No T.A.B. 18
Sono divertenti le chiacchiere da bar, è buffo dividersi in schieramenti e fare a chi ha ragione basandosi sugli umori della pancia, sui capricci del proprio ego e su chi vocia più forte. L'argomento tramvia è diventato fonte di dibattito tra tifosi come quello tra le squadre di calcio, gli schieramenti politici e così via: non è però possibile giocare tutto il giorno e tutti i giorni, perché là fuori il mondo si muove, e lo fa sul serio.
Nel mio piccolo mi piace approfondire gli argomenti, per quanto possibile, invece di affidarmi alle chiacchiere di quello e di quell'altro. Sarò un po' lungo, ma credo valga la pena di leggere fino in fondo.
Sono andato sul sito ufficiale della tramvia e ho scaricato, con una certa fatica tra l'altro, una quarantina di tavole riguardanti i percorsi delle linee
2 e
3. Per la linea 1 non ne ho più bisogno, visto che il suo percorso ce l'ho ben presente.
Nella mia fervida fantasia, e in quella di molti altri, la tramvia era un modo per rilanciare una mobilità alternativa, abbattere l'inquinamento e dare una vigorosa sterzata verso la costruzione di nuove infrastrutture ciclistiche.
Ingenuamente, ci ho creduto finché non ho cominciato a vedere qualche progetto. Giorno dopo giorno mi sto rendendo conto che, oltre a tutto quello che ho già contestato da tempo, questi progetti tramviari si muovono contro la mobilità ciclistica. Sì, contro. E' amaro dirlo, ma devo farlo. Non ci credete, lo so, perché all'inizio non ci credevo nemmeno io. Ma ecco qua quello che sono riuscito a capire dai disegni e sul campo.
Linea 1
Almeno nel tratto via Sansovino-Scandicci, ci sono circa 4-5 km di strada con due corsie per parte. Ogni corsia è larga 3,75 metri. Abbiamo chiesto, in un incontro con esponenti del quartiere, di togliere 50 centimetri (25+25) alle due corsie per portare i marciapiedi a 2 metri di larghezza per farci andare ciclisti e pedoni. No, ci è stato detto, il progetto è definitivo. Nel frattempo sono passati 2 anni e una quarantina di varianti di progetto. E siamo a chiedere il permesso per mandare i ciclisti sui marciapiedi (deserti in buona parte del percorso). Nel frattempo, ringraziando il cielo, sono stati preparati circa 3-400 metri di ciclabile sul viale Talenti, isolati dal resto della rete, mentre ancora non è chiaro se ci sarà una ciclabile che collegherà di nuovo (come una volta) le scuole dell'area Sansovino-Montagnola (quasi 1000 tra bambini e ragazzi, e basterebbero meno di 100 metri protetti) con la rete ciclabile interna al quartiere.
Dimenticavo: il ponte tramviario è pedociclabile: se non viene collegato al viale, a che serve? e, soprattutto, come ci si arriva senza rischiare la vita? Il piano strutturale parla chiaro: l'impegno è verso la continuità dei percorsi verso le colline, la pianura e lungo i corsi d'acqua (progetto - parte strategica, norme di attuazione, art.36). Sbaglio o nel sottofondo mi pare di capire che la bici serva a fare giratine?
Linea 2
Da quello che ho visto, e spero ardentemente di sbagliare, è un disastro.
Il capolinea di piazza della Libertà stravolge completamente quel punto nevralgico, al pari della Fortezza, della mobilità ciclistica cittadina. Non credo ai miei occhi, ma sparisce la ciclabile dal viale Lavagnini per far posto ad una corsia per le auto. Sparisce la pista sul lato Parterre e sul lato su cui sbuca via San Gallo. Sparisce anche un buon tratto di pista sul viale Matteotti fino a via Cherubini (Tav. 1 e 2). In pratica, e come vorrei sbagliarmi, si spezzano e si isolano i tre tronconi della claudicante rete ciclistica cittadina. Complimenti.
Sparisce anche la ciclabile su via Cavour: fino a piazza S. Marco c'è un solo binario, e il solo modo per andare in bici è quello di occupare lo spazio del tram: in altre città è possibile, ma da noi? e c'è da tener presente la relativa pericolosità dei binari sul piano strada (Tav. 1, 2, 3, 4). Dopo piazza San Marco i binari proseguono. Dalle tavole sembra che fino alla stazione vengano allargati i marciapiedi: per i ciclisti il solo spazio percorribile è la strada (Tav. 5, 6, 7, 8, 9), sempre che sia possibile dal punto di vista regolamentare.
Intorno all'area della stazione S. M. Novella, un'altra occasione persa: nessun collegamento ciclabile tra la rete esistente e la stazione, alla faccia dell'intermodalità (Tav. 9, 10, 11).
Incrocio del viale Belfiore: pare di capire che la pista leopardata (la ricordate? 720 metri al costo di 250.000 euro, di cui buona parte composta da un marciapiede stretto con qualche cartello e con il fantasmagorico tunnel nel tunnel, altri 85.000 euro) non esisterà più, almeno per un buon tratto. La ciclabile del viale Belfiore passerà sull'altro lato (Tav. 12, 13). Quella sul viale Redi non si sa come finirà (Tav. 13, 14), ma da quello che avevo letto pare che la stazione dell'alta velocità sia irraggiungibile in bici. Spero di sbagliare, ovviamente.
Proseguendo, spunta un pezzo di ciclabile, saranno 1-200 metri, intorno all'area della Regione Toscana e probabilmente fuori da qualsiasi rete. Poi, lungo tutta via di Novoli, che è a quattro corsie, nulla.
Linea 3
Una bella notizia: la pista del viale Morgagni si allunga di una ventina di metri, fino al capolinea della tramvia (Tav. 1). Una brutta: la pista del viale Morgagni, per quanto utilissima, come adesso non è collegata con niente (Tav. 1, 2, 3, 4, 5).
Per il resto, in una zona importante come piazza Dalmazia, non è stato previsto il collegamento con il sottopasso di via Panciatichi né verso quello di via di Rifredi, ambedue strade a senso unico (Tav. 5). Anche qui, nessuna ciclabile in vista fino a quella esistente alla Fortezza (Tav. 12). Oltre ad assistere allo smantellamento dell'isola pedonale con l'inizio della pista leopardata (quella di prima), guardando il ponte sul Mugnone c'è una scritta "Adeguamento ponte torrente Mugnone" ma nessun segno di ciclabile che, ricordo, è stata fatta sul ponte stesso (a base di vernice rossa) solo pochi mesi fa (sempre Tav. 12). Intorno alla Fortezza non è indicata la ciclabile, ma mi auguro che rimanga.
In pratica, alla fine, non mi pare che i ciclisti abbiano da guadagnare un granché da questi progetti: la sensazione che mi rimane è che forse la situazione potrebbe anche peggiorare rispetto ad ora, specialmente se, speriamo di no, il nodo di piazza della Libertà sarà come mi sembra di aver capito...
Tramvia sì, a bischero no.