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mercoledì, 31 ottobre 2007

Sulla Francigena



La via Francigena mi lascia affascinato. Sarà per il nome, sarà per l'invidia del “Cammino di Santiago”, ma trovare un percorso che unisca storia e turismo a due passi da casa è sempre interessante.

Un paio di giorni fa Prodi e Rutelli hanno posato la prima palina segnavia di questo percorso dalle parti di Monteriggioni.
Bene, peccato che, un po' all'italiana, si pensi prima a mettere i cartelli e poi a preoccuparsi del percorso da adattare al cammino dei pellegrini: ci sono alcuni tratti che sono pericolosamente a contatto con la viabilità pesante.
Penso ai percorsi a tema che siano fattibili a piedi e in bici. In Baviera c'è la Romantische Strasse, oppure la Via Claudia Augusta che collega il Danubio con l'Adriatico, e chissà quante altre. Sono percorsi che portano turismo, anche a piedi o in bici, purché si possano offrire percorsi sicuri e alloggi lungo il percorso.

Ce la faremo? Me lo auguro. Quest'anno intanto ho scoperto che in Val Pusteria sono state inserite alcune tappe di un piccolo “Cammino di Santiago” alpino sfruttando santuari locali e percorsi pedocilabili già esistenti. E poi qualcuno si chiede perché in tanti Comuni vogliono passare all'Alto Adige...
postato da: patrillo alle ore 07:09 | link | commenti (1)
categorie: varie ed eventuali, dove passo
martedì, 30 ottobre 2007

Siamo tutti creativi



"Il ciclista urbano è per sua natura un inventore." E' una delle frasi che potete leggere nel fantastico libro "Piccolo trattato di ciclosofia" di Didier Tronchet, un "must" del ciclista urbano.
Noi che tutto il giorno scorazziamo in giro per la città lo sappiamo. Percorsi ciclabili, spazi per parcheggiare, scorciatoie, misure di sicurezza estreme: in mezzo ad un ambiente ostile, il ciclista fa la parte di quei microrganismi che sopravvivono ai disastri, si evolvono e si rafforzano. Inventa e crea soluzioni dove l'amministratore non arriva, semplicemente perché non lui ci arriva in bicicletta.

Per questi motivi non era difficile che al festival della creatività appena concluso ci sarebbe stata un'invasione di ciclisti. Per un amministratore attento non sarebbe stato difficile accorgersi che all'ingresso della manifestazione non c'erano rastrelliere. No, non c'erano rastrelliere. Se penso che almeno due assessori (traffico e ambiente) si sono fatti fotografare accanto al modellone della tramvia senza accorgersi dell'assenza di carpenteria metallica idonea alla sosta dei velocipedi, c'è da mettersi le mani nei capelli.

I ciclisti no, se ne sono accorti subito. E, come al solito, hanno sopperito con la propria intelligenza e inventiva alle mancanze dell'amministrazione.
postato da: patrillo alle ore 08:16 | link | commenti (2)
categorie: che si fa , dove la metto
lunedì, 29 ottobre 2007

Parafrasando un celebre detto:
 
Invece di chiedere cosa fa FirenzeInBici per te
chiediti cosa fai tu per FirenzeInBici
 
ove la scrittura potrebbe anche avere due versioni: "FirenzeInBici" come associazione e "Firenze in bici" nel senso della ciclabilità cittadina - che non è la stessa cosa, ma l'approccio forse sì.
 
Parto da due casi risalenti ad un pò di tempo fa:
 
1) Incontro per caso una persona iscritta a Firenzeinbici, dopo poche parole comincia a dirmi che organizziamo poche gite extraurbane, che gli diamo poca importanza etc. Alla domanda che cosa sarebbe disposta a fare questa persona risponde che è troppo incasinata (= nulla), ma insiste che dobbiamo (cioè qualcun altro) fare di più, andare in più persone (ovvero i soliti bischeri) alle escursioni perchè una guida sola è poco etc.
 
