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i pazzi siamo noi, ciclisti urbani a Firenze !? .... unofficial blog

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giovedì, 19 luglio 2007

Tempo fa su un forum di studenti fiorentini, nell'ambito di una discussione sull'uso della bici, è apparso un messaggio davvero illuminante.

Credo debba far riflettere molti di noi. Si tratta di opinioni diffuse fra la gente, basate sull'ancor più diffusa inciviltà, furbismo e menefreghismo all'ennesima potenza. Quindi spesso, quando ci lamentiamo dell'insensibilità delle pubbliche amministrazioni, dei tecnici etc. dobbiamo ricordarci che abbiamo da combattere su due fronti.

Godetevi questa meraviglia, un copia-incolla con qualche grassetto mio:

 


"ODIO I CICLISTI E LE PISTE CICLABILI"

Perchè:
- tolgono spazio alle macchine
- il sindaco le usa come scusa per chiudere il centro
- i ciclisti possono farsi beffa del codice della strada vista l' assenza di targa (invidia...)
- LENTIIIIIIIIII!!!
-  non capisco come si possa arrivare sudati come bestie a lavoro

generalmente quando vedo folgi attaccati con su progetti per biciclette strappo il foglio e lo butto nella raccolta carta(sono ecologista)

Pre chi parla di smog basta solo aspettare che si fanculizzino i verdi, si creino centrali nucleari e si cominci la produzione di idrogeno per potere avere le macchine ad idrogeno (BMW 315HP sarai mia )

Non so voi ma io mi sono iscritto a Ingegneria  per comprarmi il porsche e non ho intenzione di rinuncaire alla machina solo perchè qualcuno muore di cancro.(e mi rendo conto che potri esserci anche io)
 
 
 

 
Amen!!
 
postato da: ODYSSAEUS alle ore 10:48 | link | commenti (1)
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venerdì, 13 luglio 2007

Caccia alle zebre



Avrete senz'altro saputo che nei giorni scorsi la moglie del Presidente della Repubblica è stata investita sulle strisce pedonali. La prima cosa da fare è augurarle una pronta guarigione.
Intanto vorrei riflettere tra me e me su questo fatto sconcertante. Andiamo per gradi.

La prima riflessione è: la moglie del Presidente non ha una scorta? E' stata investita sulle strisce davanti al Quirinale, cioè casa sua. Mentre in Europa ci sono allarmi terrorismo dappertutto, una Panda (mi pare) investe la moglie del Presidente della Repubblica.
Già, la Panda. Non è stata investita da un gippone, o da un giovinastro che faceva le corse. No, è stata investita dalla moglie di un Professore, e per fortuna a bassa velocità.

L'autista si è distratta, probabilmente. Succede. Forse troppo spesso: succede anche a me, a volte, di distrarmi mentre guido. Significa allora che questa nostra mobilità è strutturalmente insicura e pericolosa. La circolazione delle auto non è compatibile con la vita dei cittadini appiedati, a meno di utilizzare misure di sicurezza apparentemente paranoiche.

Statisticamente è molto più probabile essere investiti sulle strisce che rimanere vittime di un attentato. La cosa può far sorridere, ma è così.
Nessuno può salire in un aereo con una bottiglia d'acqua, e viene controllato scrupolosamente, mentre chiunque può mettersi a guidare con accanto qualsiasi bottiglia piena di..., con una minima possibilità di essere individuato.
Andare in giro a piedi non viene percepito come pericoloso. Eppure, camminando in città ci fa impressione qualche passante apparentemente "strano", mentre attraversare la strada ci pare naturale e semplice. Invece, anche in città, la metà dei morti in incidenti stradali era a piedi, la gran parte sulle strisce.

