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i pazzi siamo noi, ciclisti urbani a Firenze !? .... unofficial blog

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martedì, 20 maggio 2008

No T.A.B. 24



Vi pare che i risultati referen-tramviari abbiano portato consiglio? A me pare di no, anche se qualcosa di meglio di è visto: gli alberi di via dello Statuto sono salvi, con buona pace di chi sarebbe andato avanti con la sua ruspa a testa bassa. Per qualche motivo che mi resta oscuro, si è rivisto con attenzione il progetto e la soluzione si è trovata. Non per merito o colpa dei comitati, hanno detto, e non m'interessa, perché il risultato che conta. Se questa fosse una prassi abituale, ci saremmo risparmiati un sacco di proteste e sciocchezze progettuali.


Ho trovato una notiziola sussurrata appena, e devo dire che non è stato facile. Tempo fa ci furono grandi levate di scudi in difesa del nuovo ponte tramviario di fronte a domande più o meno pertinenti. Invece, solo qualche settimana fa si parlava di un pilone che potrebbe essersi lesionato. Capite bene che se su due piloni totali, uno è lesionato, è molto probabile che il ponte sia instabile.

La lesione è di poco conto, diceva il responsabile della linea 1, ma saranno effettuati comunque dei controlli scrupolosi. Secondo un comunicato di Ornella De Zordo, consigliera comunale e Vicepresidente della Commissione trasporti e ambiente, sarebbe stato messo male, tolto e poi rimesso, con la possibilità di aver creato delle microfessurazioni che potrebbero danneggiare la “durabilità” del ponte.


Non oso pensare cosa potrebbe succedere con il famigerato ponte sullo stretto, ma sembra che in questa città, quando si mette mano a qualche lavoro più complicato del cambiare le piastrelle in un bagno pubblico o della sostituzione di una lampadina, ci sia sempre il diavolo che ci mette la coda.

Forse c'è davvero una presenza demoniaca che smuove i muri di cemento armato? Un campo magnetico astrale che modifica i progetti CAD memorizzati nei computer? Il movimento della faglia di S. Andrea che dalla California riesce a spostare i piloni di casa nostra?

Ci vorrebbe un geologo-parapsicologo per capirci qualcosa, no?

postato da: patrillo alle ore 07:29 | link | commenti
categorie: no tab
martedì, 05 febbraio 2008

No T.A.B. 23



Con tutto quello che spendo, il minimo che desidero è vedere dei lavori fatti decentemente.
Invece, la grande "riqualificazione" che si porta dietro la tramvia (siamo a Novoli) scivola nel tritello. Anzi, se guardiamo con attenzione l'immagine, si può notare che lo scivolo che dovrebbe abbattere la barriera architettonica (cioè lo scalino) sviluppa una creatività interessante: è strettissimo rispetto alla larghezza dell'attraversamento grazie alla sua forma a imbuto: con la stessa spesa poteva essere fatto largo tre metri.
Come ciliegina sulla torta, si può notare come questo imbuto, invece di essere svasato e quindi accessibile a 180°, può essere percorso senza difficoltà solo andando dritti, perché ai lati c'è uno scalino... tra l'altro, neanche segnalato, per cui potrebbe succedere di arrivare di lato, provare a scendere e perdere l'equilibrio(o inciampare) a causa dell'improvviso dislivello.

Non male, vero? Per chiudere, da notare la rastrelliera a destra sullo sfondo: nel rispetto delle tradizioni, visto che le ciclabili vanno sui marciapiedi, possono starci anche le rastrelliere. Questo perché i disperati della viabilità (pedoni e ciclisti) se la vedano tra loro, senza intralciare il transito e la sosta delle persone serie, che vanno (e continueranno ad andare) in macchina.
postato da: patrillo alle ore 07:33 | link | commenti (2)
categorie: no tab
venerdì, 25 gennaio 2008

No T.A.B. 22



Se le bugie hanno le gambe corte, rischiamo di farci governare dai sette nani: Smoggolo (amante del movimento motorizzato), Gippolo (appassionato del fuoristrada), Decorolo (fissato con l'ordine), Rossolo (sempre a verniciare qualche marciapiede di rosso), Trammolo (cultore dei trenini), Vigilo (il più inflessibile) e, per ultimo, Frottolo (quello che le spara grosse in ogni campo).