2) Leggo di rimpallo da altra mailing list di un tizio che "accusa" FirenzeInBici di aver organizzato la scorsa pedalata onirica nello stesso giorno della mega-critical mass di Roma (!!!), e di non aver informato i soci e i contatti di FirenzeInBici del citato ciclo-evento romano, la qual cosa sarebbe suo dovere, e per ritorsione cancella il link al sito dal blog di Critical Mass Firenze. Da notare che il sito di FirenzeInBici da anni pubblicizza regolarmente le Critical Mass mensili fiorentine, e se si è ridotta a 4 gatti dovrebbero chiedersi loro come mai. Andando a spulciare gli accessi allo stesso blog di Critical Mass (decisamente moscio) si scopre che in grande maggioranza vengono proprio dal sito www.firenzeinbici.net ...
 
Se qualcuno crede che concreti miglioramenti alla ciclabilità cittadina cadano dal cielo, per es. perchè abbiamo ragione, siamo buoni e bravi a non inquinare, e magari perchè dio è con noi, o con le lamentazioni, SI SBAGLIA.
 
Senza impegno di tanta gente, senza rompere le palle con tenacia, senza pressione, proposte costruttive, proteste, tampinamenti o urlate non si otterrà nulla.
 
E qui torniamo al punto di partenza, appena variato:
 
Invece di chiedere cosa fa Firenze per te ciclista
chiediti cosa fai tu per una Firenze ciclabile
 
oppure anche
 
Niente è impossibile
(se lo deve fare qualcun altro)
 
ovvero
 
Fra il dire e il mare ...
c'è di mezzo il non-fare
 
 
postato da: ODYSSAEUS alle ore 21:22 | link | commenti
categorie: hanno detto, autocrazia

La maledizione di Tutankhamon



29 OTTOBRE [ANZA] - FIRENZE - Sono bastati un paio di giorni di indagini per chiarire la causa del crollo del soffitto in una sala della Fortezza, proprio nel mezzo del dibattito sulla tramvia. Dopo un sopralluogo e un lavoro coordinato tra le forze dell'ordine, si è giunti al chiarimento. C'è quindi un colpevole, con un nome e un cognome, e questo si è riusciti a scoprirlo tramite un'indagine paranormale. Infatti, un medium è riuscito a percepire la presenza del colpevole e lo ha rivelato.

Soldato Biagini Mario fu Virgilio, classe 1894, Secondo Reggimento Fanteria "Mazzini", caduto a Caporetto: è questo il nome del fantasma colpevole, che ha confessato. "Non ho potuto far altro", ha detto al medium. "Sono passati novant'anni esatti dalla mia morte a Caporetto. Ero socialista e contrario alla guerra, ma mi hanno costretto a partire. Sapevo a malapena scrivere il mio nome, e mi son trovato a morire senza un motivo. Il mio ricordo era legato ad uno degli alberi del viale Morgagni, che mi avrebbe reso onore: magra soddisfazione per chi è morto senza conoscere suo figlio. Con il taglio di quegli alberi, mi sento preso in giro due volte, a novant'anni di distanza" si sfoga il caduto. "Non volevo far male a nessuno, sia chiaro. Ma con i miei amici, morti in trincea o fatti a pezzi dalle cannonate, abbiamo lanciato una terribile maledizione contro chi si accanisce contro i segni che ci ricordano ancora", prosegue.
"Ricordate la maledizione di Tutankhamon su chi ha violato la sua tomba? Ecco, anche noi stiamo pensando qualcosa del genere: la maledizione del Biagini. Siamo tutti analfabeti, meno Mandorlini Antonino che ha fatto la terza elementare, ma ben determinati. Alla fine, potremmo arrivare anche ad un gesto estremo", conclude il fantasma.

Quale sia questo gesto estremo ce lo dice poco dopo: far perdere le elezioni a chi ha ordito tutto questo...
postato da: patrillo alle ore 08:16 | link | commenti (2)
categorie: varie ed eventuali
giovedì, 25 ottobre 2007

Tramvia: senza se e senza ma?

