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i pazzi siamo noi, ciclisti urbani a Firenze !? .... unofficial blog

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giovedì, 31 maggio 2007

Il genio fiorentino



Ditemelo voi, cosa c'entra.
Nella cartina delle piste ciclabili (quella in cui sono ben evidenziate quelle da fare) c'è una legenda che spiega i segni sulla cartina stessa.
Ci sono i simboli per il confine comunale, i parchi, la ZTL, le sedi di quartiere, pure le colonnine elettriche di ricarica per gli elettrociclisti.

Ma, ditemelo voi cosa ci stanno a fare i simboli delle quattro stazioni fiorentine di rifornimento di metano per auto?
Avete mai visto una bici a metano? O forse qualcuno ha pensato di far gonfiare (a 200 atmosfere...) le ruote della bici con il prezioso gas?

E perché invece, per esempio, non indicare anche i chioschi che vendono il lampredotto?
postato da: patrillo alle ore 07:28 | link | commenti
categorie: che si fa
mercoledì, 30 maggio 2007

No T.A.B. 13



Stavolta non parlerò io, ma riporterò alcune valutazioni sulla tramvia di varie personalità che ho letto sulla stampa cittadina.

Qualche giorno fa un comunicato stampa della UIL parla di scelta sbagliata e provocatoria nell'apertura dei cantieri delle linee 2 e 3, puntualizzando che si va avanti senza ascoltare nessuno in un delirio di onnipotenza...

Alcune settimane fa il segretario della CISL provinciale ha detto che inserire una tramvia in un tessuto urbano definito richiede conoscenze che non sembrano presenti...

Infine, il Presidente del Quartiere 4, oltre a varie giuste lamentele sulla mancanza dei parcheggi scambiatori e molto altro, segnala che sono stati chiesti sacrifici agli abitanti del Quartiere 4 in attesa di una riqualificazione delle zone interessate dal percorso tramviario mentre finora è stato restituito uno spazio urbano mediocre...
postato da: patrillo alle ore 07:52 | link | commenti (1)
categorie: hanno detto, no tab
martedì, 29 maggio 2007

Dietro la Smart



Pare impossibile come qualche metro possa fare la differenza nella qualità della vita.
Nel viale degli Olmi, sulla destra andando verso il centro (e fino al cantiere tramviario) sul controviale pedonale è stato messo un fondo che simula un sentiero in terra battuta, mentre invece è in cemento. Un buon lavoro, direi.

Dal viale principale partono alcuni vialetti asfaltati che portano verso l'interno del parco. Essendo pedonali (più o meno), questi sono provvisti di catene per bloccare il transito delle auto, ma... queste non sono poste al filo della carreggiata del viale, ma più all'interno (1). Il risultato è che lungo questo controviale pedonale si formano una specie di piazzole utilizzate per la sosta. L'effetto si vede nella foto: auto e motorini si piazzano davanti ai passaggi per i pedoni (3)  e rendono difficoltoso (o impossibile) il passaggio.

Nella foto non si vede, ma sulla destra c'è quella catena (1) che avrebbe potuto tranquillamente essere messa più a sinistra (2). Pedoni e ciclisti avrebbero avuto una tranquilla continuità di passaggio e si sarebbe potuto risparmiare di installare la catena che si vede e quella alle spalle di chi fotografa...
postato da: patrillo alle ore 07:48 | link | commenti
categorie: dove passo , autocrazia
lunedì, 28 maggio 2007

Svegliatevi bambine (e bambini)



E’ primavera (ormai da febbraio o prima), ma siamo già in estate (basta leggere un termometro).
La vecchia canzone fiorentina, in primavera invitava le bambine a svegliarsi, e tutto il resto.
Certo, non è facile alzarsi presto il sabato mattina, ma le bambine e i bambini (di varie età) che sono scesi dal letto letteralmente prima dell’alba di sabato scorso hanno potuto osservare una città probabilmente mai vista. Quale? Firenze.