Da qualche giorno, in piazza della Repubblica una sorta di labirinto di "totem" fornisce una serie di informazioni sulla tramvia. Iniziativa pregevole, vista la carenza di informazione subita finora.
Il problema è: sarà tutto vero quello che c'è scritto? No, proprio tutto tutto no.
Parlo del tema che più mi interessa: la bici. Sui tabelloni si dichiara quello che si vede nella foto.

Se vi aspettate di trovare aree pedonali e ciclabili lungo tutto il percorso della tramvia, scordatevelo: non è così. Per esempio, per chilometri (due o tre tra Firenze e Scandicci) ci sono solo un paio di striminziti marciapiedi. Per le bici nulla. Forse è più semplice dire dove ci saranno le piste ciclabili: viale Talenti, via di Novoli, forse su via Gordigiani. E basta. Sarà possibile passare in bici nel tratto in centro (ma non l'ho visto scrivere ufficialmente in nessun posto), ma niente più. In viale Morgagni e intorno alla Fortezza, bontà loro, rimarranno quelle che già ci sono.
E allora, forse il tabellone fornisce pubblicità ingannevole?
E se la notizia sulle ciclabili non è completamente vera, quante altre ce ne saranno?
postato da: patrillo alle ore 07:17 | link | commenti
categorie: dove passo , no tab
mercoledì, 09 gennaio 2008

No T.A.B. 21



C'è un gran fermento sui giornali in questi giorni nel parlare di tramvia. Il più delle volte si tratta di banalità (come ad esempio far viaggiare la tramvia fino alle una per vitalizzare il centro: perché, qualcuno pensava di farla chiedere alle 20?), altre volte si mandano segnali di disponibilità persino verso la micrometropolitana. E' di questi giorni pure l'arrivo del filobus che dovrebbe collegare Scandicci con Sesto e la zona di Careggi, più o meno quello che, a mio avviso, avrebbe dovuto essere un tram non a bischero. Solo che il filobus ha un problema, più volte citato dall'Assessore alla tramvia e dai suoi tecnici: se non ha corsie protette, si impantana nel traffico, e il solo vantaggio che dà è che sta in fila senza produrre emissioni. Non è poco, direi, ma per risolvere i problemi della mobilità cittadina è solo acqua fresca. Costruiranno un nuovo ponte per il filobus? Lo spero, perché se vogliono farlo passare sul ponte dell'Indiano, con le code che ci sono tutti i giorni, sono soldi buttati.

Sul legame tram-bus ho fatto una riflessione. Grazie al cielo (e sì, io la penso così) il tram spazzerà via dal Duomo e zone limitrofe una buona parte del traffico. Immagino quindi anche tutti i bus che oggi passano da via Martelli (saranno almeno una decina di linee).
Ora facciamo una riflessione approfondita: se il bus da lì non passerà più, ma transiterà la sola tramvia, considerando che con l'avvio della tramvia la maggioranza dei cittadini continuerà ad andare a lavorare e/o studiare negli stessi posti di prima, una buona fetta di questi attuali utenti del bus si ritroverà a dover "spezzare" la propria corsa prendendo prima il bus, poi il tram per passare in centro e poi di nuovo il bus. Chi di noi ha preso qualche volta bus e treni si rende conto di quanto è scomodo passare da un mezzo all'altro, e di come questo allunghi, di fatto, i tempi di viaggio.
Penso anche a tutte le linee che oggi portano alla stazione, ad esempio da Scandicci e dall'Isolotto: quante di queste saranno interrotte costringendo i passeggeri a cambiare mezzo?