Il tema tramvia ha generato una trentina di messaggi in un solo giorno sulla mailing list di FirenzeInBici: rischio di saturazione, ma il tema è bollente, perciò lo riprendo qui sul blog.

Patrizio argomenta come segue, riferendosi evidentemente a me:

(...)
piuttosto, dovrebbe farsi un esame di coscienza chi, anche qui, finora ha rumorosamente difeso la tramvia senza se e senza ma, magari senza neanche guardare i progetti, dando del retrogrado filogipponista a chi avanzava forti dubbi sulle modalità di realizzazione.

Pat  coglie un punto cruciale, anche se solo a metà: affermo che bisogna partire da una posizione chiara, SI' TRAMVIA, esattamente come diciamo PISTE CICLABILI e RASTRELLIERE, PEDONALIZZAZIONI, BUSVIE etc. La tramvia è uno strumento (non l'unico, ma importante) per ribaltare lo strapotere del partito dei gipponi, che è l'unico reale che domina da anni e tuttora.

Una volta detto questo, si va a a vedere e a cercare di influenzare il come, il dove, il quanto etc. Cioè le cazzate sui tracciati, gli alberi da abbattere o no, le eventuali alternative etc.

Tranvia al Duomo

Il tema tramvia è stato più volte dibattuto fra noi e anche qui, ma in definitiva, oltre a lamentazioni varie, ci siamo tenuti alla finestra. Ancora più grave, sia chiaro, è che alla finestra ci siano state per es. Legambiente, Italia Nostra, gran parte delle forze politiche etc.

In questa maniera gli Unni no-tramvia (-no-ciclabili-etc) hanno avuto il monopolio del tema, degli sbraitamenti, in uno scontro fra loro (che si attribuiscono il titolo unico di "cittadini") e l'Amministrazione (che certo è un disastro per capacità, comunicazione e molte altre cose). Monopolio mirante, non dimentichiamolo, a mantenere lo strapotere del traffico selvaggio, e guai a chi glielo tocca.

Bene è ora di cambiare strada: vogliamo pesare sul come-dove-quando si fa la tramvia, sul fronte opposto degli Unni, insieme a tutti gli altri temi della mobilità (ariborda: ciclabili, busvie, zone pedonali etc.)

Il momento è favorevole per ottenere molto, sia sulla ciclabilità (dove finalmente qualcosina si comincia a vedere), sia sul "resto" della mobilità.

Invito tutti a esprimersi e proseguire la discussione qui, per non intasare la mailing list di FierenzeInBici.

postato da: ODYSSAEUS alle ore 14:55 | link | commenti (8)
categorie:

La massa critica



La Critical Mass è una non-manifestazione, perché, tecnicamente, è una coincidenza non organizzata. Un nugolo di ciclisti si ritrova casualmente in qualche luogo e da lì, sempre casualmente, ognuno poi se ne va per la sua strada. La cosa buffa è che spesso tutti i ciclisti che si sono ritrovati casualmente, casualmente vanno dalla stessa parte: un effetto sciame bello da vedere, e diventa più bello man mano che, casualmente, il numero dei ciclisti che si ritrova aumenta.

Nella nostra città la Critical Mass è iniziata qualche anno fa, con un'ampia partecipazione iniziale, poi un po' alla volta il caso ha fatto incontrare sempre meno ciclisti. I motivi potrebbero essere tanti, ma adesso scavare serve a poco.
Sembra che si riparta, cambiando giorno (da venerdì a giovedì). Casualmente, alcuni ciclisti potrebbero trovarsi stasera verso le 18.30 in piazza Santissima Annunziata (Pedalata) e per una curiosa coincidenza fare un lungo tratto di strada insieme. Chissà.

Ben tornata, Critical Mass. Stiamo pedalando per lo stesso obiettivo.
postato da: patrillo alle ore 07:27 | link | commenti (2)
categorie: che si fa
mercoledì, 24 ottobre 2007

Tutto compreso



In molte zone della città sono parcheggiati quegli invadenti camion detti "vele" il cui solo scopo è quello di andare in giro o parcheggiare in zone ben visibili per mostrare una gigantesca scritta pubblicitaria.
Capita che siano parcheggiati in zone per residenti o con parcheggio a pagamento, dalla mattina alla sera e oltre.

