F I R E N Z E i n B I C I b l o g

i pazzi siamo noi, ciclisti urbani a Firenze !? .... unofficial blog

Chi sono

Blogger: biciblogger
Nome: un bloggger dalla personalità multipla, sdoppiata, anzi strippata

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 27 giugno 2008

L'Assessore al Buonumore 9



Non riscuotono lo stesso clamore, ma se pensate ai titoloni sui giornali quando arriva una mandata di "cartelle pazze" con ingiunzioni di pagamento sbagliate, un po' di considerazione dovrebbe essere data anche ai "cartelli pazzi" che si trovano in giro.
Lo so, non sono lì a caso: c'è sempre lui, l'Assessore al Buonumore, che ci mette lo zampino. Come giustificare altrimenti un cartello di divieto di sosta con scritto "divieto di sosta" (come una sorta di sottotitolo) messo su un marciapiede? Per strappare un sorriso a chi magari ha avuto una giornata terribile, oppure ha litigato con il capoufficio, o magari ha fatto mezz'ora di coda. Grazie al suo intervento provvidenziale, l'Assessore al Buonumore riesce a farci raddrizzare una giornata storta. Potremo mai smettere di ringraziarlo? No.

Piuttosto, sullo sfondo si vede un'auto parcheggiata sul bel marciapiede allargato dopo il passaggio della tramvia: che ci sia poco da ridere?
postato da: patrillo alle ore 07:58 | link | commenti (2)
categorie: dove passo , che si fa
giovedì, 26 giugno 2008

La soluzione definitiva



Non avrete dimenticato le lunghe questioni sulle ciclabili interrotte e i percorsi alternativi necessari a mettere in sicurezza il ciclista.
La ciclabile di via Tornabuoni, per chi ci passa tutti i giorni, è lo specchio della ciclabilità cittadina: c’è ed esiste, almeno in teoria, ma di fatto è quasi sempre occupata da cantieri o utilizzata come piazzola di sosta.

La soluzione all’interruzione sperimentata potrebbe far scuola, ed allora sarebbero dolori: niente più percorsi alternativi, ma un bel cartello di divieto di accesso alle bici. In questo modo “loro” sono tranquilli e a me (o a te) tocca arrangiarsi.
postato da: patrillo alle ore 07:03 | link | commenti (1)
categorie: dove passo , che si fa
martedì, 24 giugno 2008

Arruoliamoci



Mentre sta per arrivare il "pacchetto sicurezza" (ma i pacchetti non si scambiano a Natale?), è giunto il momento di prendere di petto il decoro cittadino e di portare il nostro contributo alla rinascita urbana. Sappiamo già che usare le nostre biciclette migliora l'aria e la vivibilità, anche quella degli altri.

Adesso c'è bisogno di uno scatto ulteriore, e so che ce lo possiamo permettere.

Muoversi a bassa velocità ci fa scoprire immediatamente se c'è qualcosa che non va e cosa andrebbe redarguito. Sappiamo bene come sia facile creare intralcio e pericolo per noi, i pedoni e i disabili. Ci rendiamo conto di come sia possibile ingombrare un marciapiede e costringere una madre con il passeggino a scendere in mezzo alla strada, con i rischi che ne conseguono. Ecco, è il momento di dare il nostro aiuto contro le Forze del (parcheggiato) Male: diamo all'Amministrazione il nostro contributo costituendo il D.O.D.D.O. (Drappello Osservatori delle Deviazioni al Decoro Oggettivo), un corpo speciale volontario che segnali alla polizia urbana, per un pronto e risolutivo intervento, le situazioni di attacco ai più deboli della città. Non si tratta della solita ronda, attività nordica attualmente di moda ma poco attraente, quanto di coadiuvare chi veglia sull'ordine civico, tutto secondo gli articoli 3, 6, 94 e 95 dello Statuto comunale.


Se anche tu vuoi essere parte di questo rinascimento, non indugiare e segnala la tua disponibilità all'Amministrazione: scarica il modulo di arruolamento e invialo all'Assessorato alla sicurezza.

La tua città ha bisogno del tuo aiuto.

postato da: patrillo alle ore 23:43 | link | commenti (4)
categorie: varie ed eventuali, dove passo , che si fa
lunedì, 23 giugno 2008

Bici pride



La settimana scorsa c'era un incontro tra associazioni ciclistiche cittadine, politici e tecnici. Io non c'ero, ma ho letto i resoconti di persone affidabilissime, quindi garantiti al limone.
Aldilà delle valutazioni su quello che è stato fatto e non fatto, che possono essere più o meno opinabili, mi ha fatto sorridere leggere del pensare ai ciclisti "orgogliosi di andare in bicicletta, e facendolo vedere".
Curioso, vero? Chissà se i ciclisti di Copenhagen, Brema, Basilea o Ferrara sono orgogliosi di andare in bici.
Sul vocabolario, alla voce orgoglio trovo "sentimento unilaterale ed eccessivo della propria personalità o casta, che isola l'individuo o ne altera i rapporti sociali o affettivi... " e ammesso che ne esita una forma "attenuata" non biasimevole, se l'obiettivo è aumentare il numero dei ciclisti, quella dell'isolamento e del senso di superiorità non è la strada giusta, no?