La mia riflessione potrebbe sembrare sciocchina, ma scorro uno studio ATAF, e leggo qualche dato.
Ricordate lo sbandierato 4% (tanto? poco? fate voi) di traffico in meno sul territorio fiorentino grazie alla tramvia? questo sarà ottenuto aumentando del 10% l'utenza del trasporto pubblico locale, quindi grazie alla tramvia ma anche una adeguata rete di bus.
Le punte di riduzione del 50% in alcune zone sono ottenibili  solo "con politiche di restrizione del mezzo privato": ci sarà la volontà politica di farlo?
Per ottenere in questo scenario una rete su gomma "efficace" occorrerebbero 4,5 milioni di euro (risparmiabili dalla rete extraurbana...): da dove trovarli?
Lo studio conclude dicendo che, a causa della minor capillarità del tram, la nuova struttura del trasporto pubblico costringe l'utenza a "un numero di trasbordi medio superiore di circa il 30% rispetto all'attuale".

I casi sono due: o le tre linee tramviarie sono state progettate su percorsi sbagliati oppure è necessario ripensare ancora e meglio a come riorganizzare le linee del bus (e, per i romantici, anche quelle del filobus). Io ho la sensazione che la verità abbracci entrambe le cose...
postato da: patrillo alle ore 07:37 | link | commenti (3)
categorie: no tab
venerdì, 14 dicembre 2007

No T.A.B. 20



Tra le tante cose che accadono intorno alla tramvia, mi è anche capitato di leggere il comunicato dell’Assessore all’Urbanistica, ormai oltre un mese fa, che illustrava come le infrastrutture collegate al piano strutturale (di cui la tramvia è l’elemento principale) ridurranno inquinamento e vittime conseguenti. Bene. Si parla di valori eccezionali: riduzione del traffico privato del 14,6%; nello scenario migliore si parla di riduzioni  per gli ossidi di carbonio del 43%, per gli ossidi di azoto del 37% e per le PM10 del 21%, con conseguenti 129 morti in meno, oltre ad altri virtuosi risultati.

La cosa mi ha incuriosito, perché non ricordo di aver mai sentito l’Assessore all’Urbanistica parlare di tramvia, inquinamento e salute.
Tutto questo emerge da uno studio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) chiamato “Hearts”, l’acronimo inglese del titolo dello studio.
Si tratta di uno studio effettuato su tre città diverse: Leicester (Gran Bretagna), Lille (Francia) e Firenze. Lo studio è in inglese, per cui faticosamente ho cercato, con il mio inglese semielementare, di capirci qualcosa. Sono stati fatti degli studi utilizzando dei modelli di calcolo.

Innanzitutto lo studio nasce considerando che, oltre alle tre linee della tramvia, siano presenti:
-    parcheggi scambiatori ai capolinea tramviari;
-    utilizzo delle ferrovie per gli spostamenti urbani;
-    riorganizzazione della rete dei trasporti pubblici;
-    una nuova strada di collegamento con l’area di Prato e Campi Bisenzio;
-    una nuova strada di collegamento con il casello di Firenze Certosa;
-    un incremento della capacità dell’autostrada con la costruzione delle terza corsia;
-    una nuova strada di collegamento a nord della città (per gli amici: il tubone).

E’ curioso come un risultato così importante nella riduzione degli inquinanti si ottenga anche grazie alla costruzione di numerose nuove strade, tubone compreso. Non c’è scritto quanto sia la parte dei mezzi pubblici nella riduzione di tutto questo, ma a occhio pare che la riduzione avvenga perché buona parte delle auto vengono dirottate altrove, quindi potrebbe trattarsi non di riduzione ma di differimento. Inoltre, lo scenario risultante migliora il suo risultato anche grazie alla trasformazione del parco auto circolante con mezzi con minori emissioni.
postato da: patrillo alle ore 08:17 | link | commenti
categorie: no tab
mercoledì, 05 dicembre 2007

