o bicicletta.
Un piccolo effetto contro l'inquinamento e minor lavoro per il pronto soccorso...
postato da: patrillo alle ore 07:38 | link | commenti
categorie: autocrazia
lunedì, 26 febbraio 2007

Dentro, fuori norma. E fuori?



Nei giorni scorsi la magistratura ha posto sotto sequestro alcuni padiglioni interni alla Fortezza, per accertamenti tecnico amministrativi dopo un controllo della Polizia Municipale. Sembra infatti che questi padiglioni non rispettino le norme edilizie.

Già che ci siamo, vorrei pregare gli stessi agenti di verificare anche la pista leopardata ciclabile presente sull'altro lato del viale Strozzi. Usando una sofisticata apparecchiatura come un metro omologato secondo le norme del Sistema Metrico Decimale potranno accorgersi che anche la pista (o mista) ciclabile leopardata ha misure ridicole e non conformi a quanto stabilito dal D.M. 557/99, cioè il regolamento che stabilisce le misure minime per costruire le piste ciclabili (detto tra noi, si tratta di quattro o cinque regolette da seguire, così semplici che le ho capite anch'io, ma che paiono impossibili da eseguire dai progettisti).
Quel decreto parla di larghezza minima per la ciclabile di 2,5 metri, con deroga a 2 metri in alcuni casi. Se la pista è mista con i pedoni, la misura deve avere "larghezza adeguatamente incrementata rispetto ai minimi fissati”. Negli uffici competenti devono avere una copia del decreto affetta da un errore di stampa, perché nella realtà la misura ha “larghezza adeguatamente decrementata rispetto ai minimi fissati”.
Non si spiega altrimenti una mista larga 1,50 metri (come si vede nella foto).

Se gli agenti sono impegnati in altro, posso fare io la segnalazione, basta che mandino una email con un file PDF del verbale da compilare.
Dopo tutto questo, sarebbe interessante sapere anche cosa ne pensa la Corte dei Conti di 720 metri di ciclabile al prezzo di 270.000 euro. Così non fa impressione, ma se uno dice mezzo miliardo di lire, ecco che si accendono tutte le segnalazioni di allarme...
postato da: patrillo alle ore 07:20 | link | commenti
categorie: dove passo
venerdì, 23 febbraio 2007

Ci risiamo 2



Per la serie "Un'immagine vale mille parole", ecco a voi il percorso alternativo per chi, a piedi o in bici, era solito percorrere il viale Lincoln.
Potrebbe essere un ottimo percorso per cercatori di funghi, oppure per cacciatori di lepri.
Potrebbe essere l'arrivo del campionato mondiale di ciclocross.
Potrebbe essere l'aula per una scuola elementare di mountain bike.

Invece no, la cruda realtà è che nella mente di qualcuno tutto questo è un percorso per pedoni e ciclisti. Probabilmente chi lo ha pensato non ci è mai passato, o non ha mai portato le stampelle, o non ha mai avuto un bambino da portare in un passeggino.
Quale occasione migliore di questa per provare questo percorso dal vivo?
Venghino signori progettisti, venghino signori assessori: fate pure una passeggiata in questo meraviglioso passaggio, preferibilmente un'ora dopo la fine di un temporale.
Venghino signori, e ci raccontino perché nel terzo millennio i cittadini di questa città debbano sopportare tutto questo.

PS: stamani le transenne erano aperte. Non so se per il caso sollevato ieri o per l'ira delle masse pedocicliste (più probabile...
postato da: patrillo alle ore 07:18 | link | commenti (4)
categorie: dove passo
giovedì, 22 febbraio 2007

Ci risiamo



Dall'immagine non si capisce bene, ma oltre questa transenna ce n'è un'altra, bloccata con il fil di ferro. Non si passa più.