 Auguri ancora, signora Napolitano. E speriamo che qualcuno fermi davvero questo scempio.
postato da: patrillo alle ore 08:17 | link | commenti (2)
categorie: autocrazia
giovedì, 12 luglio 2007

L'altro Tour



Non mi piace parlare del ciclismo sportivo, per il semplice fatto che la gran parte degli sportivi dilettanti usa la bici solo come costoso giocattolo invece di considerarlo un mezzo rivoluzionario.
Stavolta farò un’eccezione, ma forse no, visto che sto parlando comunque di un cicloturista. Sapete che da poco è partito il Tour de France, e avrete saputo anche la gran girandola di scandali che ha colpito il ciclismo professionistico: fior di campioni che per fare i campioni utilizzavano degli “aiutini”.

Un giornalista francese, qualche tempo fa, al Giro d’Italia sollevò il problema doping e fu preso a pesci in faccia. Si chiama Guillaume Prébois. L’ho “conosciuto” leggendo il suo libro “Il mio Danubio”, la cronaca del suo viaggio lungo il fiume dalla sorgente fino alla sua foce nel mar Nero. Il libro non mi ha esaltato come quelli di Emilio Rigatti (provare per credere), ma per caso ho trovato su “Repubblica” una sua intervista fattagli da Paolo Rumiz (altro viaggiatore e ciclista, magari ne parliamo un’altra volta).

Una pagina intera per raccontare quella che è la sua sfida: fare il vero Tour de France senza “aiutini” e mostrare cosa succede ad una persona “normale”.
In pratica, la sua intenzione è quella di fare tutte le tappe della corsa, il giorno prima dello svolgimento ufficiale, seguito da un gruppo di medici che controllerà il suo peso, i suoi valori sanguigni e così via nell’evolvere della corsa.
Si è allenato per mesi, è sponsorizzato e seguito dal suo giornale (Le Monde), i Francesi lo stanno incoraggiando. Addirittura l’Agenzia Francese Antidoping gli farà dei test a sorpresa. Ce la farà ad arrivare senza polverine ed iniezioni?

La sua impresa è visibile sul sito www.lautretour.com.
Buona strada, temerario viaggiatore.
postato da: patrillo alle ore 08:58 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali
mercoledì, 11 luglio 2007

Il meteorite



Credevo, ormai, di aver visto tutto. Invece, nonostante abbia una certa età, ecco che mi si para davanti uno spettacolo mai visto. La location (cioè il posto di cui parliamo) è la piazza di Ognissanti, graziosa piazza pedonale tra l’omonima chiesa e il lungarno Vespucci (quello della mista ciclabile, per intenderci). Sui lati, alberghi lussuosi, a volte frequentati pure da star musicali amanti dei gipponi.
Ecco, passando l'altra mattina mi sono stropicciato gli occhi, sperando (la speranza è l’ultima a morire) di essere ancora in un modo di sogno, anzi, d’incubo.

No, dopo tre-quattro stropicciate e un pizzicotto ho dovuto capitolare ed ammettere che ero sveglio e che tutto era vero. Lo vedete anche nella foto: una piazza pedonale con al suo interno un gippone travestito da dinosauro.
Già più volte ho espresso i miei dubbi sull’utilizzo delle piazze pedonali e in ZTL per pubblicizzare delle auto (se lo smog è il nemico numero uno, perché il Comune che cerca di arginarlo permette contemporaneamente di pubblicizzare oggetti che concorrono alla sua formazione? non vi pare schizofrenico?). Veder pubblicizzare un gippone poi, alla luce anche della ormai famosa delibera che vieta il transito ai gipponi in centro (i miei amici da tutta Italia mi dicono “beati voi...” e io gli rispondo sempre: “beati di che? fate un giro in centro e ne riparliamo!”), mi fa venire la pelle d’oca.