No T.A.B. 19



Ricordate, vero, che la linea 1 della tramvia non passa dall'ospedale di Torregalli?
Giorni fa ho sfogliato il raffronto tra le istanze e le osservazioni emerse e le modificazioni del piano strutturale del Comune. E' scaricabile dal sito del Comune di Firenze.
Alla pagina 11, paragrafo 49, c'è la richiesta, emersa nel Forum del Quartiere 3, di collegare la tramvia agli ospedali di Ponte a Niccheri e di Torregalli. Cioè la metà degli ospedali cittadini, visto che il quinto (il Meyer) tra poco sarà a Careggi. Santa Maria Nuova sarà raggiungibile con la linea 2 facendo un centinaio di metri a piedi.
Sapete qual'è la risposta ai cittadini? "Il progetto della tramvia [...] non contempla prolungamenti che raggiungano i due complessi ospedalieri, la cui dimensione non determina ad oggi una massa critica sufficiente a giustificare i costi dell'impianto e soprattutto del servizio".
Tutte le belle parole sulla sostenibilità e la cura del ferro (e dove possono fare una buona cura del ferro se non all'ospedale?) si scontrano con la non economicità (come se intorno ai due ospedali non ci fossero zone industriali e abitati). Come se non si sapesse che Torregalli è in fase di ristrutturazione e potenziamento già oggi.

Poi prendo il Corriere di Firenze del 14 novembre e leggo che a Ponte a Niccheri si parla di un aumento di circa 150 accessi al giorno, e a Torregalli di 130.

Un grande esempio di lungimiranza da parte di chi ha pensato tutto il progetto: intanto i parcheggi dei due ospedali in questione sono entrambi a pagamento.
postato da: patrillo alle ore 07:46 | link | commenti (2)
categorie: no tab
lunedì, 19 novembre 2007

No T.A.B. 18



Sono divertenti le chiacchiere da bar, è buffo dividersi in schieramenti e fare a chi ha ragione basandosi sugli umori della pancia, sui capricci del proprio ego e su chi vocia più forte. L'argomento tramvia è diventato fonte di dibattito tra tifosi come quello tra le squadre di calcio, gli schieramenti politici e così via: non è però  possibile giocare tutto il giorno e tutti i giorni, perché là fuori il mondo si muove, e lo fa sul serio.
Nel mio piccolo mi piace approfondire gli argomenti, per quanto possibile, invece di affidarmi alle chiacchiere di quello e di quell'altro. Sarò un po' lungo, ma credo valga la pena di leggere fino in fondo.

Sono andato sul sito ufficiale della tramvia e ho scaricato, con una certa fatica tra l'altro, una quarantina di tavole riguardanti i percorsi delle linee 2 e 3. Per la linea 1 non ne ho più bisogno, visto che il suo percorso ce l'ho ben presente.
Nella mia fervida fantasia, e in quella di molti altri, la tramvia era un modo per rilanciare una mobilità alternativa, abbattere l'inquinamento e dare una vigorosa sterzata verso la costruzione di nuove infrastrutture ciclistiche.
Ingenuamente, ci ho creduto finché non ho cominciato a vedere qualche progetto. Giorno dopo giorno mi sto rendendo conto che, oltre a tutto quello che ho già contestato da tempo, questi progetti tramviari si muovono contro la mobilità ciclistica. Sì, contro. E' amaro dirlo, ma devo farlo. Non ci credete, lo so, perché all'inizio non ci credevo nemmeno io. Ma ecco qua quello che sono riuscito a capire dai disegni e sul campo.