Le stesse parole di "orgoglio" le ho sentite dire con le mie orecchie qualche anno fa dalla stessa persona nel giustificare la nuova ciclabile della Fortezza (720 metri -di cui molti su un banale e stretto marciapiede, nemmeno riverniciato- al costo di oltre 250.000 euro), opera e spesa necessaria a far vedere agli automobilisti che nella nostra città i ciclisti sono importanti e tenuti in considerazione. Curioso spendere una cifra del genere per meno di un chilometro (e tra l'altro con la pista già presente sull'altro lato) quando allo stesso prezzo si potevano stendere tre chilometri di pista in sede propria (invece, paghi 3 prendi 1?).
Poi, basta con "l'orgoglio". Vado in bici perché mi piace, perché è comoda, perché mi rilassa, perché non inquina: cosa c'entra l'orgoglio? Gli automobilisti sono orgogliosi di andare in auto? e i pendolari lo sono di andare in treno?.

Lasciamo perdere l'orgoglio che, come sentimento, di solito procura solo guai: si pensi piuttosto alla sicurezza (chi non va in bici e vorrebbe farlo mi dice sempre: "sarebbe bello, ma io ho paura": possibile che non ci pensi mai nessuno?) e a far bene progetti e percorsi.
postato da: patrillo alle ore 07:23 | link | commenti
categorie: hanno detto
venerdì, 20 giugno 2008

La pena esemplare



Se funzionerà davvero, ben venga. Quando si viene fermati con un tasso alcolico nel sangue superiore a 1,5 g/l la propria auto viene confiscata. Cioè diventa proprietà dello Stato: buona idea, ma ci sono un paio di pecche, almeno secondo me.

La prima è che la confisca avviene solo se si guida la propria auto e non quella altrui (per esempio la berlina del babbo, il gippone della mamma, la supersport del fratello... queste torneranno a casa, nonostante i legittimi proprietari le abbiano consegnate a chi si potrebbe dimostrare incapace di usarle; se invece è intestata alla propria ditta, cosa succederà?).
La seconda è l’uso di queste auto: polizia e carabinieri non potranno utilizzare tutti i gipponi e le berline sequestrate, quindi una parte di queste saranno messe all’asta e potrebbero cadere di nuovo in mani sbagliate.

La mia soluzione è la pena di morte. Non per l’autista, ci mancherebbe, ma per l’auto. Ad ogni confisca, l’auto dovrebbe essere portata al disfacimento più vicino e messa nella pressa, riducendola ad un cubetto di lamiere, sotto gli occhi del suo (ex) proprietario. Tutti i cubetti prodotti poi, a scopo educativo, dovrebbero essere utilizzati per creare dei paracarri da porre lungo strade statali e autostrade, in modo che siano da monito agli altri automobilisti.
Secondo alcuni dati, nei primi quattro mesi dell’anno, con le norme attuali ci sarebbero state 3500 confische. Non è un problema da poco.
postato da: patrillo alle ore 07:06 | link | commenti
categorie: che si fa
giovedì, 19 giugno 2008

Come una volta



Una volta ci trovavamo con gli amici dopo aver fatto i compiti, e giocavamo a pallone per strada. Si facevano le squadre, si mettevano i giubbotti come pali e via, si giocava. I furbetti stringevano un po’ alla volta i pali della porta, così che ogni tanto bisognava fare la verifica.
L’asfalto della strada era ottimo anche quando aveva appena smesso di piovere, perché non ci riempivamo di fango, ma era deleterio quando si cadeva per terra... quanti gomiti sbucciati, e pantaloni strappati?

Le auto circolavano a bassa velocità, perché i conducenti sapevano (o immaginavano) che c’erano i ragazzi a giocare, cioè i loro figli con i figli dei vicini.
Si poteva giocare, a volte la palla andava in qualche giardino e sacrificava i fiori (adesso non vi rendo più il pallone...), altre volte batteva un po’ troppo forte sulle auto parcheggiate... ed era un guaio...

Non sto raccontando una storia di cent’anni fa, ma quello che succedeva in qualche strada “solo” trent’anni fa, finita l’austerity e con le auto che pian piano stavano conquistando gli spazi urbani. Oggi vediamo tutti com’è andata a finire, con i bambini che sono stati cacciati in casa loro a giocare con i videogames per far spazio alle auto, che siano in movimento o ferme.

Per questo motivo mi sono quasi commosso nel vedere questi ragazzi che, nel terzo millennio, riescono a tirare due calci al pallone per strada. Fino a quando?
postato da: patrillo alle ore 07:45 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali, autocrazia
mercoledì, 18 giugno 2008

Ci passo o non ci passo?



