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i pazzi siamo noi, ciclisti urbani a Firenze !? .... unofficial blog

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giovedì, 28 febbraio 2008

Miracolo a Firenze!!

Come nel film "Miracolo a Milano" (De Sica, 1951) a volte anche i più sfegatati atei si trovano davanti agli occhi eventi soprannaturali.

Nel caso di Firenze si tratta degli attraversamenti ciclabili che, dopo 4 anni di bombardamenti su Uffici comunali e Assessori, finalmente cominciano a spuntare come funghi.

Purtroppo, oltre ai miracoli. ci sono anche le cattive notizie: 
Amministrazioni Comunali che eliminano le ciclabili

Per esempio

San Donato Milanese, la calata dei barbari.

oppure
 
Verona, la vendetta del Sindaco

Miracoli e disgrazie, c'è chi scende e c'è chi sale ... quanti proverbi!

 
postato da: ODYSSAEUS alle ore 17:49 | link | commenti (2)
categorie: hanno detto, autocrazia, ciclopoeti, traffico firenze
martedì, 19 febbraio 2008

con gusto faccio un copia-e-incolla:

o icche tummi fai???


Oh insomma San Razzanellio o icche tummi fai??? E io he ti hredevo ganzo come quell'attro, home si chiama, sì insomma Padre Pippo o Pio, quello lì. Lui si li fa peddavero i' miraholi, e te invece? Ocche si fanno i miraholi a metà o a un quarto? Tu se' proprio poho serio, San Razzanellio, mi sa che un ti do più retta.

Io digià speravo he quando mi posso comprare i' gippone un ci fossero tramme e muretti ni' mezzo a dammi noia: non perchè posteggiare solo sui marciapiede o figuriamoci indo si pole, un va mica punto bene!. L'è una limitazione della mi' libertà. Quando finarmente potrò vendere i' motorino e pgliare i gippone per fa' i' comodi mia, poi mi ritrovo un muretto tremendo indo passa i tramme e magari pe' montacci sopra rischio uno sgraffio ai Suvve? Eh noooo eh!!!

Tu m'hai propio deluso, e ora ti levo anche i' Santo, ti chiamo Razzanellio e basta, e poi ti metto 'nsieme a quell'attro grullo che cianciava dell' incanto de' viali 'ome gli ha voluti i Poggi, home si chiama, ah ecco sì Trippa di Meana. Vu state propio bene 'nsieme voi due!

postato da: ODYSSAEUS alle ore 19:33 | link | commenti (1)
categorie: ciclopoeti, tramvia
venerdì, 15 febbraio 2008

Perdere il gippone

Ieri, San Valentino, festa degli innamorati.
Ho voluto dedicare  una canzone che racconti l'amore verso la nostra città, e questo amore non può arrivare che con un carro attrezzi.
e adesso, facciamo il coro...

Perdere il gippone

Non posso andare via
sono rimasto a piedi
la macchina era lì
perché tu me lo chiedi?
L’ho messa dove ieri
chissà perché non c’è
c’aveva i vetri neri
sgommavo come te...

Perdere il gippone
perché in doppia fila
quando il carro attrezzi
ha il lampeggiante sempre acceso
cerchi di capire
ma non trovi il modo
perdere il gippone e avere voglia di morire

Voglio l’Assessore
fatelo chiamare
lo lasciavo tutti i giorni
nello stesso modo
che vuol dire se era in divieto
io ci rimanevo giusto un minuto
e poi ripartivo...

Me ne rendo conto
io lì ci parcheggiavo
col contrassegno finto
disabile sembravo
il vigile arrivava
scrutava il parabrezza
la multa riempiva
e con gusto la lasciava...

Perdere il gippone
che è sul marciapiede
quando il carro attrezzi
ti si aggancia all’avantreno
cerchi di spiegare
non succede niente
ti han punito solo
per un parcheggio da fetente

Voglio un avvocato
sono un innocente
son perseguitato dalle multe di sicuro
non ammazzo mica qualcheduno
non dà noia, giuro, a nessuno
quasi a nessuno...

Perdere il gippone
era sulle strisce
che vuol dire
se non ci passava il passeggino
non c’è mai un posto
per sostare
dimmi dove lo metto perbenino
dimmi ‘n do’ lo metto

lo lasciavo tutti i giorni
nello stesso modo
che vuol dire se era in divieto
io ci rimanevo giusto un minuto
e poi ripartivo...