Linea 1
Almeno nel tratto via Sansovino-Scandicci, ci sono circa 4-5 km di strada con due corsie per parte. Ogni corsia è larga 3,75 metri. Abbiamo chiesto, in un incontro con esponenti del quartiere, di togliere 50 centimetri (25+25) alle due corsie per portare i marciapiedi a 2 metri di larghezza per farci andare ciclisti e pedoni. No, ci è stato detto, il progetto è definitivo. Nel frattempo sono passati 2 anni e una quarantina di varianti di progetto. E siamo a chiedere il permesso per mandare i ciclisti sui marciapiedi (deserti in buona parte del percorso). Nel frattempo, ringraziando il cielo, sono stati preparati circa 3-400 metri di ciclabile sul viale Talenti, isolati dal resto della rete, mentre ancora non è chiaro se ci sarà una ciclabile che collegherà di nuovo (come una volta) le scuole dell'area Sansovino-Montagnola (quasi 1000 tra bambini e ragazzi, e basterebbero meno di 100 metri protetti) con la rete ciclabile interna al quartiere.
Dimenticavo: il ponte tramviario è pedociclabile: se non viene collegato al viale, a che serve? e, soprattutto, come ci si arriva senza rischiare la vita? Il piano strutturale parla chiaro: l'impegno è verso la continuità dei percorsi verso le colline, la pianura e lungo i corsi d'acqua (progetto - parte strategica, norme di attuazione, art.36). Sbaglio o nel sottofondo mi pare di capire che la bici serva a fare giratine?

Linea 2
Da quello che ho visto, e spero ardentemente di sbagliare, è un disastro.
Il capolinea di piazza della Libertà stravolge completamente quel punto nevralgico, al pari della Fortezza, della mobilità ciclistica cittadina. Non credo ai miei occhi, ma sparisce la ciclabile dal viale Lavagnini per far posto ad una corsia per le auto. Sparisce la pista sul lato Parterre e sul lato su cui sbuca via San Gallo. Sparisce anche un buon tratto di pista sul viale Matteotti fino a via Cherubini (Tav. 1 e 2). In pratica, e come vorrei sbagliarmi, si spezzano e si isolano i tre tronconi della claudicante rete ciclistica cittadina. Complimenti.
Sparisce anche la ciclabile su via Cavour: fino a piazza S. Marco c'è un solo binario, e il solo modo per andare in bici è quello di occupare lo spazio del tram: in altre città è possibile, ma da noi? e c'è da tener presente la relativa pericolosità dei binari sul piano strada (Tav. 1, 2, 3, 4). Dopo piazza San Marco i binari proseguono. Dalle tavole sembra che fino alla stazione vengano allargati i marciapiedi: per i ciclisti il solo spazio percorribile è la strada (Tav. 5, 6, 7, 8, 9), sempre che sia possibile dal punto di vista regolamentare.
Intorno all'area della stazione S. M. Novella, un'altra occasione persa: nessun collegamento ciclabile tra la rete esistente e la stazione, alla faccia dell'intermodalità (Tav. 9, 10, 11).
Incrocio del viale Belfiore: pare di capire che la pista leopardata (la ricordate? 720 metri al costo di 250.000 euro, di cui buona parte composta da un marciapiede stretto con qualche cartello e con il fantasmagorico tunnel nel tunnel, altri 85.000 euro) non esisterà più, almeno per un buon tratto. La ciclabile del viale Belfiore passerà sull'altro lato (Tav. 12, 13). Quella sul viale Redi non si sa come finirà (Tav. 13, 14), ma da quello che avevo letto pare che la stazione dell'alta velocità sia irraggiungibile in bici. Spero di sbagliare, ovviamente.
Proseguendo, spunta un pezzo di ciclabile, saranno 1-200 metri, intorno all'area della Regione Toscana e probabilmente fuori da qualsiasi rete. Poi, lungo tutta via di Novoli, che è a quattro corsie, nulla.

Linea 3
Una bella notizia: la pista del viale Morgagni si allunga di una ventina di metri, fino al capolinea della tramvia (Tav. 1). Una brutta: la pista del viale Morgagni, per quanto utilissima, come adesso non è collegata con niente (Tav. 1, 2, 3, 4, 5).
Per il resto, in una zona importante come piazza Dalmazia, non è stato previsto il collegamento con il sottopasso di via Panciatichi né verso quello di via di Rifredi, ambedue strade a senso unico (Tav. 5). Anche qui, nessuna ciclabile in vista fino a quella esistente alla Fortezza (Tav. 12). Oltre ad assistere allo smantellamento dell'isola pedonale con l'inizio della pista leopardata (quella di prima), guardando il ponte sul Mugnone c'è una scritta "Adeguamento ponte torrente Mugnone" ma nessun segno di ciclabile che, ricordo, è stata fatta sul ponte stesso (a base di vernice rossa) solo pochi mesi fa (sempre Tav. 12). Intorno alla Fortezza non è indicata la ciclabile, ma mi auguro che rimanga.