Forse non ce ne rendiamo conto, ma la nostra città ha più anime. Abituati a trovarci ad annaspare pedalanti in mezzo al traffico, a sentirsi carezzare, nostro malgrado, da gipponi, smart e scuteroni, prendere la bici e pedalare in una città dove il rumore più assordante è quello dei nugoli di passerotti che cinguettano al nuovo giorno che sta per arrivare, lascia il dubbio di essersi svegliati in un sogno. O è il resto della giornata che è un incubo?
Alle sei di mattina, la città è vuota e le auto, incredibile, sono quasi tutte zitte e ferme. Persino la mista ciclabile del lungarno Vespucci è tutta per i pedalatori mattinieri.
Sì, l’anima di questa città, quella che mi piace e che vorrei mostrare ai miei amici è proprio questa. Quella con il centro semideserto, con le piazze vuote e le chiacchiere a bassa voce tra pedalatori, con gli sguardi forse assonnati, ma senz’altro stupiti nel visitare quella che sembra un’altra città, più umana (sì, diciamolo) di quella a cui siamo abituati.
Gli altri continuino pure a dormire. Noi, in silenzio, ci godremo strade e palazzi, chiese e loggiati.

Certo, qualche scalmanato motorizzato c’è a tutte le ore, anche se trovare un paio di automobilisti impazienti (forse sono nevrotici del turno di mattina?) a causa del passaggio di una quarantina di ciclisti mattutini (ripetuti suoni di clacson e “andate a lavorare [bestemmia]”) non può far altro che rinforzare in noi l’idea di aver scelto la parte migliore...
postato da: patrillo alle ore 07:22 | link | commenti (1)
categorie: autocrazia
sabato, 26 maggio 2007

I TEMERARI
Successo della pedalata all'alba
 
La "Pedalata onirica" organizzata da FirenzeInBici il 26 maggio 2007 ha avuto luogo con buona partecipazione, divertimento e piacevolissimo "stare insieme", a detta di alcuni intervistati - e questo benchè un prestigioso mega-dirigente avesse dimenticato colpevolmente di inviare i comunicati stampa in tempo utile e a dispetto delle cattive previsioni del tempo, chiaramente manipolate dalla lobby dell'auto.
 
Poco dopo le 6 del mattino da piazza Alberti il gruppone si è lanciato nella perigliosa impresa con coraggio e determinazione. La consigliera Simonetta, nettamente in ritardo, si è distinta per una ardita incursione contromano in via Gioberti, mirante a recuperare il gruppo (e non incorrere così nelle ire del Sultano v-Al-Erion).
 
Nonostante l'ora antelucana e il traffico quasi inesistente, non sono mancati strombazzamenti, sorpassi con tentato omicidio e addirittura un cretino che in via dell'Agnolo, palesemente sotto gli effetti dell'Ecstasy assunto in discoteca durante la notte, urlava dal finestrino "andate a lavorareeeee"!
 
Secoli di storia, da Giotto a Brunelleschi, da Dante a Michelangelo,  assistevano attoniti all'inusuale schiera di ciclisti silenziosi, al posto delle consuete orde di scooter rombanti, fuoristrada minacciosi e furgoni puzzolenti. Altrettanto attoniti, a giudicare dalle bocche aperte, erano anche gli spazzini e pochi  altri figuri che popolavano la città di Lorenzo Il Magnifico a quell'ora.
 
In piazza della Repubblica, su proposta del misterioso "ciclista Z" dall'aria spiritata, è stata aggiunta per acclamazione una seconda tappa fino a piazzale Michelangelo, tragitto che ha provato duramente molti partecipanti.
 
Si mormora che in alcuni casi sia stata necessaria la respirazione bocca-a-bocca, ma la salvezza è giunta con l'arrivo all'arco di S. Pierino soprattutto tramite l'assunzione urgente di caffè, cappuccini e briosce.
 
Fra le note di colore: un oscuro ceffo che si spacciava per amministratore delegato di FirenzeInTriciclo SpA (affiliata alla multinazionale FIAB Corporation) ha tentato di raccogliere cifre esorbitanti per iscrizioni ad una fantomatica associazione, mentre alcuni scagnozzi sottoponevano i presenti a disgustose pressioni psicologiche per scucir loro anche poche lirette fuori corso, promettendo mirabolanti assicurazioni RC per chi si muove in bicicletta.
 
Segnalata anche la presenza di un cameraman, forse un inviato di un Ciclo-Telegiornale lombardo in incognito.
 