Perdere il gippone...
postato da: patrillo alle ore 08:10 | link | commenti
categorie: ciclopoeti
giovedì, 03 gennaio 2008

Cicloroscopo 2008



Ariete
Pensate alla salute, alla vostra e a quella altrui: quelli che non sono medici potranno contribuire alla salute pubblica meglio di qualche amministratore andando e facendo andare in bici. Sarà poco, ma molto più efficace di un ispirato comunicato stampa.

Toro
Vincete la vostra pigrizia, e mettetevi al servizio dei vostri “colleghi”: se qualcosa non va, scrivete, denunciate, manifestate usando tutta la vostra creatività. Non sarà sufficiente, sia chiaro, ma servirà a suscitare l’attenzione altrui.

Gemelli
Vi sentirete spesso a terra, darete la colpa al mondo crudele, ma la soluzione è dietro l’angolo: gonfiate di più le ruote, pigroni, perché altrimenti pedalerete con più fatica e rischiate di trovarvi ancora più a terra: con una foratura.

Cancro
Forse l’amore si affaccerà nella vostra vita, ma dovrete superare la riservatezza che vi appartiene: in bici si è più aperti e solari. Chi potrebbe innamorarsi di un guidatore/trice di gippone? E’ più romantico pedalare affiancati o rinchiusi in un macchinone?

Leone
Siete molto forti, e questa consapevolezza non vi ha ancora fatto venire in mente che, in fondo, fare un viaggio in bici non è così fuori dal mondo. Perché non cercare un itinerario adatto e provare? Una buona compagnia e un paio di borse, e il viaggio comincia fuori di casa.

Vergine

Puntigliosi siete, e puntigliosi resterete ancora: denunciate piste fuori norma (e questa è la norma), scalini pericolosi, e poi buche, interruzioni, cartelli che vanno e vengono. Un lavoraccio per chi vorrebbe più Svizzera in questo suk ciclistico cittadino.

Bilancia

Se il lavoro è importante per voi, quale migliore occasione per iniziare e concludere alla grande la giornata andando in ufficio (o in fabbrica, in negozio, a scuola) in bicicletta? Guanti, cappello (in inverno) o una maglietta di ricambio (in estate) e sarete ben rilassati per tutto il giorno.

Scorpione
Non mettetevi in cattiva luce: uscite dall’oscurità dei vostri animi utilizzando luci a dinamo e a pila, nastri catarifrangenti e tutto quello che può essere utile a farvi notare. In natura essere vistosi aiuta a vivere meglio, sulle strade aiuta a sopravvivere.

Sagittario
Fiduciosi da sempre, siete disposti a credere che un giorno la nostra città diventi finalmente a misura d’uomo (e di donna, e di bambino). La vostra carica trasmette energia anche a chi è vicino, ma aiutateci a vedere segni di cambiamento. Eventualmente anche con una lente.

Capricorno
Tutti dicono che avete la testa dura, e forse hanno ragione, ma non dimenticate che il casco potrebbe essere più efficace in determinati casi: allacciatelo bene, non come qualche motociclista che solo usa come fosse un cappello

Acquario
Cercate l’autonomia, e per dimostrarlo non c’è di meglio che andare a spasso in bici infischiandosene di code, scioperi e rincari della benzina che colpiscono il cittadino medio. Almeno fino a quando qualcuno capirà che è normale usare la bici quando è possibile. Sarà un gran giorno.

Pesci
Vi lanciate sempre in cerca di qualcosa di interessante e nuovo, ma non dimenticate che prima o poi dovrete fermarvi a riflettere. La cosa migliore, in questi casi, è avere freni in perfetta efficienza: non potete permettervi di fermarvi strusciando i piedi per terra.
postato da: patrillo alle ore 07:39 | link | commenti
categorie: varie ed eventuali, ciclopoeti
sabato, 26 maggio 2007

I TEMERARI
Successo della pedalata all'alba
 
La "Pedalata onirica" organizzata da FirenzeInBici il 26 maggio 2007 ha avuto luogo con buona partecipazione, divertimento e piacevolissimo "stare insieme", a detta di alcuni intervistati - e questo benchè un prestigioso mega-dirigente avesse dimenticato colpevolmente di inviare i comunicati stampa in tempo utile e a dispetto delle cattive previsioni del tempo, chiaramente manipolate dalla lobby dell'auto.
 
Poco dopo le 6 del mattino da piazza Alberti il gruppone si è lanciato nella perigliosa impresa con coraggio e determinazione. La consigliera Simonetta, nettamente in ritardo, si è distinta per una ardita incursione contromano in via Gioberti, mirante a recuperare il gruppo (e non incorrere così nelle ire del Sultano v-Al-Erion).
 