L'altro giorno ho visto due ragazze vestite da poliziotte americane con la scritta "vigilanza della sosta", o qualcosa del genere. Ho immaginato che fossero due cosiddette "vigiline" della Firenze Parcheggi e ho chiesto se ben due di questi camion dall'altra parte della strada avessero il permesso per sostare. No, mi hanno risposto, e noi tutte le volte li multiamo.
E' vero, mi sono detto, ma per fare questa pubblicità quei pochi soldi della multa rientrano nelle spese di gestione, come la benzina per muovere il camion. Un investimento.
Guardando bene, le righe del parcheggio sono bianche, e quindi per residenti: le due ragazze non possono fare multe a quei due camion...

Mi permetto quindi di dire, caro Assessore al decoro e ai vigili urbani, perché non ci pensano i vigili urbani? perché, oltre alla multa, non vengono rimossi e oscurati? Anche perché, proprio dietro a quelle vele, c'è un tabellone delle affissioni comunali, dove qualcuno ha pagato per mostrare la sua regolare pubblicità... ma mostrarla a chi?
postato da: patrillo alle ore 07:57 | link | commenti (1)
categorie: varie ed eventuali, dove passo
martedì, 23 ottobre 2007

Dove vai, sono guai



Giuro, non l'ho fatto apposta. Mi trovo per caso a passare dalla scuola Barsanti, all'Isolotto.
Dentro una sala ci sono quello che mi pare un gruppo di genitori, visto che siamo in una scuola.
Noto anche un paio di esponenti del consiglio di quartiere. Mi fermo ad ascoltare.
Quello sono davvero genitori. Hanno i loro figli che vanno alla scuola elementare (anzi, primaria) M. L. King, a poche centinaia di metri da lì. Come il gruppo delle scuole su via del Sansovino, anche questa è stata toccata dai lavori tramviari. Ma il tema di oggi è un altro: la sicurezza dei bambini nell'attraversare la strada in via Canova. Questa scuola ha infatti due ingressi, uno sul viale Talenti, in prossimità del sottopasso, e l'altro proprio in via Canova.
A suo tempo fu costruita una passerella sopraelevata per scavalcare la strada, ma questa è piuttosto scomoda da usare, per il gran numero di scalini e per la sua impraticabilità da parte di chi ha un passeggino o difficoltà motorie.

I genitori chiedevano più sicurezza: un attraversamento pedonale rialzato o anche il ripristino di quel prezioso servizio di vigilanza stradale fatto da pensionati nell'orario di ingresso e uscita dei bambini.
Beh, le risposte sono state disarmanti. La migliore è stata quando hanno risposto che gli incidenti avvengono anche sulle strisce... che è vero, ma che razza di risposta è? Insomma, la discussione stava prendendo una piega in cui sembrava quasi che qualcuno, per il solo fatto di voler attraversare la strada, dovesse chiedere scusa a chi passava in auto...
Poi è stato detto che si tratta di una importante strada di scorrimento... che ci devono passare i bus... e i camion...

Preso il coraggio a due mani (in fondo, io che c'entravo?) ho chiesto la parola e ho detto la mia: l'articolo 1 del codice della strada parla di priorità della sicurezza delle persone. la sicurezza si ottiene con la repressione (qualcuno chiedeva un autovelox) ma è fondamentale la prevenzione, sagomando la strada in modo che le auto siano fisicamente costrette a rallentare: una chicane in entrambe le direzioni che protegga l'attraversamento. Oppure, l'installazione di un semaforo a chiamata (nessuno ci aveva pensato, e il commento è stato: non possiamo bloccare sempre le auto...). Ho parlato di dimensioni della strada, che le misure sono tabellate dalle norme e di verificare con queste: non sapevano la larghezza della strada...
La riunione si è conclusa con l'impegno, da parte dei consiglieri, di andare alla direzione mobilità e presentare il problema. E speriamo bene.