Stupore degli organizzatori per la presenza di molte nuove facce, oltretutto giovanili e prevalentemente di sesso femminile.
 
Purtroppo assenti, anzi latitanti, i politici "amici" invitati, che hanno in tal modo peggiorato il loro tasso di gradimento rispetto agli anni precendenti. Voci di corridoio (... omissis ... XXXX censura)
 
Bici-Pulitzer
inviato speciale
postato da: ODYSSAEUS alle ore 17:53 | link | commenti
categorie: ciclopoeti
venerdì, 25 maggio 2007

Le buone pratiche



Questa è piazza caduti dell'Egeo, il giardinetto esterno alla Fortezza, tra i giardini della vasca con i cigni e il nuovo parcheggio.
Dovrebbe essere tutto libero da traffico... ma qualcuno, al solito, ha aperto una catena ed ecco creato all'istante un parcheggio.

E' domenica 20 maggio, e all'interno della Fortezza si svolge Terrafutura, la mostra delle buone pratiche di sostenibilità, ma pare che un discreto numero di cercatori di buone pratiche sia refrattario alla diminuzione dell'uso dell'auto e, soprattutto, al rispetto delle aree pedonali e quindi, in senso ampio, della città.

Tantissimi ci sono andati in bici (non c'era un palo libero...), altri, anche in auto, hanno parcheggiato come si deve.
Però, pensare che qualcuno va a riempirsi la testa di zucchine biologiche, medicine orientali, cartoncini riciclati e pannelli solari e poi non riesce a capire che parcheggiare in un'area pedonale non è una buona pratica di sostenibilità... mi fa dire che c'è ancora molto da fare. Molto.
postato da: patrillo alle ore 08:03 | link | commenti
categorie: che si fa , autocrazia
giovedì, 24 maggio 2007

Ripristinare la legalità



24 MAGGIO [ANZA] - FIRENZE - Come a Milano, l’avvio del pugno di ferro contro la sosta abusiva in via delle Griffe  ha suscitato le dure proteste degli addetti al commercio della zona. Alla terza multa per sosta sulla pista ciclabile, come un sol uomo decine e decine di commesse  e commessi si sono scagliati contro i vigili intervenuti a ripristinare la legalità stradale.
Immediatamente è stato creato un blocco della strada, facilitando, tra l’altro, lo shopping degli automobilisti imbottigliati. Un corteo in tailleur e decolleté, con i colori della collezione primavera-estate 2008, ha sfilato avanti e indietro impedendo il deflusso delle auto e chiedendo parcheggio libero e gratuito. Uno striscione di velluto a coste color verde salvia portava la scritta “lo shopping è un diritto umano”. Un cartello in carta di riso giapponese invece segnalava “la doppia fila è condivisione”. Molti avevano il volto coperto da foulards di pura seta, altri invece agitavano collier con grandi diamanti come arma impropria.
La tensione è salita alle stelle all’arrivo delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa, accolte con un fitto lancio di cucchiaiate di caviale del Volga e gusci di ostrica.
Sono quindi iniziate le trattative per liberare la strada, interrotte più volte dalle intemperanze dei manifestanti. Al termine del pomeriggio, giusto per l’orario di chiusura, la tensione ha cominciato ad allentarsi.
A manifestazione finita, sono state rinvenute nei pressi anche due bottiglie di champagne molotov.
postato da: patrillo alle ore 07:11 | link | commenti (1)
categorie: varie ed eventuali, dove passo
mercoledì, 23 maggio 2007

Xavier



Giorni fa, di ritorno da Bimbinbici, ho trovato un cicloturista fermo ad un incrocio, in via Masaccio.
Stava guardando una cartina, probabilmente cercando di districarsi nel reticolo di strade e stradine della città: anch'io, nell'unico viaggio "vero" che ho fatto in bici mi sono ritrovato con una cartina e uno sguardo interrogativo verso i segnali che indicavano destinazioni senza fare distinzioni tra chi deve arrivarci in auto o in bici. Ero a Wurzburg (Baviera), e cercavo una strada per uscire dalla città di fronte ad una rotonda-tritacarne, e la salvezza è arrivata da un ciclista sulla cinquantina che, in sella alla sua full-suspended, doveva andare proprio dove volevo passare io. Con un po' di inglese ce la siamo cavata ed io sono uscito dalla città.