Nonostante l'ora antelucana e il traffico quasi inesistente, non sono mancati strombazzamenti, sorpassi con tentato omicidio e addirittura un cretino che in via dell'Agnolo, palesemente sotto gli effetti dell'Ecstasy assunto in discoteca durante la notte, urlava dal finestrino "andate a lavorareeeee"!
 
Secoli di storia, da Giotto a Brunelleschi, da Dante a Michelangelo,  assistevano attoniti all'inusuale schiera di ciclisti silenziosi, al posto delle consuete orde di scooter rombanti, fuoristrada minacciosi e furgoni puzzolenti. Altrettanto attoniti, a giudicare dalle bocche aperte, erano anche gli spazzini e pochi  altri figuri che popolavano la città di Lorenzo Il Magnifico a quell'ora.
 
In piazza della Repubblica, su proposta del misterioso "ciclista Z" dall'aria spiritata, è stata aggiunta per acclamazione una seconda tappa fino a piazzale Michelangelo, tragitto che ha provato duramente molti partecipanti.
 
Si mormora che in alcuni casi sia stata necessaria la respirazione bocca-a-bocca, ma la salvezza è giunta con l'arrivo all'arco di S. Pierino soprattutto tramite l'assunzione urgente di caffè, cappuccini e briosce.
 
Fra le note di colore: un oscuro ceffo che si spacciava per amministratore delegato di FirenzeInTriciclo SpA (affiliata alla multinazionale FIAB Corporation) ha tentato di raccogliere cifre esorbitanti per iscrizioni ad una fantomatica associazione, mentre alcuni scagnozzi sottoponevano i presenti a disgustose pressioni psicologiche per scucir loro anche poche lirette fuori corso, promettendo mirabolanti assicurazioni RC per chi si muove in bicicletta.
 
Segnalata anche la presenza di un cameraman, forse un inviato di un Ciclo-Telegiornale lombardo in incognito.
 
Stupore degli organizzatori per la presenza di molte nuove facce, oltretutto giovanili e prevalentemente di sesso femminile.
 
Purtroppo assenti, anzi latitanti, i politici "amici" invitati, che hanno in tal modo peggiorato il loro tasso di gradimento rispetto agli anni precendenti. Voci di corridoio (... omissis ... XXXX censura)
 
Bici-Pulitzer
inviato speciale
postato da: ODYSSAEUS alle ore 17:53 | link | commenti
categorie: ciclopoeti
venerdì, 11 maggio 2007

Ciao mamma



Domenica è la festa della mamma. Probabilmente è un'altra ricorrenza inventata per vendere fiori e cioccolatini... però ho pensato che in ogni caso sono le mamme (e i babbi) che insegnano (o no) ai bimbi ad andare e ad usare la bicicletta.
Allora, cari babbi e mamme, oltre ad insegnare a mangiare con le posate ricordatevi di dire ai vostri bimbi che usare la bici è bello e utile. Hanno tutto da guadagnarci.


Ciao mamma

Che bello è, quando c’è l’aria fresca
e pedalare pedalare ci fa stare bene
è una libidine, una soddisfazione
quando si può andare in giro senza un motore
che bello è, trovar la rastrelliera
e lasciare, sì, lasciar la bici più tranquilli
è una libidine, una soddisfazione
è una libidine, una soddisfazione
ciao mamma guarda, vado in bicicletta
ciao mamma guarda, vado in bicicletta
ciao mamma guarda, vado in bicicletta
ciao mamma guarda, vado in bicicletta
aleee, o-oh, aleee, o-oh, aleee, o-oh, aleee, o-oh,

E se ancora ci sarà
una lunga coda in città
mi spiace per voi
io vado in bicicletta
è una libidine, una soddisfazione
è una libidine, una soddisfazione
ciao mamma guarda, vado in bicicletta
ciao mamma guarda, vado in bicicletta
ciao mamma guarda, vado in bicicletta
ciao mamma guarda, vado in bicicletta
aleee, o-oh, aleee, o-oh, aleee, o-oh, aleee, o-oh,

(coro)
Che bello è, quando c’è l’aria fresca
e pedalare pedalare ci fa stare bene
che bello è, trovar la rastrelliera
e lasciare, sì, lasciar la bici più tranquilli
è una libidine, una soddisfazione
è una libidine, una soddisfazione
ciao mamma guarda, vado in bicicletta
ciao mamma guarda, vado in bicicletta
ciao mamma guarda, vado in bicicletta
ciao mamma guarda, vado in bicicletta...
postato da: patrillo alle ore 07:28 | link | commenti (2)
categorie: ciclopoeti
mercoledì, 14 febbraio 2007

