Decoro sì, decoro no
Nell'immagine c'è la chiesa di Orsanmichele. La foto è stata scattata di buon mattino, tra le sette e le otto. Le spazzatrici stradali hanno già pulito tutto: niente cartacce, cocci di vetro, bicchierini di gelato.
Sembra tutto a posto, anzi no: ci sono due bici legate alla ringhiera.
Ecco, le bici legate a quella ringhiera, di cui non conosco il pregio e me ne dolgo, per qualcuno sono un disturbo al decoro della chiesa e della città.
Capite bene di cosa si tratta: quella ringhiera è stata posta intorno alla chiesa come protezione, immagino. Non è che faccia una gran bella figura, però c'è e la teniamo. Il piccolo scalino su cui poggia la ringhiera non è transitabile nemmeno dai pedoni.
Le due bici, quindi, che fastidio danno? Non intralciano il passaggio. Non danneggiano il monumento. Possono essere sgradevoli alla vista? Forse, ma qui si va nel campo del soggettivo, che è difficilmente inquadrabile da un regolamento. Nei paraggi solo poche rastrelliere, comunque insufficienti. E, ripensandoci, dov'è il cartello di divieto di sosta?
Non importa, si possono far portare via.
Poco importa che loro, le bici, non danneggino il monumento con le loro emissioni, che non producano buche sulla strada con il loro peso, che non facciano tremare le statue con le loro vibrazioni.
Poco importa, e lo citava l'edizione cittadina di Repubblica di ieri, se il CNR è molto preoccupato per il rapido deterioramento dei monumenti stessi causato da smog e piogge acide, fenomeni di cui i mezzi con motore a scoppio sono in buona parte responsabili.
Poco importa se marmi e pietre si sgretolano per colpa del flusso continuo delle auto anche nelle zone a traffico limitato, e se le opere originali devono essere protette in un museo per salvarle.
Tra cent'anni, chissà, in questa foto, anche grazie al traffico cittadino, potremo vedere solo un cumulo di pietre, come a Pompei, e la ringhiera, saldamente al suo posto.
Ma le bici no, indecorose.