"Se non hanno pane, mangino le brioches", disse una signora diversi anni fa.
Questa pare essere la filosofia della gestione della ciclabilità cittadina.
I tre anni senza la ciclabile intorno alla Fortezza non hanno insegnato niente.
Si punta su grandi opere non richieste, come il famoso tunnel dell'amore, mentre per la banale quotidianità non c'è spazio. Si progetta tanto, si pensa molto e alla fine si trovano soluzioni avveniristiche come mandare i ciclisti su striminziti marciapiedi.
Per il resto, arrangiatevi. Anzi, arrangiamoci.

Le Cascine sono una eccezionale via di comunicazione tra Isolotto, centro storico, Rifredi, Novoli, Peretola. Sono chilometri di pista ciclabile (e non solo) che i vari amministratori possono sbandierare gratis per scalare le classifiche nazionali di vivibilità urbana.
Oggi si spezza in due il flusso praticamente ininterrotto dei ciclisti. Arrangiatevi. Passate dal percorso "alternativo", sul viale degli Olmi, in un viottolo fangoso e pieno di buche.

Già che siamo ad arrangiarci, scrivete una email a qualche assessore o a qualche giornale. Garbata ed educata, ma ferma e decisa. Funziona, e a volte produce effetti insperati. Io l'ho già fatto.
Teniamo sempre presente che quei signori sono lì al nostro servizio, particolare che, almeno a me, a volte sfugge. Sono nostri dipendenti, come ricorda giustamente Beppe Grillo. E il nostro dovere è ricordarglielo.
postato da: patrillo alle ore 07:56 | link | commenti (2)
categorie: dove passo
mercoledì, 21 febbraio 2007

Astinenza e digiuno



Probabilmente abbiamo in testa una certa immagine della Chiesa, dei suoi responsabili e "aderenti".
Beh, in Austria, le chiese cattolica ed evangelica hanno proposto, come impegno di penitenza per la Quaresima, di rinunciare all'uso dell'auto invece di rinunciare a mangiare carne come da tradizione(attività che potrebbe anche essere salutare per qualcuno).
Visto che siamo in generale sovrappeso e che rinunciare ad un pasto non è un grande sforzo, rinunciare all'auto diventa un gesto di grande valore simbolico e, soprattutto, estremamente impegnativo: mette davvero alla prova, altro che!

Addirittura viene chiesto anche di non lavare l'auto, perché questo oggetto (sì, chiamiamolo per quello che è) è circondato di attenzioni e cure che a volte non vengono dispensate a chi abbiamo vicino. Si mette il dito su quella che per molti è diventata davvero una forma di idolatria: e che dire del carico ambientale dell'uso dell'auto, delle ingiustizie  e delle guerre scatenate per avere il prezioso liquido che mette in movimento tutte le nostre automobili?
Per aiutare gli astinenti, per tutto il periodo della Quaresima in alcune zone dell'Austria ci saranno anche sconti sui biglietti del trasporto pubblico.

Non mi resta che fare i complimenti per questa iniziativa. D'altronde, se il vescovo di Vienna è abituato ad andare in giro in metropolitana o in treno, che cosa possiamo aspettarci?
Il sito di riferimento, in tedesco, è www.autofasten.at .
postato da: patrillo alle ore 07:50 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali
martedì, 20 febbraio 2007

Mi giustifico



Tempo fa, in provincia di Perugia, un sacerdote è stato multato per eccesso di velocità: oltre 100 km/h dove il limite era di 50.
Ha fatto ricorso presso il giudice di pace e nei giorni scorsi gli ha dato ragione: doveva accorrere presso un moribondo per l'estrema unzione, quindi era giustificabile.

Non metto assolutamente in dubbio l'importanza della missione del sacerdote, ma giustificare un comportamento scorretto alla guida non tiene conto dei pericoli a cui vengono sottoposti gli altri incauti utenti della strada, no?
Non si rischia di aumentare "il bacino di utenza" dell'ultimo commiato?