In pratica, alla fine, non mi pare che i ciclisti abbiano da guadagnare un granché da questi progetti: la sensazione che mi rimane è che forse la situazione potrebbe anche peggiorare rispetto ad ora, specialmente se, speriamo di no, il nodo di piazza della Libertà sarà come mi sembra di aver capito...
Tramvia sì, a bischero no.
postato da: patrillo alle ore 07:35 | link | commenti (4)
categorie: dove passo , che si fa , no tab
lunedì, 15 ottobre 2007

No T.A.B. 17



Un uomo è salito su un albero di viale Morgagni per impedirne l'abbattimento.
Qualcuno l'ha descritta come un'iniziativa originale, io credo che sia un gesto estremo. Un gesto non violento, usando il proprio corpo per difendere gli alberi del viale.
Sappiamo di che si tratta: c'è il cantiere della tramvia che procede e gli alberi devono essere abbattuti. Quasi tutti sani e forti.

Nei giorni scorsi, con poca evidenza, è stato riportato sulla stampa cittadina che Italia Nostra, progetti alla mano, ha scoperto che quasi tutti gli alberi devono essere abbattuti per "semplificare" i lavori di cantiere. Vuol dire che non vengono abbattuti per far spazio alla tramvia. Sempre nello stesso articolo venivano proposte alcune soluzioni alternative per salvare capra e cavoli (cioè tramvia e alberi). Invece no, come abbiamo visto più volte (ricordate la pista del lungarno Vespucci, per fare un esempio? e la leopardata?) la "partecipazione" dei cittadini si riduce ad una comunicazione di quello che è già stato deciso. E quello che è stato deciso, buono o cattivo che sia, non si tocca, anche se palesemente inopportuno. L'assessore alla tramvia minaccia le dimissioni se i lavori si fermeranno. Quello all'ambiente si vanta di essere uno che gli alberi li pianta.

Io non sono un botanico. Per me un albero è un albero. Magari non saprò riconoscere la varietà, ma sono in grado di goderne la bellezza, il fresco della sua ombra e i suoi colori che cambiano ad ogni stagione. Che ragionamento è piantare 1000 alberi dopo averne abbattuti 500?
Che ambientalista è quello che butta giù alberi sani? Per quello che ne so, un vero ambientalista non butta via quello che funziona, e questo vale a maggior ragione per gli alberi.
Nel viale Morgagni ci sono 4 o 5 corsie per le auto, e la ciclabile su un lato, all'ombra di quegli alberi. Pedalandoci, l'occhio è catturato da quel verde (senza dimenticare che stiamo viaggiando su una delle ciclabili peggio tenute della città), e il gran traffico del viale non ci tocca. Viene naturale ringraziare chi quegli alberi li ha piantati, senza conoscere chi, in futuro, ne avrebbe goduto.

Non conosco Antonio, l'uomo sull'albero. Ha obiettato una decisione ingiusta. Spero che qualcuno ripensi a tutto questo, visto che le alternative ci sono, eccome.
Tramvia sì, ma a bischero no.
postato da: patrillo alle ore 07:28 | link | commenti (2)
categorie: che si fa , no tab
venerdì, 14 settembre 2007

No T.A.B. 16



Da piccoli ci raccontavano le favole, e a noi piacevano tutte quelle storie che, prima piene di colpi di scena, avevano un lieto fine.
Le storie che ci hanno raccontato sulla tramvia chissà se avranno un lieto fine. Ma se il buongiorno di vede dal mattino (mattino inoltrato, direi, visto quanto tempo che è passato dall’inizio dei lavori) siamo messi male.

La foto è recentissima, il riquadro mostra la simulazione di quello che qualcuno pensava di donare alla cittadinanza tutta. Ne avevo già parlato una volta, descrivendo il paesaggio della simulazione come il frutto di un bombardamento atomico.

