Dove vai, sono guai
Giuro, non l'ho fatto apposta. Mi trovo per caso a passare dalla scuola Barsanti, all'Isolotto.
Dentro una sala ci sono quello che mi pare un gruppo di genitori, visto che siamo in una scuola.
Noto anche un paio di esponenti del consiglio di quartiere. Mi fermo ad ascoltare.
Quello sono davvero genitori. Hanno i loro figli che vanno alla scuola elementare (anzi, primaria) M. L. King, a poche centinaia di metri da lì. Come il gruppo delle scuole su via del Sansovino, anche questa è stata toccata dai lavori tramviari. Ma il tema di oggi è un altro: la sicurezza dei bambini nell'attraversare la strada in via Canova. Questa scuola ha infatti due ingressi, uno sul viale Talenti, in prossimità del sottopasso, e l'altro proprio in via Canova.
A suo tempo fu costruita una passerella sopraelevata per scavalcare la strada, ma questa è piuttosto scomoda da usare, per il gran numero di scalini e per la sua impraticabilità da parte di chi ha un passeggino o difficoltà motorie.
I genitori chiedevano più sicurezza: un attraversamento pedonale rialzato o anche il ripristino di quel prezioso servizio di vigilanza stradale fatto da pensionati nell'orario di ingresso e uscita dei bambini.
Beh, le risposte sono state disarmanti. La migliore è stata quando hanno risposto che gli incidenti avvengono anche sulle strisce... che è vero, ma che razza di risposta è? Insomma, la discussione stava prendendo una piega in cui sembrava quasi che qualcuno, per il solo fatto di voler attraversare la strada, dovesse chiedere scusa a chi passava in auto...
Poi è stato detto che si tratta di una importante strada di scorrimento... che ci devono passare i bus... e i camion...
Preso il coraggio a due mani (in fondo, io che c'entravo?) ho chiesto la parola e ho detto la mia: l'articolo 1 del codice della strada parla di priorità della sicurezza delle persone. la sicurezza si ottiene con la repressione (qualcuno chiedeva un autovelox) ma è fondamentale la prevenzione, sagomando la strada in modo che le auto siano fisicamente costrette a rallentare: una chicane in entrambe le direzioni che protegga l'attraversamento. Oppure, l'installazione di un semaforo a chiamata (nessuno ci aveva pensato, e il commento è stato: non possiamo bloccare sempre le auto...). Ho parlato di dimensioni della strada, che le misure sono tabellate dalle norme e di verificare con queste: non sapevano la larghezza della strada...
La riunione si è conclusa con l'impegno, da parte dei consiglieri, di andare alla direzione mobilità e presentare il problema. E speriamo bene.
Intanto, io rimango allibito di fronte a così tanto rispetto verso il transito automobilistico da parte di chi ci governa. Gli amministratori di quartiere dovrebbero conoscere il territorio, viverci, conoscere da vicino le problematiche. Invece capita che qualcuno, anche con arroganza, pensa di sapere lui come, per esempio, si fanno le ciclabili (anche senza mai essere andato in bici, piuttosto con un macchinone) creando invece degli arrosti. Oppure, come ieri, trovare qualcuno che, con naturalezza, ti fa capire che il flusso delle auto non può essere ostacolato più di tanto. E ti cascano le braccia, in entrambi i casi.