Infine, non vi pare che, in ogni caso, le giustificazioni per il superamento dei limiti di velocità fiocchino come funghi (velenosi)
postato da: patrillo alle ore 08:05 | link | commenti (1)
categorie: autocrazia
lunedì, 19 febbraio 2007

Vicenza e noi



Sabato scorso c’è stata la manifestazione contro la costruzione della nuova base americana di Vicenza. Vicenza ha già una base militare americana, enorme. Americana significa che è degli Stati Uniti, non della NATO.
Tutto questo avviene senza che gli abitanti siano stati minimamente consultati.
Non fa differenza se si tratta di un governo (cittadino o nazionale) di destra o di sinistra: la prassi è che quando c’è da decidere cosa fare in una certa zona della città, è il sindaco o qualche assessore che se ne occupa. I cittadini sono ai margini: al massimo possono leggere qualche comunicato stampa sui giornali.

Facciamo una breve riflessione. quante volte siamo stati interpellati, come cittadini, da qualche amministrazione per decidere insieme se e come fare una certa scelta? Quasi mai.
Si fa un gran parlare di partecipazione, ma in concreto molte scelte che vanno ad incidere sulla vita quotidiana dei cittadini vengono prese da chi ha la responsabilità di governare, ma senza ascoltare.
Ricordo, prima delle ultime elezioni amministrative, il gran lavoro del “Forum per Firenze”, una sorta di enorme contenitore di associazioni, partiti, gruppi e singoli cittadini che, divisi per argomenti, prepararono una sorta di “programma” per il candidato sindaco del centro sinistra.
Nel loro piccolo, i ciclisti del forum di Firenzeinbici prepararono quattro paginette con un progetto di ciclabilità cittadina, discusso durante gli incontri e affinato “parlandone” sul web.
Il candidato sindaco del centro sinistra fu fatto partecipe di tutto questo ma, diciamo così, rimase un po’ freddino di fronte a tutto questo.

Proviamo a guardare la nostra città. Spuntano comitati in ogni dove. E ognuno di questi ha argomenti seri e importanti da contrapporre alle idee dell’amministrazione, tanto che sembra che certe cose vadano fatte “perché sì”.
Prendiamo la tramvia.
Non discuto che la tramvia, in sè, sia un importante strumento per ridurre il traffico. Penso ai percorsi che sono stati pensati e mi domando se davvero sono “intelligenti”.
A che serve andare da Scandicci a Santa Maria Novella in tram? Il bus 16, prima dei lavori, per andare dal Comune di Scandicci alla stazione ci metteva 3 (e dico 3) minuti in più di quanto ci metterà la tramvia, almeno secondo gli orari ufficiali ATAF. Serve davvero questo percorso? O serviva, ad esempio, una linea che collegasse le zone malamente raggiungibili con i mezzi pubblici, come Scandicci-Ugnano-Isolotto-Sesto-Calenzano-Campi-Lastra a Signa?

Se andate la mattina al lavoro in auto passando dal ponte dell’Indiano, capite subito quello che intendo: per andare dal centro dell’Isolotto a Rifredi in auto ci sono 10 km. In bici 5 km scarsi.
In bus si deve andare a Santa Maria Novella, cambiare bus e prenderne un altro: se va bene ci vogliono 45 minuti. Non so chi abbia scelto questi percorsi, ma interpellare 10 o 20 pendolari in coda avrebbe potuto dare soluzioni molto interessanti.
Oppure pensare alla tramvia che passa  sotto alla facciata del Duomo. Adesso ci passa ben di peggio, sia chiaro, e non sarà certo un tram che disturba. Ma la mia obiezione è di sostanza: è sempre stato criticato il modello di trasporto pubblico cittadino perché faceva passare quasi tutti i bus dal centro e con la nuova tramvia che si fa? si fa passare dal centro. Non vi pare sciocco?
Chi lavora in centro già oggi non usa quasi mai l’auto per andare al lavoro. Chi la usa generalmente si sposta dalla periferia alla periferia: invece di pensare al tubone, non era il caso di pensare ad una sorta di linea circolare (o semicircolare, visto che ci sono anche le colline?
Misteri.

