
E' un corpo malato, la città. Malato di smog e di traffico.
I suoi anticorpi si insinuano nel traffico in bici, veloci e pacati, invisibili ed efficaci.
La situazione è critica e la cura è lunga, ma non c'è da disperare. A poco a poco, pedalata dopo pedalata, il virus del gipponio invasore sarà battuto e l'organismo liberato.
Se non ce la farà il desiderio di vivere tranquilli in una città più sana, ci penserà l'intelligenza a farci liberare dall'invasione delle quattro ruote.
Domani ricordiamo con rispetto una Liberazione ancora più importante, ma pensiamo anche alla prossima, quella per cui, con semplicità, stiamo lavorando in silenzio per colorare un mondo grigio.
In silenzio, ma pedalando sempre avanti.