Guardate il riquadro di simulazione: siamo in via Foggini, e le due corsie presenti prima dei lavori  sono presenti di nuovo. Misteriosamente il simulatore non ha pensato che tutte le auto che venivano parcheggiate lì prima dei lavori avrebbero dovuto trovare una nuova sistemazione. No, non ci ha pensato. Ha creato un paesaggio meraviglioso, senza auto nè motorini.
La realtà è quella che si vede bene già oggi nella foto, senza bisogno di aspettare l’inaugurazione della tramvia: le auto si parcheggiano sul marciapiede. Altro che riqualificazione. E pensare che gli uffici competenti hanno sempre detto che per le ciclabili, su quella strada, non c’era posto.

Da incorniciare anche la delicatezza con cui i progettisti hanno arretrato i lampioni rispetto al bordo della strada: in questo modo gli automobilisti posso parcheggiare sul marciapiede con tutto comodo.
E se un giorno, chissà, la speranza è l’ultima a morire, nessuno parcheggerà più sul marciapiede, i pedoni si troveranno questi bei pali d’acciaio proprio davanti al naso.

Prima i mezzi pubblici, siamo d’accordo. Ben venga la tramvia, ma a bischero no.
postato da: patrillo alle ore 07:07 | link | commenti
categorie: no tab
mercoledì, 08 agosto 2007

No T.A.B. 15



Un assessore regionale disse, settimane fa, che chi era contro la tramvia fiorentina non era un ambientalista. In una continua rincorsa culturale verso il bipolarismo, si abbandonano le differenze e gli approfondimenti, dimenticando che la realtà è quasi sempre più articolata di una disputa tra due parti.

Saranno pochi senz'altro coloro che sono contro la tramvia. O no?  Io, personalmente, ho già detto che sono contro la T.A.B. (cioè Tramvia A Bischero). In pratica, la tramvia va benissimo, purchè fatta in modo serio e che risponda davvero alle esigenze della città. Ho già scritto alcune riflessioni critiche sul percorso della linea 1 (quello che conosco di più), ma in questi giorni veder montare la protesta contro gli abbattimenti degli alberi del viale Morgagni mi fa dire che forse, davvero, tutto il progetto non è proprio fatto benino nel suo complesso.

Non ho visto i disegni delle linee 2 e 3, ma immagino che la solfa sia la stessa di quella della linea 1: viene raccontato che la tramvia porterà via spazio alle auto (e potrebbe anche andar bene), ma senza specificare che si tolgono gli spazi di parcheggio (cioè per le auto ferme) piuttosto che per quelle in movimento: se due (o tre) corsie c'erano prima, ci resteranno anche dopo, in compenso spariranno parcheggi e, appunto, gli alberi che, nonostante la maggiore età, non possono votare.
Certo, dicono che in parte sono malati e che dovrebbero essere comunque abbattuti. Ma non vi pare una strana coincidenza quella in cui si scopre che gli alberi cittadini sono malati e pericolosi per l'appunto proprio quando c'è un cantiere nei paraggi?
E, scusate, non vi sentite presi in giro quando vi dicono che verranno piantate più piante di quante ce ne fossero prima? Sì, magari ne verranno piantate di più, ma dove? alle Cascine? ditelo a chi sta in via dello Statuto, in via del Sansovino o in viale Morgagni che gli buttano giù 30 alberi per rimetterli altrove... e che piante poi? alberi o cespuglietti?

Dimenticavo: in mezzo alla sacrosanta difesa degli alberi cittadini, qualcuno continua a parlare di sfregio a Firenze perchè una linea dovrebbe passare accanto al Battistero. Ora, ci sono senz'altro un sacco di magagne in questo progetto, ma l'ultima mia preoccupazione è il passaggio del tram dal centro: forse la situazione è migliore oggi, con auto-moto-bus-furgoni a tutto spiano tutto il giorno, tutti i giorni?
postato da: patrillo alle ore 08:35 | link | commenti
categorie: no tab