Sarà quindi per una vocazione mancata di crocerossino o per la semplice solidarietà tra ciclisti (una volta a Novoli ho trovato, in un pomeriggio di agosto, un americano che proveniva da Castelnuovo Garfagnana e voleva arrivare al campeggio del Piazzale) che mi sono fermato a chiedergli se voleva aiuto.
Voleva andare a Boboli per concludere il suo giro di Firenze, ma era complicato spiegargli quali strade erano a senso unico e quali no: mi sono quindi offerto di accompagnarlo fino alla piazza della Repubblica, ed abbiamo fatto sue chiacchiere.
Si chiamava Xavier, e stava facendo un viaggio solitario in bici da Barcellona a Palermo. Abbandonata l'idea di arrivare in Sicilia (non ce la faceva con i tempi per rientrare), aveva deciso di arrivare a Firenze e poi prendere il treno per Roma, dove avrebbe concluso il suo giro.
Di fronte al mio stupore di fronte ad un viaggio così lungo da solo, mi ha detto che in fondo è bello anche andare da soli, e che l'unica difficoltà arriva quando ci sono dei guai meccanici, come lui ha avuto al suo carrello. Ha fatto tappe di 70-80 km al giorno, e mi è sembrato davvero molto contento di questo viaggio.

Sì, perché quello fatto in bici  è davvero un viaggio, dall'inizio alla fine.
postato da: patrillo alle ore 07:43 | link | commenti (1)
categorie: varie ed eventuali
martedì, 22 maggio 2007

Decoro sì, decoro no 3



Il decoro è precario, l'ho già detto: si chiama in ballo e si rimanda a casa all'occorrenza e quando serve.
Comunque, il decoro non è strabico: si invoca da sinistra e da destra, e negli ultimi giorni l'abbiamo visto. Nel mezzo dello schiaccianoci, guarda un po', ci sono sempre le bici legate a pali e lampioni. Da entrambe le parti un furore purificatore vorrebbe l'eliminazione delle bici legate ovunque, anche se, occorre darne atto, vengono richieste più rastrelliere... solo che più rastrelliere significano meno posti auto: possibile che non si siano accorti di questo piccolo particolare?

Bene, allora anch'io stavolta appoggerò questa crociata per il decoro: mettete altri 1000 posti bici per sopperire ai bisogni di parcheggio dei ciclisti... grosso modo, sulla carreggiata fanno circa 150 posti auto in meno.

Avanti così, quindi: più rastrelliere, più decoro. Purtroppo c'è il piccolo danno collaterale dei posti auto in meno: ma non vorrete mica mortificare il decoro e la dignità cittadina per non sacrificare qualche posto auto?
postato da: patrillo alle ore 07:14 | link | commenti
categorie: dove la metto
lunedì, 21 maggio 2007

Se il banale è rivoluzionario



E' finita la mostra "Terrafutura", la mostra delle "buone pratiche" che possono essere fatte da cittadini e istituzioni per migliorare i guasti ambientali.
Se avete avuto la fortuna di andarci, con un po' di attenzione avrete senz'altro notato come siano promossi atteggiamenti che il semplice buon senso dovrebbe promuovere a quotidianità.
Così, ad esempio, per risparmiare acqua si consiglia di chiudere i rubinetti mentre ci si lavano i denti, o per risparmiare energia di spegnere le luci nelle stanze dove non c'è nessuno.
E l'elenco delle "buone pratiche" potrebbe continuare...
Basterebbero molti piccoli accorgimenti, gratis o a basso prezzo e di nessuna difficoltà, per ridurre i consumi di energia, acqua, gas e risparmiare al pianeta emissioni di inquinanti non necessarie e alle future generazioni risorse preziose altrimenti sprecate per nulla.

Anche la bici serve in tutto questo, eccome. Se la metà degli spostamenti urbani in Europa è inferiore ai 5 km (un terzo è inferiore ai 3 km), significa che c'è un potenziale di incremento dell'uso della bici straordinario.
Arrivarci non è difficile, basta provare, da soli o ascoltando le dritte di qualcuno che già lo fa.
Hai voluto salvare il mondo? e allora pedala...
postato da: patrillo alle ore 07:24 | link | commenti
categorie: che si fa