Innamorati, sempre



Autista triste più di me, ah ah
che sbuffi mentre guardi me, ah ah
io passo lesto avanti più di te, ah ah
e in coda resti fermo un po’

Autista triste voglio aiutare te
andar vorresti dove pare a te
ma se non cambi mezzo almeno un po’
ferma la fila resterà

Non puoi pensar da solo
non puoi viaggiar da solo
perché di tutti è la città
spegni il motore allora
prendi la bici ancora
pedala in giro sempre
in piena libertà

Autista triste copia me, ah ah
scegli la bici come me, ah ah
tanti pedalan come noi, ah ah
e un giorno tutto cambierà, vedrai
eh eh eh, vedrai
eh eh eh, vedrai
non dobbiamo mollare mai
non dobbiamo mollare mai
non dobbiamo mollare mai
non dobbiamo mollare mai
....
postato da: patrillo alle ore 07:16 | link | commenti
categorie: ciclopoeti
venerdì, 09 febbraio 2007

Salvate il ciclista Mario



Salvate il ciclista Mario
salvatelo dalle auto che gli tagliano la strada
salvatelo dallo zig-zag per scansare le buche
salvatelo dagli amministratori che “lo so io come si fa”
salvatelo dalle piste sui marciapiedi
salvatelo dall'autista di gippone, che lo vede come un intralcio
salvatelo dai pedoni che sciamano sulle ciclabili (quelle vere)
salvatelo dall'aria avvelenata
salvatelo da chi non lo vede perché guida con il telefonino
salvatelo dagli economisti, perché se non consuma non esiste
salvatelo da chi gli porta via la bici
salvatelo dalle dimenticanze dei progettisti
salvatelo dagli scooteroni, che lo accerchiano con i loro gas ad ogni semaforo rosso
salvatelo dalle grandi opere perché ha bisogno di quelle piccole
salvatelo dai sobbalzi degli scalini troppo alti
salvatelo dai bus e dai taxi che gli passano vicino, troppo vicino
salvatelo dagli industriali dell'auto, perché non li considera
salvatelo dalle aree pedonali a senso unico
Salvate il ciclista Mario. E tutti gli altri e altre.
Salvateci. Salviamoci.
postato da: patrillo alle ore 07:33 | link | commenti (4)
categorie: ciclopoeti
venerdì, 13 ottobre 2006

Questa piccola piccola pista



Quella pista fiorentina
tanto stretta al punto che non c’era mai posto
e quel progetto precisino
che gliel’ho detto sempre io, mi sembrava sciatto
E nelle sere d’estate le auto sopra lasciate
e trovarsi la voglia di vederle multate
maledizioni lanciate, ti lascian quattro sgassate
e pensar le piste a Berlino
ci sono davvero, l’ho viste lo giuro, ci sono ci sono a Berlino...

e lei,
piccola pista col parapetto
lo sapeva bene che ci stavo stretto stretto
e lui, lui progettista un po’ indecente
visto che ora non ci passa neanche un foglio un po’ radente
perché
lei è solo una
piccola piccola pista
solo una piccola piccola pista
niente più, due metri, niente più
mi mancan da morire
altri tre metri di larghezza
adesso che saprei misurare
adesso che saprei contestare
adesso che voglio una pista un po’ più larga...

Quella sua misura strana
pure senza metro io l’avrei riconosciuta
Mi dicevan “sì va bene”
ma io questa cosa qui mica l’ho mai creduta
E scansar pedoni turisti e pure innamorati
pedalate sempre nervose e freni tirati
mi stufo alla fine a passare sempre quaggiù
i metri son pochi:
non sono sicuro se mi servi davvero
non sono non sono sicuro
e lei
lei tutt’a un tratto lo capiva
era solo un marciapiede che arrossiva
e io
io che volevo ben pedalare
io mi ritrovo su un marciapiede da buttare
e lui
lui è
solo un piccolo marciapiede
solo un piccolo marciapiede
niente più di questo, niente più
gli basta verniciare
per mandarci a pedalare
e intanto hai pedon da scansare
e intanto hai da scampanellare
ma adesso io
voglio una grande vera pista...
postato da: patrillo alle ore 07:21 | link | commenti
categorie: ciclopoeti