Come dimenticarlo? Un gippone in divieto di sosta in San Frediano blocca il bus (e tutto il resto) per mezz'ora, causando un caos memorabile, con ritardi e corse saltate.
Finalmente tutto questo è stato chiamato con il suo nome: non (solo) divieto di sosta, ma interruzione di pubblico servizio, grazie all'iniziativa della procura.
Nelle scorse settimane, anche l'ATAF ha deciso di chiedere i danni al proprietario del mezzo.
Vedremo come andrà a finire. Intanto ben venga la difesa del servizio pubblico e la vigilanza sui percorsi dei bus, che siano preferenziali o no.
Se i bus non sono liberi di viaggiare, il loro destino è quello di girare sempre più vuoti. E quindi a vuoto.
postato da: patrillo alle ore 07:43 | link | commenti
categorie: dove passo , che si fa
martedì, 17 giugno 2008

Ancora le palle di piazza della Repubblica



Accolta trionfalmente, la decisione di pedonalizzare piazza della Repubblica si è concretizzata con delle scelte discutibili. Tralascio la bellezza o la bruttezza del seminare palle nelle piazze italiane, guardiamo la loro funzione.
Sono mezze sul perimetro della piazza per evitare le intrusioni dei mezzi a motore e permettere il passaggio di pedoni e ciclisti. Nei fatti, quelle file di palle sono state scambiate per una sorta di linea di parcheggio, bloccando di fatto il passaggio di chi, in quell’area pedonale, si dovrebbe muovere lecitamente.

Ricorderete un precedente post in cui si vedeva il furgoncino dei vigili urbani piazzato proprio davanti al passaggio pedonale invece che davanti alla catena. In questa immagine si vede come l’ostruzione sia una prassi, tanto che è pure previsto il parcheggio dei taxi. E’ mai possibile che nessuno ci pensi?
postato da: patrillo alle ore 08:36 | link | commenti
categorie: dove passo
lunedì, 16 giugno 2008

Sicurezza muscolare

16 GIUGNO [ANZA] - FIRENZE - Trapelano già le prime indiscrezioni riguardo l'uso dei militari nel pattugliamento urbano. Nella nostra città sembrano già certi alcuni elementi che dovrebbero contribuire al miglioramento della percezione della sicurezza.

Per iniziare, un cacciatorpediniere sarà alla fonda nella zona dell'Indiano, in modo da intercettare i motoscafi dei contrabbandieri di sigarette, mentre alla pescaia di Santa Rosa gli incursori subacquei impediranno il suicidio di chi si lancerà nel fiume. La cavalleria vigilerà sul rispetto dei limiti di velocità, lanciandosi alla carica non appena qualche mezzo non autorizzato supererà i limiti consentiti. Il genio tramvieri cercherà di trasferire un po' del suo genio nei progetti tramviari se dovesse trovarli deficitari, e i Paracadutisti si lanceranno sui magazzini e i laboratori di merce contraffatta. L'artiglieria presidierà il Palazzo Vecchio, nel caso qualcuno dovesse spararle troppo grosse, mentre i carristi di Fanteria si muoveranno (al di fuori della ZTL) con i carri Leopard e Ariete per rallentare il traffico. I Bersaglieri ciclisti pattuglieranno le ciclabili cittadine per evitare pericolose intrusioni; l'area di competenza degli Alpini potrebbe essere invece la zona del piazzale Michelangelo. Infine, gli Artificieri avranno l'ordine di far saltare, con cariche controllate, auto e furgoni che, parcheggiati impropriamente, impediscano il transito di pedoni, ciclisti e mezzi pubblici.

postato da: patrillo alle ore 06:43 | link | commenti (1)
categorie: varie ed eventuali, che si fa
giovedì, 12 giugno 2008

Nuova mostra, vecchia musica



Ancora una volta, ecco l'occupazione del marciapiede della Fortezza. La ciclabile è chiusa, come un salumiere di domenica, come l'anagrafe il venerdì pomeriggio, come un barbiere di lunedì.

La differenza è che tutti sanno quando aprono e chiudono negozi e uffici, mentre le ciclabili no, si aprono e si chiudono donandoci lo stesso effetto sorpresa che molti anni fa diedero le acque del mar Rosso, aprendosi e chiudendosi a comando.

Provate ad arrivare dal viale Belfiore. Guardate il cartello.

Parla di ciclabile chiusa, e la freccia manda a sinistra. Solo che a sinistra il passaggio è pedonale, come si intravede da dietro il fogliame. Che l'astuto programmatore della viabilità voglia mandare il ciclista contromano sul viale?

Più semplicemente, il dilemma si riduce tra il passare inmezzo alle transenne del passaggio pedonale oppure tornare indietro di diverse centinaia di metri, attraversare al semaforo e imboccare il glorioso tunnel nel tunnel (quello con i vetri oscurati per la tutela della privacy) sull'altra riva del fiume di auto.

Urge un corso accelerato di mobilità ciclistica per qualche decina di uffici. Anzi, d'ora in poi in giro solo con bici (e non auto) di servizio: tempo due mesi e la situazione migliorerà, eccome se migliorerà...

postato da: patrillo alle ore 23:20 | link | commenti
categorie: dove passo