Intanto, io rimango allibito di fronte a così tanto rispetto verso il transito automobilistico da parte di chi ci governa. Gli amministratori di quartiere dovrebbero conoscere il territorio, viverci, conoscere da vicino le problematiche. Invece capita che qualcuno, anche con arroganza, pensa di sapere lui come, per esempio, si fanno le ciclabili (anche senza mai essere andato in bici, piuttosto con un macchinone) creando invece degli arrosti. Oppure, come ieri, trovare qualcuno che, con naturalezza, ti fa capire che il flusso delle auto non può essere ostacolato più di tanto. E ti cascano le braccia, in entrambi i casi.
postato da: patrillo alle ore 08:02 | link | commenti
categorie: dove passo , autocrazia
lunedì, 22 ottobre 2007

Non basta



Il tipo di rastrelliera aiuta a proteggere la propria bici, ma non è sufficiente.
I ladri delle bici sono sempre in agguato. E le catene tagliate rimaste per terra, monito per gli altri ciclisti, fanno pensare che questo furto sia stato multiplo e ben organizzato.

A noi rimane l’apprensione, lasciando la bici incustodita, e la promessa di comprarci un altro lucchetto, più robusto e, purtroppo, molto più pesante...
postato da: patrillo alle ore 07:35 | link | commenti (1)
categorie: dove la metto
venerdì, 19 ottobre 2007

Belvedere



Andare in bici molte volte è emozionante. Mi torna in mente il mio primo viaggio cicloturistico, due borse, tenda e sacco a pelo e via, pedalare, pedalare e pedalare. Una sensazione di libertà irripetibile, andare lontano restando immerso nel paesaggio, la strada che cambia chilometro dopo chilometro.
Oppure ricordo ancora la salita su una strada di montagna, le curve, lo sterrato, il sole, il profumo dell'erba per poi arrivare lassù in cima, sulla vetta, con il mondo che ti si spalanca davanti e ti lascia senza fiato, e lo spazio è così ampio che non sta tutto nello sguardo.

Ecco, ieri sono uscito dal lavoro. Ho percorso stancamente piazza San Giovanni, mentre finivo in non so quanti megapixel di foto scattate dai turisti. Faccio lo zig-zag tra i pittori di piazza della Repubblica e arrivo in fondo a via Strozzi.

Una inusuale e rumorosa fila di auto mi incuriosisce. Passo accanto alle auto bloccate e mi affaccio in via Tornabuoni mentre la curiosità continua ad aumentare. L'arcano è svelato: c'è un carro attrezzi in mezzo alla strada. Ma che ci fa in mezzo a via Tornabuoni? Mi sposto, cerco una posizione migliore ed ecco che la scena mi si apre davanti in tutto il suo splendore: due vigili, ed un terzo con la casacchina che starà imparando il mestiere, stanno facendo portar via un'auto in divieto di sosta 0-24. Che meraviglia, uno spettacolo che consiglio a tutti. Un vigile che fa il suo rapporto, l'addetto al carro attrezzi che manovra il mezzo come sa fare lui, l'altro vigile che blocca il traffico:  un gioco di squadra fantastico. Il macchinone lancia il suo allarme per avvisare il padrone, chiede pietà, ma il tempo dell'impunità è finito: il carro attrezzi è implacabile, e se lo porta via, liberando la strada da una presenza invadente e non autorizzata.

Lo spettacolo potrebbe finire qui. E invece no. Il vigile prosegue nella sua opera meritoria multando l'auto successiva, anche questa costosissima (perché tutte le auto in divieto di sosta in via Tornabuoni sono costosissime?). Sono ripartito: i miei impegni mi hanno impedito di vedere se sarebbe entrato in azione un secondo carro attrezzi, e magari un terzo, un quarto...
Il carro attrezzi, il miglior amico della tua città!
postato da: patrillo alle ore 07:54 | link | commenti (2)
categorie: varie ed eventuali, autocrazia