Misteri che per esempio impediscono di fare un ragionamento che non sia “perché sì” sull’inceneritore, per esempio, facendo scegliere i cittadini tra l’incenerimento o una raccolta differenziata “spinta” con il porta a porta; misteri che trasformano aree che potrebbero diventare verde pubblico in parcheggi, caserme dismesse che si trasformano in aree residenziali, vecchie costruzioni che vengono “valorizzate” trasformandole in aree commerciali.
Mistero che le ciclabili siano fatte e pensate da chi, probabilmente per illuminazione divina, è convinto di sapere già ciò di cui c’è bisogno senza la necessità di ascoltare chi dovrebbe (o vorrebbe) usarle... 
postato da: patrillo alle ore 07:24 | link | commenti (2)
categorie: che si fa
venerdì, 16 febbraio 2007

A volte ritornano (eccome)



E' curioso come l'obbedienza cieca e assoluta produca distorsioni non da poco.
La Storia (nota: S maiuscola) è piena di esempi in cui molti hanno compiuto atti terribili perché "gli era stato ordinato".

Nel nostro piccolo, questa città scrive la sua storia (nota: s minuscola) producendo atti difficilmente spiegabili con un raziocinio che rientri nella media statistica nazionale.
Qualcuno scrive una delibera (o qualcosa del genere) indicando che sulla ciclabile di via Tornabuoni c'è il divieto di sosta per manifestazione e l'installatore di cartelli li depone proprio lì, diligentemente, rischiando anche lui di far fare alla sua intelligenza una figura barbina.

Io, come già detto altre volte, non mi spiego i cartelli di rimozione forzata (eccetto autorizzati, vorrei sottolineare) per manifestazione messi su una pista ciclabile. Davvero non capisco: su una pista ciclabile, il transito ciclistico scorre senza sosta. Perché allora mettere un cartello che rammenti che lì domenica 18 febbraio ci sarà la rimozione forzata delle auto in sosta? Ma a chi volete che venga in mente di parcheggiare su una pista ciclabile?

Mi do una spiegazione semplice: è l'Assessore al Buonumore che ha preparato tutto questo, solo per divertire la cittadinanza...
postato da: patrillo alle ore 07:15 | link | commenti
categorie: che si fa
giovedì, 15 febbraio 2007

Il condominio allargato



Articolo 42: E' l'articolo della Costituzione che regolamenta la proprietà dei beni nel nostro Paese: pubblica e privata.
In questa immagine l'amministratore di un condominio dell'Isolotto chiede ai ciclisti parcheggianti nella zona di non legare le bici alla ringhiera, elencando alcuni assennati motivi: il divieto del codice della strada, il pericolo di inciampo per i passanti e anche i possibili danni alla ringhiera.

L'amministratore di questo condominio, con garbo, chiede di non rovinare la proprietà che amministra, e ne ha tutte le ragioni.
Dall'altra parte, l'amministratore del condominio più ampio che è la nostra città, quando ha istituito la ZCS 10 (Isolotto e dintorni) ha creato zero posti per parcheggiare le bici. E' stato trovato il posto per le auto e per i motorini, ma per le bici nulla. E si vede: o si usano le (poche) rastrelliere pre-esistenti o ci si affida a pali, lampioni, ringhiere, parapedonali e così via.

Un amministratore di condominio, se non soddisfa i condòmini, viene sostituito con un voto in una semplice assemblea condominiale. Il nuovo amministratore viene poi scelto dai condòmini stessi.
Invece, per sostituire un amministratore di un condominio allargato occorre aspettare cinque anni, e quello nuovo non puoi nemmeno sceglierlo tu: devi sceglierlo tra quelli che ti danno altri...
postato da: patrillo alle ore 07:26 | link | commenti
categorie: che si fa