Però credo che un aspetto sia mancato al “creativo” che ha avuto la bella pensata pubblicitaria.
I dinosauri si sono estinti ormai da un pezzo. Non da soli: è intervenuto un meteorite (probabilmente) che ha messo la parola fine a quel periodo storico.
Anche i gipponi-dinosauri avranno il loro meteorite. Si chiama “picco del petrolio”, ed è il momento da cui l’estrazione dell’oro nero avrà un costo superiore al farne a meno (se non ho capito male). Anche loro avranno un agente esterno che li lascerà stecchiti, senza vita. Sappiamo che ci sarà, ma manca solo la certezza di capire quando avverrà: tra vent’anni, cinquanta o cento. Qualcuno dice che l’abbiamo già superato, anche se nessuno vuole ammetterlo.
Solo forme di vita più intelligenti e adattabili sopravviveranno. Probabilmente avranno due ruote e un paio di pedali...
postato da: patrillo alle ore 08:06 | link | commenti (1)
categorie: autocrazia
martedì, 10 luglio 2007

Se bastasse una bella canzone



Sabato, l'evento. Un concerto, anzi, più di uno nel mondo per ricordare a tutti la necessità di combattere il cambiamento climatico.
Bene, bravi. Sono già diversi anni che qualcuno si inventa un concerto per scopi umanitari, a cominciare dal famoso “Live Aid” di una ventina di anni fa.
Intendiamoci, i problemi per cui nascono questi concerti esistono davvero: con carestie, malattie e tutto il resto non si scherza.
Quello che mi fa sorridere è il meccanismo di questi mega eventi, e, soprattutto, di chi vi partecipa, sopra e sotto il palco.

Sotto il palco, migliaia di persone a battere le mani, arrivate lì per ascoltare la musica dei propri beniamini. Mica per salvare il mondo: si paga il biglietto e stop, il mio “rinnovamento ambientalista” finisce lì. Eroi per un giorno, altro che mettere a soqquadro la propria vita, per esempio andando al lavoro in bici invece che con lo scuterone.

Sopra il palco... non seguo i pettegolezzi delle stars, ma qualche stramberia ogni tanto mi passa davanti agli occhi. Penso, ad esempio, a quante case hanno, a come le hanno e a dove le hanno.
Ad esempio, per prendere un esempio vicino, mi domando: un famoso cantante che ha comprato casa nei nostri paraggi, quante case ha? E, soprattutto, per girare da una all'altra, come si sposta? In bici, in treno o in bus?
No, tutti questi personaggi non mi paiono degli esempi di parsimonia ambientalista.
Come la domenica ecologica, anche il concerto ecologico serve a far vedere che si fa qualcosa. Di bello e appariscente, perché altrimenti non se ne accorge nessuno.
Poi, tutto tornerà come prima.

Intanto qualcuno vi farà un pistolotto sulla (giusta) necessità di sostituire le lampade di casa con quelle a risparmio energetico, ma nessuno vi dirà mai, per fare un esempio, che un incrocio semaforizzato consuma in un giorno l'energia che una famiglia consuma in 4-5 giorni...
postato da: patrillo alle ore 08:43 | link | commenti
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Un po' di sana lettura

Finalmente nelle migliori librerie l'autobiografia del celebre Commander Bart di Florence-upon-the-Arno.

Non perdetevela!!

Ordina subito questo libro!!

Il Vostro MarCioni

postato da: CioniOdiaLeBici alle ore 00:44 | link | commenti
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sabato, 07 luglio 2007

Un' idea carina, invece di lamentazioni

Per una volta invece di lamentarci sulle miserabili condizioni di circolazione dei ciclisti proviamo a considerare un aspetto positivo, divertente, gioioso:

Andare in bici è un piacere, ci si saluta e ci si sorride.

Mi viene in mente che FirenzeInBici (l'associazione intendo) cerca da tempo un suo logo.

Io non sono un grafico e neanche creativo ma questi potrebbero essere ottimi spunti:

idee per un logo di FirenzeInBici

Mezza bici che ride

 
bici che ride
 

SIMBOLO CHE RIDE

 

 

 

postato da: ODYSSAEUS alle ore 20:23 | link | commenti
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